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Gli integratori per aumentare l'appetito hanno l'obiettivo di stimolare la sensazione di fame e combattere l'inappetenza senza ricorrere all'uso dei medicinali. 

L'inappetenza è un calo anomalo dell'appetito abbastanza comune che può riguardare sia la popolazione adulta che quella giovane. Nell'arco della propria vita potrebbero esserci periodi in cui si avverte meno la sensazione di fame e questo può essere generato da molteplici fattori che hanno natura patologica e non. 

Per pesare l'eventuale gravità della condizione di inappetenza è necessario capire non solo la causa ma anche se si tratta di una condizione di breve durata o di lunga durata. Ad ogni modo, in linea di massima, la condizione potrebbe diventare pericolosa in quanto potrebbe portare l'individuo a perdere sensibilmente il proprio peso corporeo.

Le conseguenze della riduzione del peso corporeo di misurano in debolezza estrema, carenze nutrizionali e indebolimento del sistema immunitario.

In questo articolo, pertanto, vedremo le cause principali che causano questa condizione e come combatterla utilizzando integratori per aumentare la fame sia negli adulti che nei bambini.

Quali sono le principali cause di inappetenza?

Come anticipato nell'introduzione, l'inappetenza può essere determinata da diversi fattori che traggono origine da:

  • cause comuni
  • disturbi psicologici
  • infezioni
  • altre patologie in corso

Tra le cause comuni e generiche rientra lo stato febbrile e la sensazione di malessere tipico dell'influenza o del successivo periodo di convalescenza. In questo stato, è normale avere poco appetito e potrebbe essere relazionato ad una fase in cui il corpo si concentra nel combattere l'infezione in corso o recuperare le forze.

Durante il cambiamento di stagione si può avvertire una temporanea perdita di desiderio nel mangiare. Questo è particolarmente normale considerando che la variazione della quantità di luce solare, il cambiamento delle abitudini di vita quotidiana possono incidere sul bioritmo modificando il livello ormonale nel nostro organismo. 

Anche alcuni stati emotivi o emozionali temporanei possono incidere sull'appetito. Ad esempio, quando si affronta un periodo particolarmente stressante a causa di:

  • approssimarsi di scadenze a lavoro
  • attività intense o problemi da gestire
  • la sensazione di fame

potrebbe risentirne anche perché potrebbe coincidere con tempi ridotti da dedicare ai pasti. Lo stesso disagio psicofisico può derivare da forti emozioni come la rabbia o l'eccessiva ansia oppure da semplici sbalzi di umore. 

Paragrafo a parte merita la depressione come causa importante e decisiva alla base dell'inappetenza. Quando un individuo affronta la depressione, può avvertire un significativo calo della fame (oppure al contrario una voglia insolita e sproporzionata di cibo). Naturalmente, le cause scatenanti sono tante e hanno relazione con disturbi psicologici che potrebbero sfociare anche nell'anoressia nervosa. Il rifiuto del cibo può, a sua volta, scatenare altri disagi fisiologici e incrementare le carenze nutrizionali. La popolazione adolescenziale è quella più colpita da questa patologia che nasce essenzialmente dalla paura di prendere peso corporeo e non essere adatti a rispettare determinati canoni di estetica. 

L'altra principale causa legata all'inappetenza è rappresentata dall'insorgere di infezioni batteriche virali, batteriche o fungine. Generalmente, le infezioni di questo genere influiscono sull'assorbimento intestinale oppure concorrono alla sensazione di nausea, vomito e mal di gola. Questi sintomi incidono molto sulla percezione della fame e sulla reale volontà di alimentarsi. 

Altre patologie che influenzano sull'appetito sono quelle che si sviluppano a carico del fegato, dei reni, del tratto gastrointestinale e in presenza di tumori maligni. 

Altre cause vanno ricercate in scorrette abitudini di vita o vere e proprie dipendenze tossiche. Ad esempio, ad influenzare negativamente e marcatamente sull'appetito ci sono il consumo eccessivo di alcolici, il fumo attivo o passivo e l'uso di droghe leggere e pesanti. Sono tutti fattori che riducono il senso di fame oltre a provocare le note conseguenze sull'organismo. 

Anche l'assunzione regolare di farmaci e trattamenti farmacologici di una certa entità può avere come effetto collaterale l'inappetenza. In questo caso, è bene rivolgersi tempestivamente al proprio medico, il quale potrebbe modificare la terapia in corso oppure le dosi. 

Le donne in stato di gravidanza, soprattutto nei primi tre mesi, risentono di inappetenza e nausea gravidica. Nulla di preoccupante se queste sensazioni non durano a lungo. 

Una categoria che risente di questa sensazione spesso e per diversi motivi è quella a cui appartengono i neonati e i bambini.

