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Vedere il sangue fuoriuscire dal naso può rappresentare un episodio impressionante ma nella maggioranza dei casi non desta particolari preoccupazioni. Molto spesso questi episodi si verificano in casa e sono gestiti con semplici rimedi alla portata di tutti.

Il sangue dal naso è un disturbo abbastanza comune noto anche con i termini scientifici di epistassi (da un termine greco che significa gocciolamento) o rinorragia. È molto diffuso tra i bambini e gli adolescenti ma ne soffrono anche molti adulti e anziani.

Gli esperti spiegano che esso può avere prevalentemente un'origine primaria o essenziale, cioè senza una evidente causa oppure un'origine secondaria quando rappresenta un sintomo di una patologia specifica.

Nella popolazione più giovane si riscontrano casi di epistassi derivanti da piccoli traumi che determinano la rottura dei fragili capillari della mucosa del naso. Oppure l'irritazione da raffreddore e le modificazioni dei livelli ormonali rendono più facile provocare la rottura dei vasi sanguigni.
Per gli anziani le cose sono più complesse in quanto la perdita di sangue dal naso può avere relazione stretta con altre patologie più gravi che interessano altre parti dell'organismo. 

Durante l'episodio di epistassi il sangue può fuoriuscire da una narice oppure da entrambe le narici. La quantità di sangue può essere tanta o scarsa e il fenomeno può durare pochi secondi o una decina di minuti. Molto dipende dalle circostanze personali e dallo stato di salute.

Esistono diverse cause o fattori di rischio che possono essere individuate facilmente oppure è necessaria la visita da uno specialista. Esistono diversi metodi per rimediare soprattutto se la perdita di sangue è esigue. Oppure è essenziale ricorrere ad alcuni farmaci che agiscono sulla sintomatologia qualora l'episodio risulti essere più grave e più frequente.

In questo articolo, vedremo più da vicino le cause dell'epistassi, i rimedi più comuni e tradizionali, alcune soluzioni farmacologiche in commercio e come prevenire l'insorgere degli episodi.

Quali sono le principali cause del sanguinamento dal naso?

Il sanguinamento dal naso è un episodio comune in quanto l'interno del naso è ricco di vasi molto piccoli. Questa formazione fisiologica permette la migliore irrorazione di sangue all'interno del cavo nasale e nelle mucose. Tuttavia, la fragilità dei capillari li rende suscettibili di rottura anche sulla base di piccoli traumi.

Gli esperti hanno individuato le principali cause più frequenti che portano al sanguinamento del naso.

  • Una comune ha relazione con infezioni di natura locale come sinusiti e raffreddori. In questi casi, l'infiammazione della cavità nasale e il continuo soffiarsi il naso rende facile rompere i capillari.
  • Un altra causa è un trauma al naso, anche se non necessariamente con frattura. In questa situazione i capillari subiscono un pesante danno dando luogo anche ad abbondanti sanguinamenti.
  • Un'altra causa risiede nel cambiamento climatico dell'ambiente. I colpi di calore, frequenti soprattutto nella stagione estiva, indeboliscono improvvisamente i capillari esponendoli a rotture. Stessa cosa dicasi quando vi è una variazione del grado di umidità o di temperatura. Questi fattori possono rendere l'interno del naso più secco del solito dando luogo a screpolature e piccole lacerazioni.
  • Altre cattive abitudini che causano sangue dal naso sono soffiarsi violentemente il naso e inserire le dita all'interno di esso. 

In alcune occasioni il sanguinamento può essere originato dalla rottura di vasi profondi internamente al naso. Ciò può avvenire in seguito a traumi alla testa, procedure chirurgiche invasive recenti e l'indurimento delle arterie a causa dell'aterosclerosi. 

Quali sono i fattori di rischio?

Seppur il sanguinamento dal naso possa rappresentare un singolo episodio, ci sono alcune categorie di persone maggiormente esposte al rischio sanguinamento a causa di determinate circostanze. 

