Oggigiorno sempre più persone devono confrontarsi con il problema della perdita dei capelli.

Sebbene infatti il fenomeno sia fisiologico, in realtà si sono sviluppate delle forme classificabili come patologiche.
Prima però di cercare una risoluzione al problema della caduta dei capelli dobbiamo capire quale sia il ciclo vitale del capello.

La vita media di un capello è costituita prevalentemente da tre fasi:

  • La crescita,
  • Il riposo,
  • La caduta.

In generale la durata di questo ciclo oscilla fra i due e i sette anni.
Per questa ragione, infatti, si pensa che ogni singolo follicolo del cuoio capelluto sia in grado di produrre fino a 20 capelli durante tutto il corso della vita.
La perdita dei capelli è comunque un evento fisiologico che capita giornalmente.
Solitamente, comunque, il numero di capelli persi al giorno non dovrebbe superare le 100 unità. In caso contrario è consigliabile rivolgersi ad un medico specializzato per eventuali problematiche.

Quali sono le cause della caduta dei capelli nelle donne?

La perdita dei capelli è un fenomeno che riguarda sia uomini che donne.

Nelle donne solitamente è meno frequente ma è comunque possibile. Le ragioni che portano le donne a perdere i capelli sono molto specifiche e riguardano alcuni aspetti della salute psicofisica.

Il primo fra tutti è sicuramente proprio lo stile di vita che può portare a gravi squilibri. In generale, infatti, lo stress è una condizione molto deleteria per il cuoio capelluto in quanto può portare a ridurne la sua capacità di ricrescita. Legata allo stress, vi è anche la possibilità di squilibrio ormonale che può portare ad un'incapacità del follicolo di riprodurre il capello. In generale comunque è da ricordare che non tutte le cause che portano la perdita di capelli sono permanenti.



In generale, infatti, se il follicolo pilifero non viene danneggiato, non è ricollegabile ad una vera e propria patologia: quando si riacquista uno stile di vita corretto è sano, i capelli tendono a ricrescere naturalmente. È questo il caso, ad esempio, che riguarda quelle donne che si sottopongono a cicli di chemioterapia: questo trattamento infatti porta ad una perdita dei capelli ma non alla morte del follicolo. Terminata la terapia i capelli tendono a ricrescere naturalmente.

Sebbene spesso le cause della calvizie nelle donne siano dovute a uno scorretto stile di vita, in realtà possono perdurare anche alcune gravi patologie mediche.
È questo il caso di esempio dell'alopecia, una serie di patologie che causano trasversalmente tra uomo e donna la perdita dei capelli. Questa, infatti, si manifesta sotto diverse forme:

  • L'alopecia areata che è una malattia autoimmune che uccide i follicoli piliferi
  • L'alopecia a pattern femminile.

In entrambi casi, come vedremo a breve, è bene affidarsi uno specialista che sia in grado di trattare la patologia sin dai primi sintomi in modo da assicurare una probabilità maggiore di regressione della stessa. 

Attenzione inoltre ad altre patologie presenti nell'organismo: anemia, malfunzionamento della tiroide, ovaio policistico, presenza di farmaci e terapie mediche sono tutte cause che possono portare nel corpo femminile a diradamento del cuoio capelluto.

Cosa provoca la caduta dei capelli nell'uomo?

La caduta dei capelli nell'uomo è un fenomeno più frequente che sembra essere dettato sia da alcuni fattori genetici sia da alcune cause legate allo stato ormonale del soggetto.

Il problema della calvizie nell'uomo affligge circa l'80% degli individui di età compresa tra i 20 e i 70 anni. Le cause di questa caduta sono prevalentemente di tipo genetico in quanto si è visto che l'attivazione del gene cinque alfa reduttasi, porta alla trasformazione del testosterone in diidrotestosterone, una sostanza che è in grado di attaccare il follicolo restringendolo o eliminandolo.

Nel caso degli uomini, dunque, a giocare un ruolo essenziale è lo stato ormonale e, soprattutto, alcune cause esterne come ad esempio:

  • Stress
  • Fumo
  • Alcol
  • Dieta squilibrata
  • Disfunzioni del sistema immunitario

Come appena detto è importante il ruolo giocato dal sistema immunitario che può portare anche in questo caso allo sviluppo dell'alopecia areata che solitamente avviene in giovane età.

