Stitichezza o stipsi, di cosa si tratta

La regolarità intestinale, per ogni persona, è uno dei presupposti per una vita quotidiana serena. Come tutte le necessità fisiologiche, questa, rappresenta un momento importante, che dona serenità e benessere fisico per tutto il giorno.

Il problema connesso alla regolarità è la stitichezza, chiamata anche stipsi, che è un disturbo gastrointestinale che può presentarsi per diverse cause, e può creare un vero e proprio disagio, fisico e psicologico. Da un punto di vista clinico la stipsi è un disturbo collegato alle defecazione, che si manifesta con una difficoltà a liberare l’intestino dalle feci.

Studi clinici ritengono che per regolarità, si intenda la capacità di defecare almeno 3 o 4 volte a settimana, anche se la condizione ideale è quella di espellere le feci ogni giorno. Nella realtà, non è possibile fissare una regola, perché ogni organismo ha un diverso funzionamento e oltretutto, molto dipende dal tipo di alimentazione che si segue, quindi è possibile che alcuni vadano una volta al giorno e altri anche due o tre, ma vi sono soggetti che riescono a liberarsi anche solo 3 o 4 volte a settimana, pur sentendosi bene senza soffrire di stipsi. Soffrono di questo disturbo soprattutto le donne in gravidanza o dopo il parto, ma in generale può coinvolgere entrambi i sessi e tutte le fasce di età.

Quali sono le cause della stitichezza?

È importante sottolineare che la stipsi è solo un sintomo di un altro disturbo più grave, vediamo perché.
Sappiamo che le feci passano attraverso il colon, che è un tratto dell’intestino crasso, che ha il compito di assimilare l’acqua contenuta, creando i materiali da espellere; questo significa che l’acqua assorbita dal colon serve a lubrificare le feci per non renderle dure, ma se il colon assorbe acqua in eccesso, la persona troverà doloroso liberarsi in quanto le feci saranno troppo dure. Per questo motivo si ritiene che l’origine del disturbo risieda in svariate cause, che cercheremo di elencare in maniera esaustiva:

Cause legate ad una cattiva alimentazione:

  • Insufficienza di fibre: una dieta povera di verdura, frutta, legumi, cereali e tuberi, provocano stitichezza, in quanto questi alimenti sono ricchi di fibre solubili e insolubili, che rendono più morbide e idratate le feci, la cui espulsione diventa indolore.
  • Eccesso di cibi grassi, come quelli dei fast-food o come le merendine confezionate e i cibi pronti in generale, ai quali vengono ridotte drasticamente le fibre.
  • Assunzione eccessiva di alcolici, in quanto l’alcol ha un effetto disidratante, come anche le dosi esagerate di caffè.

Cause legate a particolari patologie:

  • Problemi al retto o al colon come ad esempio la sindrome del colon irritabile, la diverticolite, le ostruzioni intestinali o le aderenze, dovute a cicatrici presenti nella zona, tutte cause associate al gonfiore e al dolore di pancia, e ad un’espulsione faticosa delle feci.
  • Patologie neurologiche, come nel caso di soggetti che hanno avuto un ictus, il morbo di Parkinson e la sclerosi multipla, che rallentano le funzioni neurologiche e dunque quelle che riguardano l’apparato gastro -intestinale.

Altre cause della stitichezza

  • Vi sono, inoltre, cause che riguardano l’aspetto psicologico, come i cambiamenti temporanei o permanenti delle abitudini di vita. Durante viaggio, ad esempio, alcuni soggetti subiscono un blocco di questa funzione fisiologica, e occorrono più giorni per abituarsi alla nuova situazione; anche durante la gravidanza o l’allattamento, la mamma può sentire il disagio psicologico, che crea una contrazione muscolare di tutto il corpo e in particolare dell’intestino.
  • Rimandare continuamente la defecazione, nel caso di lavori molto impegnativi o distanti dal bagno, che dopo qualche ora provocano mal di pancia e indurimento delle feci.
  • Mancanza di attività fisica, soprattutto nei soggetti in sovrappeso o negli anziani.