  • Tra queste ci sono i bambini fino ai dieci anni. Avendo poca destrezza con le mani, possono causare danni nella cavità nasale con le proprie dita. Inoltre, il sistema dei vasi sanguigni non è ancora ben formato e forte.
  • Simile alla situazione dei bambini è quella dei soggetti anziani. Anch'essi vivono in maniera più decisiva gli sbalzi di temperatura e di pressione. Inoltre, spesso convivono con patologie cardiovascolari o respiratorie che influiscono sulla forza dei capillari.
  • Anche lo stato di gravidanza è un fattore di rischio. In questa fase della vita i livelli ormonali della donna subiscono notevoli cambiamenti e questo incide sulla forza dei capillari. 

Esistono trattamenti farmacologici e terapie che facilitano il sanguinamento come, ad esempio, l'uso prolungato di anticoagulanti come la warfarina e medicinali come l'aspirina. 

Infine, soggetti con patologie legate al sangue e alla coagulazione come emofilia, anemie e ipertensione sono più a rischio di sanguinamenti dal naso anche per episodi di piccola entità.

Questi sono i principali fattori di rischio che il medico di famiglia avrà sott'occhio quando indicherà una terapia da affrontare in queste situazioni. 

Cosa fare per interrompere il sanguinamento dal naso?

Prima di tutto non farsi prendere dal panico è la prima regola. Dopodiché, si seguono alcune procedure semplici che si possono fare anche in casa:

  • Sedersi e fare pressione con mano ferma la zona soffice che si trova in alto alle narici per almeno una decina di minuti. 
  • Porsi in avanti e respirare con la bocca per evitare che il sangue non coli in gola
  • Avvalersi di un sacchetto di ghiaccio ricoperto da uno strato di carta per raffreddare delicatamente le narici del naso
  • Sedersi diritti senza assumere una posizione sdraiata per contenere l'ulteriore sanguinamento

Generalmente, questi utili accorgimenti consentono di fermare l'epistassi senza ulteriore intervento medico. Tuttavia, in rari casi, è necessario rivolgersi ad un vicino primo soccorso o ambulatorio di zona. È importante farlo soprattutto se non si riesce a riconoscere le cause scatenanti o in caso in cui si manifestano ulteriori sintomi.

Come può intervenire un medico per interrompere il sanguinamento?

In caso in cui il sanguinamento si prolunghi molto, il medico effettuerà ulteriori indagini per scoprirne le cause e determinarne la gravità.

  • Una prima fase richiede in genere l'esplorazione della cavità nasale, la misurazione della pressione arteriosa e del battito cardiaco.
  • Poi si passerà a svolgere degli esami del sangue e la scoperta di ulteriori sintomi che possono fornire altre utili informazioni sullo stato di salute. 

Per fermare l'epistassi si ricorre generalmente alla cauterizzazione oppure al tampone nasale. 

La cauterizzazione chiude in maniera specifica e tempestiva il vaso sanguinante. L'intervento viene eseguito per mezzo di un bastoncino con una sostanza chimica chiamata nitrato d'argento. Dopo aver anestetizzato la parte lesa per mezzo di uno spray di anestetico, si mette a contatto il bastoncino di nitrato di argento tenendolo fermo per una decina di secondi con il punto che sanguina. 

Qualora la cauterizzazione non dovesse andare a buon fine si può ricorrere all'uso di un tampone nasale. Quest'ultimo è formato da una garza spessa o un tampone specifico che blocca il flusso sanguigno facendo pressione sul punto in cui si è originato il sanguinamento. Prima di applicare il tampone, si applica uno spray anestetico nel naso. Dopodiché, il tampone rimarrà in posizione per uno o massimo due giorni interi prima di essere definitivamente tolto. 

In alternativa puoi utilizzare del cotone emostatico per fermare il sanguinamento rapidamente, da arrotolare e infilare nella narice per bloccare emorragia.

Dopo queste prime procedure si effettua un monitoraggio delle condizioni per capire se effettuare ulteriori operazioni mediche o meno.

Come gestire le eventuali complicazioni?

Qualora l'emorragia non si dovesse arrestare, è essenziale procedere ad ulteriori esami diagnostici per escludere la presenza di polipi nasali o traumi cranio facciali. 

Questa particolare attenzione è ulteriormente doverosa qualora il paziente manifesti ulteriori sintomi preoccupanti come vomito, nausea, perdita dell'equilibrio, perdita di conoscenza o di memoria. 