Un'altra possibile causa di questo disturbo è una problematica legata al fegato: quest'organo infatti è il principale deputato della produzione della cheratina, la proteina principale dei capelli. Nel caso in cui vi siano delle problematiche in questo organo, è molto probabile che si sviluppi in seguito la calvizie.



Anche in questo caso la caduta stagionale dei capelli non deve preoccupare in quanto può essere causata da alcune aggressioni climatiche tipiche della stagione estiva come:

  • Il sole
  • Il vento
  • La salsedine del mare
  • I lavaggi frequenti durante il periodo caldo ed il conseguente utilizzo massivo di asciugacapelli

Questi ultimi infatti tendono a seccare il follicolo ed il cuoio capelluto portando ad un graduale ritiro dei capelli. Attenzione però che anche in questo caso lo sviluppo di una patologia che porta alla perdita dei capelli che lascia alcune macchie tipicamente rotonde su vari punti della testa è da imputarsi alla alopecia areata; patologia presente, come visto, sia nell'uomo che nella donna.

Quando la caduta dei capelli deve preoccupare?

Come brevemente accennato nei paragrafi precedenti, la caduta dei capelli è un fenomeno assolutamente fisiologico che si ripete ciclicamente.
La prima ragione è da ricercarsi nel ciclo vitale dei capelli: come abbiamo visto la “vita media” del capello oscilla tra i due ai sette anni e, in seguito, cadono. Ecco perché dunque una perdita giornaliera di capelli è assolutamente fisiologica.

Si stima infatti che in un giorno possono cadere fino a cento capelli, con una media che oscilla tra i 40 e i 120.
Attenzione, inoltre, che la perdita giornaliera di capelli varia di generalmente anche in base al sesso: gli uomini, infatti, tendono per loro natura a perdere un quantitativo dei capelli maggiore rispetto alla donna durante tutto l'arco della giornata.

  • La perdita dei capelli è strettamente legata allo stato nutrizionale del soggetto e all'utilizzo di prodotti per il lavaggio dei capelli aggressivi.
  • Un altro momento in cui fisiologicamente si tende a perdere i capelli è l'autunno: in questa stagione, infatti, solitamente si concretizza il ricambio dei capelli che, dopo lo stress estivo dovuto all'esposizione al sole e alla salsedine, tendono naturalmente a cadere.
  • La stagione invernale, inoltre, grazie la maggiore attenzione nella protezione del capo, porta ad una minore esposizione all'agente atmosferici dei capelli che, solitamente, tendono ad essere più luminosi proprio per questa ragione.
  • La condizione più grave riguardo la perdita giornaliera di capelli è da ricercarsi nel Telogen Effluvium: in questo caso, infatti, ci si rende conto di una perdita rapida del blocco dei capelli. I soggetti in questa condizione solitamente se ne rendono conto grazie all'incredibile quantità di capelli che si accumulano sul cuscino, che rimangono tra le mani o dell'asciugamano mentre ci si asciuga i capelli.

In questo caso è necessario intervenire immediatamente in modo da assicurare il maggior successo della terapia che può portare ad una regressione anche totale della condizione e ad una ricrescita completa dei capelli preesistenti. Anche in questo caso è essenziale la velocità di intervento, rivolgendosi al medico specializzato per la cura, ovvero il tricologo.

Quando iniziare una cura per la perdita dei capelli?

Il momento in cui iniziare una cura per la perdita dei capelli non è definito in modo chiaro in quanto dipende da soggetto a soggetto. Innanzitutto, è necessario, da parte di un medico professionista e specializzato nel settore, cercare di capire se la condizione sofferta del paziente sia patologica o transitoria. Se la condizione è transitoria, è necessario adottare tutti quelle strategie che consentano un riequilibrio psicofisico, e ormonale, tale per cui vi sia un ripristino totale delle condizioni estetiche dei capelli.

Se il problema è transitorio si può iniziare provando ad utilizzare un integratore specifico per il benessere dei capelli, che fornisce all’organismo i nutrienti necessari per la sintesi della struttura di nuovi capelli e le vitamine necessarie per l’attività del bulbo pilifero. Non hanno effetti collaterali e sono ben tollerati. Ad esempio puoi utilizzare, assumendo 1 compressa al giorno, questo ottimo prodotto:



Il discorso invece è completamente diverso nel caso in cui il paziente soffre di una patologia vera e propria come, ad esempio, la alopecia areata. In generale, comunque, qualsiasi sia la patologia che porta alla perdita dei capelli, è necessario intervenire con notevole tempestività. Solo in questo modo infatti sarà possibile permettere ai protocolli terapeutici di agire nel modo migliore e preservare quanto più possibile i follicoli rimasti. Se queste patologie vengono prese all'inizio, in molti casi è possibile assicurare una buona ricreazione e una spesso totale ricrescita dei capelli.