Quali sono i sintomi della stitichezza

Per capire se si soffre di stitichezza è sufficiente verificare la frequenza settimanale con cui si va in bagno e se la defecazione avviene in modo naturale o sono necessari degli sforzi. Nel caso di stitichezza si manifestano feci dure, piccole e secche, che durante l’espulsione graffiano il retto provocando piccole ferite ed eventuali perdite di sangue, che mettono in allarme ed obbligano a correre ai ripari. A questi sintomi si può associare pancia gonfia e dolori addominali, ma, in generale, questo disturbo provoca sempre uno stato di disagio psicologico e un senso di tensione.
Se non curata, la stipsi può causare due problemi molto fastidiosi:

  • Le fistole, causate dalle feci dure, che provocano strappi della parete dell’ano.
  • Le emorroidi, che sono vene che a causa dello sforzo per evacuare, si gonfiano, restando all’interno dell’ano (emorroidi interne) o fuoriescono (emorroidi esterne) provocando un fastidio continuo e assillante.
  • Fecaloma, una massa di feci ristagnate che non possono essere espulse se non con prodotti specifici, da assumere per via orale o con l’ausilio del clistere.
  • In entrambi i casi si possono verificare sanguinamenti, più o meno copiosi.

Quali sono i rimedi contro la stitichezza

Lassativi

Il primo rimedio da adottare in caso di stipsi, è l’assunzione di lassativi per un periodo di tempo limitato, al fine di rimettere in funzione l’intestino pigro. Esistono in commercio diverse qualità di lassativi, vediamo i più consigliati:

  • Lassativi emollienti e lubrificanti per ammorbidire le feci e permettere una espulsione più semplice, non possono essere assunti per un tempo prolungato ma danno ottimi risultati.
  • I lassativi cosiddetti "stimolanti", che provocano contrazioni dell’intestino, al fine di posizionare in modo corretto le feci per una più rapida espulsione.

  • Gli osmotici, vengono assunti soprattutto dai bambini e da chi soffre di un tipo di stipsi particolare, chiamata idiopatica, le cui cause, cioè, sono ancora sconosciute, e hanno l’effetto di distendere il tratto intestinale dove passano le feci, per una defecazione meno traumatica.

  • Lassativi che contengono integratori di fibre e hanno la finalità di ammorbidire le feci, ma soprattutto di aumentarne la quantità presente nell’intestino, per dare uno stimolo più forte all’espulsione. Per questo vanno assunti sempre con abbondante acqua, per evitare che provochino ostruzioni al tratto intestinale interessato.

  • Prodotti specifici come il magnesio, che fa parte dei lassativi cosiddetti salini, che fanno confluire i liquidi nel colon per ammorbidire le feci e facilitarne l’espulsione.

Rimedi alternativi

È possibile curare la stipsi anche assumendo integratori alimentari che contengano una buona quantità di fermenti lattici, perché questi possano riequilibrare la flora batterica e migliorare le attività intestinali. Naturalmente l’assunzione di fermenti lattici è più lenta nell’azione, occorreranno dunque più giorni per vedere dei miglioramenti.

Rimedi naturali contro la stitichezza

L’alimentazione è fondamentale per prevenire e curare la stitichezza, è necessario, infatti, assumere in modo sistematico alcuni alimenti come la crusca, i semi di lino, i semi di psillio, le prugne secche o fresche, e la gomma di guar.

Ingerire più quantità di fibre attraverso cibi come i legumi, i cereali integrali, la frutta fresca in generale, senza abusarne per chi soffrisse di diabete, e la verdura. Questi alimenti, unitamente ad abbondante acqua, si consiglia di berne fino a 9 bicchieri, aumentano la quantità di feci, stimolando l’intestino ad evacuare, evitando così fastidi come ragadi ed emorroidi, di cui abbiamo precedentemente parlato.

Attività fisica per combattere e prevenire la stitichezza

Infine, è molto importante fare attività fisica, come jogging, nuoto, ballo, ma anche semplici passeggiate per i più anziani o per le gestanti, che spesso vengono afflitte da questi problemi.