Durante l'infanzia, la comparsa di questo sintomo non dovrebbe destare particolare preoccupazione in quanto abbastanza comune. D'altra parte, un consulto con il pediatra è doveroso nel caso in cui l'inappetenza dovrebbe prolungarsi per diverso tempo. 

Un bambino potrebbe risentire più degli adulti di cambiamenti di vita, come una separazione dai genitori, l'arrivo di un fratello o sorella, un trasloco o la malattia di un familiare. Questi cambiamenti possono avere una modesta influenza psico fisica e indurre il piccolo ad avere meno voglia di mangiare. 

Ovviamente, anche nel caso dei bambini bisogna considerare eventuali patologie organiche anche non gravi come eventuali cause di inappetenza come:

  • raffreddore
  • infiammazione del cavo orale
  • gastroenterite
  • infezioni a carico delle vie urinarie

Abbastanza comune è anche l'insorgenza del sintomo a seguito di una vaccinazione. Di solito, però, l'insorgenza dura un paio di giorni senza ulteriori complicanze.

Infine, ma non per ultimo, esiste un fisiologico calo dell'appetito in alcuni soggetti come gli anziani o in chi è debilitato. In questi casi, la fisiologia dell'organismo cambia molto così come i livelli di ormoni. E questo potrebbe rendere più complicato gestire la necessità di alimentarsi con regolarità dopo una certa età. A rendere questa situazione ulteriormente più difficile è la comparsa di difficoltà nella masticazione, disturbi nella digestione e un calo della capacità di percepire odori e sapori che rende l'esperienza del mangiare meno appetibile. 

Quali sono i pericoli e le eventuali conseguenze dell'inappetenza?

Un'alimentazione adeguata e corretta sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo è di fondamentale importanza per diverse ragioni.

Prima di tutto, l'assorbimento di nutrienti aumenta i livelli di energia nel corpo permettendo alle cellule del nostro organismo di svolgere le attività metaboliche essenziali.

Mantiene costante la forza muscolare alla base del movimento e delle attività in generale. 

  • Una buona nutrizione, inoltre, rafforza il sistema immunitario permettendo un'azione di difesa nei confronti di eventuali infezioni e previene l'anemia o, in generale, tutte quelle carenze alimentari che possono essere gravi o meno

D'altra parte, una diminuzione dell'apporto nutritivo alimentare determinata dalla perdita o dalla scarsa sensazione di fame può portare a delle più o meno serie conseguenze sulla salute. 

  • La malnutrizione. Come affermano gli esperti da tempo, ogni persona adulta o meno ha bisogno di un apporto calorico ed energetico quotidiano che sia adeguato al peso, all'età e ad altri fattori specifici. L'inappetenza può incidere negativamente su questo apporto
  • Il dimagrimento. Questa diminuzione del peso corporeo avviene in concomitanza con la diminuzione graduale della massa muscolare e grassa. Questo effetto sarà notevolmente evidenziato nei soggetti con una costituzione esile e longilinea

Una diminuzione della quantità alimentare coincide anche con un minore apporto di acqua, sicuramente uno degli ingredienti più importanti per il nostro organismo. A lungo andare questa situazione potrebbe portare al fenomeno della disidratazione con i suoi numerosi effetti negativi. 

Inoltre, nei bambini l'inappetenza può influenzare negativamente sullo sviluppo mentale e fisico nonché sulla crescita delle ossa, dei muscoli e di tutti gli organi del corpo.

Quindi, in linea di massima, le conseguenze dell'inappetenza compromettono lo stato di salute generale. Gli effetti negativi saranno di differente entità in base al tipo di restrizione alimentare. In casi più gravi, quando la riduzione dell'assunzione alimentare non è temporanea ma perdura per molto tempo, si assiste generalmente alla diminuzione della massa magra e del peso corporeo.

L'intero fenomeno si ripercuote in maniera significativa e in modo più ampio sulla salute dell'individuo che avvertirà disturbi specifici. 

Tra questi, quello più comune è la sensazione di stanchezza cronica.  Le scarse risorse energetiche del corpo si osservano anche in uno stato di svogliatezza perpetua che accompagna le intere giornate e che inducono al sonno e al riposo anche diurno. 

Anche il benessere psichico ed emotivo risulterà compromesso manifestando cali dell'umore personale che possono incidere negativamente sui rapporti con gli altri e sulla qualità della vita personale. 

Come sappiamo il cervello assorbe quasi un quinto di tutto l'apporto energetico che assumiamo. La mancanza di appetito rende più complicato attingere alle fonti energetiche e nutritive essenziali soprattutto per le attività cerebrali. Quindi, gli effetti che potrebbero comparire sono deficit di concentrazione, mancanza di attenzione e continui mal di testa. 