In tal caso, è bene non effettuare nessuna manovra manuale che potrebbe causare ulteriori danni ma allertare tempestivamente i soccorsi. Nel frattempo, assistere il paziente trasmettendo calma e sicurezza è importante in quanto pare che l'ansia e l'agitazione siano fattori che aggravano l'emorragia. 

Cosa fare dopo l'intervento medico?

Affinché la guarigione diventi tempestiva e concreta si dovranno seguire alcuni consigli per ridurre recidive ed eventuali infezioni. 

Per almeno un giorno è meglio non soffiarsi il naso, maneggiarlo con le mani o fare sforzi intensi e attività sportive. Non eliminare le croste che si sono formate all'interno di esso anche se potrebbero recare fastidio e disagio. In caso di starnuto, è bene non far pressione sul naso bensì starnutire con la bocca aperta. 

Durante tutta la fase di guarigione è meglio evitare il contatto con soggetti con raffreddore e tosse in quanto la mucosa nasale, avendo subito un trauma, potrebbe essere più debole ed esposta alle infezioni virali. 

Il medico potrebbe proporre l'applicazione di una crema nasale da utilizzare dopo l'arresto del sanguinamento. Questa crema dovrà essere usata all'interno delle narici diverse volte al giorno per un paio di settimane per evitare l'eventuale ulteriore emorragia e prevenire infezioni. 

Un prodotto efficace che si trova facilmente in farmacia è Emofix unguento barriera emostatico 30g utile sia in caso di sanguinamento che per rinforzare la mucosa nasale per prevenire ulteriori episodi. Il tubo da 30g ha una cannula che permette l'applicazione specifica di unguento. Si applica il prodotto due volte al giorno per due settimane almeno dopo l'episodio acuto. 

Un altra crema consigliata è Trofodermin a base di principi attivi Clostebol acetato e Neomicina solfato. Entrambi i principi attivi di questo farmaco promuovono la rigenerazione cutanea di una zona di pelle lesionata. Inoltre, la presenza dell'antibiotico ad ampio spettro neomicina assicura la prevenzione da eventuali infezioni. Il farmaco si trova sia in soluzione spray che crema. La dose suggerita è di una o due applicazioni al giorno spalmando lo strato di crema sulla zona lacerata cercando di creare una pellicola sottile che possa fungere da barriera protettiva e rigenerante

Come prevenire il sanguinamento dal naso?

Alla base della prevenzione c'è il grado di umidità da assicurare all'interno della cavità nasale. Questo perché lo stato di secchezza della mucosa rende molto più probabile la rottura dei capillari sanguigni. Questa condizione è resa ancora più evidente in autunno e inverno quando i mesi sono più secchi e freddi. 

Usare un deumidificatore in casa controlla il grado di umidità dell'ambiente rendendolo più adatto per la stabilità della mucosa nasale e delle vie respiratorie in generale.

Oltre a questi suggerimenti, è possibile prevenire il fenomeno dell'epistassi andando a rafforzare l'elasticità e il tono dei capillari e dei vasi favorendo una migliore efficienza circolatoria. Lo si può fare seguendo dei trattamenti farmacologici di facile assunzione. 

A tal proposito il farmaco Tegens compresse e granulato offre una soluzione importante in tal senso. È particolarmente utilizzato per curare la circolazione e la fragilità capillare. Sfrutta le proprietà dei bioflavonoidi estratti dal mirtillo, noti per rinvigorire la microcircolazione. In farmacia è possibile trovare il farmaco in bustine di granulato oppure in capsule da assumere massimo 2 volte al giorno, una di mattina e una di sera. 

Un altro medicinale a base di flavonoidi per contrastare l'insufficienza venosa e la fragilità capillare è Daflon 500. È disponibile in tre formati da 30, 60 o 120 compresse in base alla predisposizione personale. I principi attivi aumentano la resistenza capillare ed equilibra la permeabilità della microcircolazione. 

Anche alcuni integratori alimentari possono aiutare a rafforzare la microcircolazione sanguigna ed evitare sanguinamenti. 

Uno tra questi davvero efficaci è Aboca mirtillo plus in capsule. Questo integratore alimentare è un prodotto che sfrutta molto le proprietà di un gruppo di componenti naturali chiamati antocianine. In natura sono presenti nelle bacche di mirtillo con note proprietà rafforzante del microcircolo. Si consiglia di assumere da 2 a 4 capsule ogni giorno per un paio di settimane.