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Pasta per Diabetici

Pasta per Diabetici

La pasta per diabetici è una pasta a basso indice glicemico, formulata per portare in tavola un primo piatto senza i picchi di glicemia della pasta tradizionale.

In questa sezione trovi tutti i formati della cucina italiana - spaghetti, penne, fusilli, sedani, caserecce e lasagne - nella versione ipoglicemica.

Queste paste sono in genere più ricche di fibre e proteine e talvolta arricchite con ingredienti che rallentano l'assorbimento dei carboidrati, mantenendo l'indice glicemico basso (in alcuni prodotti indicato come IG 23).

Sono indicate per chi ha il diabete, per chi segue una dieta a basso indice glicemico e per chi vuole tenere sotto controllo il peso senza rinunciare alla pasta.

A cosa serve la pasta a basso indice glicemico

La pasta per diabetici serve a chi deve gestire la glicemia ma non vuole eliminare il primo piatto dalla propria alimentazione.
Risponde all'esigenza quotidiana di un pasto saziante e tradizionale, con un impatto glicemico ridotto rispetto alla pasta di semola comune grazie a più fibre e proteine.

È utile anche a chi segue una dieta dimagrante, perché il maggior potere saziante aiuta a controllare le porzioni.

Come scegliere la pasta per diabetici

La scelta della pasta ipoglicemica dipende dal piatto che vuoi preparare e dall'apporto nutrizionale che cerchi.
Per i sughi corposi vanno bene formati corti e rigati come penne e fusilli, che trattengono il condimento; per i primi più semplici puoi optare per spaghetti e sedani.

Controlla in etichetta l'indice glicemico e il contenuto di fibre: più alto è il valore di fibre, più graduale è il rilascio degli zuccheri.
Cura comunque la cottura al dente, che mantiene l'indice glicemico più basso rispetto a una pasta troppo cotta.

Le marche disponibili

Nella sezione pasta per diabetici trovi i marchi specializzati nella pasta a basso indice glicemico.
Sono presenti Fiberpasta, con un'ampia gamma di formati a basso indice glicemico e ad alto contenuto di fibre, e Giusto con la linea Diabel dedicata al controllo della glicemia.

Per chi ha anche esigenze di dieta aproteica sono disponibili le paste a ridotto contenuto di proteine di Eurospital.

I consigli del farmacista

  • Cuocila al dente, è la regola che conta di più: una pasta scotta alza l'indice glicemico anche se è "per diabetici". Scolala un minuto prima del tempo indicato: resta più compatta e rilascia gli zuccheri più lentamente.
  • Abbinala a verdure e a una fonte proteica: condire la pasta a basso indice glicemico con verdure, legumi o un secondo magro rallenta ulteriormente l'assorbimento dei carboidrati. Un filo di olio extravergine aiuta a modulare la risposta glicemica.
  • La porzione resta da pesare: anche la pasta ipoglicemica apporta carboidrati. Pesa la dose a crudo (in genere 70-80 g per un adulto, salvo diversa indicazione del dietista) invece di andare a occhio.
  • Sfrutta la pasta fredda: dopo la cottura e il raffreddamento si forma amido resistente, che si comporta come una fibra e abbassa la risposta glicemica. Un'insalata di pasta preparata in anticipo è un'ottima opzione estiva.
  • Aproteica e ipoglicemica non sono la stessa cosa: la pasta aproteica serve a chi deve ridurre le proteine (per esempio in caso di insufficienza renale), mentre quella per diabetici punta sull'indice glicemico. Verifica quale fa al caso tuo prima di acquistare.
  • Inseriscila in un piano concordato: se hai il diabete, questa pasta aiuta a variare i primi piatti, ma le quantità e gli abbinamenti vanno definiti con il diabetologo o il dietista.

Domande frequenti

La pasta per diabetici fa alzare la glicemia?

La pasta a basso indice glicemico fa salire la glicemia più lentamente rispetto alla pasta di semola tradizionale, ma contiene comunque carboidrati.
Per questo va pesata e inserita nel conteggio dei carboidrati della giornata.

Qual è la differenza tra pasta per diabetici e pasta aproteica?

La pasta per diabetici punta a un basso indice glicemico, mentre la pasta aproteica è formulata per ridurre l'apporto di proteine.
La prima serve al controllo della glicemia, la seconda a diete come quelle per l'insufficienza renale.

Come si cuoce per mantenere basso l'indice glicemico?

Va cotta rigorosamente al dente, scolandola qualche istante prima del tempo indicato.
Una cottura breve mantiene la struttura dell'amido e limita la velocità con cui gli zuccheri vengono assorbiti.

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