Inoltre, una carenza alimentare può comportare una maggiore suscettibilità all'esposizione e sviluppo di infezioni virali e batteriche in quanto il sistema immunitario risulterà più indebolito. Quindi, i comuni malanni di stagione come raffreddori, febbre e altri sintomi influenzali saranno più frequenti. 

Oltre alla facilità con la quale ci si può ammalare durante la stagione fredda o ai cambiamenti drastici di temperatura, l'indebolimento delle difese immunitarie causate da scarsa nutrizione porta anche ad una minore reattività nella risposta alle infezioni prolungando i tempi di guarigione e di recupero. 

Ad aggravare la situazione ci potrebbero essere le eventuali concomitanti patologie già in corso che potrebbero rendere più complicata il decorso della malattia. 

Come fare una corretta diagnosi dell'inappetenza?

Come abbiamo descritto precedentemente, la perdita dell'appetito non è di pe sè una causa ma, il più delle volte, l'effetto sintomatico di una patologia più o meno grave. 

Pertanto, l'indagine diagnostica dovrà essere orientata sulla comprensione delle reali cause alla base del sintomo. 

Il medico suggerirà una serie di esami diagnostici, tra cui i noti esami del sangue, per escludere eventuali patologie gravi o pregresse disfunzioni importanti. Dopodiché, suggerirà delle terapie specifiche o l'uso di integratori per aumentare la fame. 

Quali rimedi e suggerimenti significativi possono rivelarsi utili in caso di inappetenza?

Nel caso in cui non sia stata riconosciuta nessuna causa degna di nota alla base dell'inappetenza, si possono adottare alcuni accorgimenti che possono migliorare efficacemente il senso dell'appetito e il conseguente introito di calorie. Vediamone insieme le principali.

Un primo utile suggerimento è quello di limitare al massimo le cattive abitudini e le dipendenze acquisite per tanti anni. Tra queste le più comuni sono, ad esempio, ll fumo e l'abuso di alcolici. 

In sostituzione alle cattive abitudini, si possono introdurne di nuove più salutari e che stimolano l'appetito. Ad esempio, svolgere regolare attività fisica anche di bassa intensità come camminare per circa una ventina di minuti al giorno, il nuoto libero e giri in bici senza eccessivi sforzi. In linea di massima, è bene non rimanere per molto tempo seduti o condurre una vita sedentaria ma camminare regolarmente. 

Nello stesso tempo è bene ricordare che le condizioni fisiche in caso di inappetenza e denutrizione potrebbero impedire di svolgere intensa attività fisica prolungata nel tempo e, quindi, è meglio non esagerare in quanto l'eccessivo deficit di energie potrebbe aumentare in misura maggiore. 

Uno dei principali accorgimenti che si possono adottare ha relazione con le abitudini alimentari e la frequenza dei pasti durante la giornata. Buona norma vuole effettuare tre pasti principali durante la giornata, ovvero colazione, pranzo e cena. Si potrebbe accompagnare questi tre pasti con uno spuntino a metà mattinata e uno spuntino nel pomeriggio in modo da dare un apporto calorico più completo. In questo modo, inoltre, si eviterà di assumere quantità grandi di cibo in pochi pasti. 

Nel caso specifico in cui l'inappetenza sia aggravata da una sensibile diminuzione del peso corporeo, è utile assumere alimenti con elevato contenuto energetico come, ad esempio, l'olio di oliva e frutta secca. 

In molti casi la perdita di appetito si accompagna anche alla sensazione di sazietà precoce, in cui basta ingerire poca quantità di cibo per sentirsi già colmi. In questi casi è meglio evitare di alimentarsi con cibi voluminosi e preferire cibi con alti valori nutrizionali non eccessivamente solidi compreso bevande energetiche quali latte e succhi di frutta. Questo permette di assumere calorie in più senza appesantire eccessivamente lo stomaco.

Qualora la mancanza di appetito nasca da effetti collaterali derivanti dall'assunzione di farmaci e cure terapeutiche, è bene rivolgersi quanto prima al medico per rivedere eventualmente il piano terapeutico.

La mancanza di appetito nelle persone anziane si aggrava dal momento in cui la percezione degli odori e del gusto diminuisce sensibilmente privando loro della piacevolezza di gustare il cibo. Pertanto, si potrebbe aiutarli in tal senso preparando i pasti in maniera più succulenta e che corrisponda il più possibile ai loro gusti e alle loro preferenze.

Nei casi in cui l'inappetenza abbia come causa correlata la difficoltà alla masticazione o alla deglutizione, sarebbe utile preparare pasti che prevedano l'assunzione di alimenti semi solidi che non necessitano di eccessiva masticazione. A tal proposito, sono consigliabili frullati, succhi di frutta o bevande proteiche che aumentano l'apporto energetico della giornata. 

Nei casi estremi in cui alimentarsi normalmente non è possibile, è fondamentale ricorrere a sistemi di nutrizione artificiale che viene assicurata da personale specializzato in ospedali o strutture apposite.

Integratori per aiutare a superare l'inappetenza nei bambini e negli anziani

Come abbiamo descritto nei paragrafi precedenti, bambini e anziani rappresentano nella popolazione le categorie maggiormente colpite da questo fenomeno sintomatico. Appartenendo a fasce di popolazione maggiormente fragili e più esposte a malanni ed infezioni, è bene prestare particolare attenzione al loro regolare nutrimento in modo tale che l'apporto nutritivo sia adeguato alle loro esigenze. 

Oltre ai rimedi descritti precedentemente, ci sono in commercio ottimi integratori per aumentare l'appetito a base di formulazioni naturali che danno un apporto vitaminico e di nutrienti essenziali che vengono a mancare nell'affrontare questo problema.

Ad esempio, le vitamine migliori per incrementare l'appetito nei bambini sono quelle appartenenti al gruppo B in quanto modulano efficacemente la sensazione di appetito. Le vitamine B hanno l'importante ruolo di trasformare l'energia assunta dal cibo in energia utilizzabile dall'organismo. 

A tal proposito, Be-Total sciroppo è particolarmente adatto per i bambini in casi di inappetenza determinata da cambiamenti di stagione, convalescenza, per ripristinare una dieta non equilibrata o semplicemente per corrispondere ad un aumento della necessità di energie per lo sviluppo.

Si consiglia di far assumere 1 cucchiaio di sciroppo al giorno per bambini fino ai 3 anni, 1 cucchiaio e mezzo fino ai 6 anni e 2 cucchiai per bambini oltre i 6 anni. Il sapore al limone o latte facilita l'assunzione.

Anche apporti di pappa reale sono ideali per i bambini come integratori per aumentare l'appetito. Si tratta di un noto ricostituente naturale che rafforza il sistema immunitario e aumenta il livello di energia nel corpo. 

Vitalmix Pappa Reale è l'integratore giusto in caso di inappetenza, spossatezza e calo di energie in periodi di cambiamento di stagione o dopo una convalescenza.

Si consiglia un trattamento di circa tre settimane assumendo 1 flaconcino al giorno all'ottimo gusto di miele. Lo si può bere tal quale oppure diluendolo in acqua. È adatto ai bambini dai 3 anni in sù.

Un altro integratore ideale per i bambini è Appetit Flaconcini. Si basa su un complesso multivitaminico la cui formulazione è stata studiata per stimolare l'appetito. Offre un apporto nutritivo e protettivo determinato dalla varietà di vitamine, minerali, oligominerali e acidi organici.

Si avvale dell'apporto funzionale della Vitamina B1 che trasforma il glucosio in energia per i muscoli e il sistema nervoso, della Vitamina B2 che interviene come coenzima nei processi metabolici, la Vitamina B3 che agisce come enzima che regola i processi di ritenzione energetica nelle cellule e la Vitamina D3 che interviene nell'assorbimento di calcio e fosforo soprattutto nelle ossa. Per un migliore effetto desiderato si suggerisce l'assunzione di 1 flaconcino fino a due volte al giorno prima dei pasti. Ha un gradevole gusto alla frutta e può essere assunto sia in modo puro oppure diluendo il contenuto in una bevanda preferita dai piccoli.

Le persone avanti con l'età rappresentano una tipologia di soggetti ancora più a rischio malnutrizione perché spesso, a differenza dei bambini, possono purtroppo ritrovarsi a gestire da soli la propria vita personale e la propria salute e non essere seguiti adeguatamente. Anche per loro esistono, pertanto, in commercio ottimi integratori che supportano il loro benessere fisico donando loro energie. 

Ad esempio, Meritene Protein in polvere è un integratore per aumentare l'apporto di proteine e carboidrati nelle persone anziane che soffrono di inappetenza a seguito di una malattia, un intervento chirurgico o altre situazioni specifiche quali traumi emotivi o cambi di stagione.

La composizione di questo integratore lo rende adatto per rafforzare il sistema immunitario e donare vitalità per mezzo della presenza delle Vitamine B2, B6, B12, C, D, ferro, zinco e magnesio. Inoltre, l'apporto di proteine consente un ottimale mantenimento della forza muscolare. Può essere aggiunto agli alimenti che compongono i pasti principali, a colazione o gli spuntini.

Si consiglia di assumere massimo 3 porzioni ogni giorno da solubilizzare in 200ml di piatti salati o dolci. È preferibile non consumare l'integratore in sostituzione dei principali pasti consumati durante la giornata.