Discorso diverso invece nel caso in cui il paziente sia sottoposto ad una cura chemioterapica. In questo caso, infatti, la crescita dei capelli viene ostacolata dal protocollo terapeutico e quindi non è necessario intraprendere nessuna cura. Solitamente, già dopo poche settimane l'interruzione del protocollo chemioterapico, i pazienti assistono ad una graduale ricrescita di capelli che solitamente è uguale alla precedente. Per i soggetti non sottoposti a cure farmacologiche, dunque, è necessario rivolgersi ad uno specialista non appena si nota che la perdita dei capelli è abbondante durante tutto il giorno, e porta alla caduta costante di numerose ciocche.

Quando si arresta la perdita dei capelli?

In realtà, non esiste un momento preciso in cui la parte dei capelli si arresta, quanto piuttosto il raggiungimento di un equilibrio ormonale, o genetico, che ne impedisce la caduta. Nel caso invece la perdita dei capelli sia imputabile ad alcune malattie, questa solitamente non si arresta fino alla perdita totale dei capelli.

È per questa ragione, dunque, che è importante intervenire tempestivamente sin dei primi sintomi e, soprattutto, adottare uno stile di vita che permetta di prevenire la caduta dei capelli.

  • A questo scopo si rivela particolarmente utile l'adozione di una alimentazione sana, che sia capace di fornire la giusta dose di acidi grassi, omega3 e, la quota proteica necessaria al soggetto. In questo modo è possibile posare la prima pietra per una chioma fluente.
  • Un secondo accorgimento molto utile per prevenire la perdita di capelli è quella di un lavaggiofrequente: sembrerebbe infatti che le donne, grazie infatti alla loro tendenza lavarsi più spesso i capelli, siano più protette dalla loro perdita. Ecco perché dunque un lavaggio frequente, soprattutto nel caso di un cuoio capelluto grasso, è essenziale. 
  • Oltre ad alimentazione, e lavaggio dei capelli, è importante adottare uno stile di vita in generale sano che porti ad abbassare il più possibile le condizioni di stress. Ottima, dunque, la pratica dell'attività fisica, capace di rilasciare endorfine nel flusso ematico che portano ad una piacevole sensazione di benessere. Il contatto all'aria aperta inoltre permette di favorire la sintesi di alcuni importanti molecole per il nostro organismo, quale la vitamina D.
    Insomma, la buona pratica dell'attività fisica all'aria aperta rimane un consiglio sempre valido, soprattutto per il benessere psicofisico dell'intero organismo.


Ti consigliamo di utilizzare comunque degli shampoo delicati e non aggressivi sui capelli, quale ad esempio:

Quale shampoo usare per la perdita dei capelli?

Per fortuna in commercio esistono numerosi shampoo appositamente formulati per la cura della caduta dei capelli. Questi Shampoo anticaduta infatti sono dei prodotti cosmetici che sono in grado di coadiuvare i trattamenti farmacologici o le terapie per il diradamento dei capelli stessi. In generale i prodotti oggi in commercio vengono suddivisi in tre principali categorie:

       Riattivatore o stimolatore del microcircolo superficiale: questi prodotti agiscono stimolando la circolazione superficiale presente nel cuoio capelluto e andando a garantire un corretto nutrimento del follicolo stesso.



       Inibitore enzima 5-alfa-riduttasi: viene utilizzato nell’uomo per contrastare le alterazioni del follicolo dovute ad diidrossitestosterone.



       Attivatore geni di riparazione tessuto corneo: a causa infatti della continua desquamazione del tessuto, è molto frequente che parte della calvizie sia dovuta proprio ad una mancata produzione di cheratina tipica del tessuto corneo. Ecco perché questi prodotti stimolano i cheratinociti e le molecole di adesione a produrre questo tessuto.

Come curare la caduta dei capelli? 

Per fortuna la continua e abbondante ricerca nel settore ha permesso di scoprire quali siano i trattamenti farmacologici più efficaci per ridurre o arrestare i sintomi di questa patologia. In generale, comunque, l'utilizzo di farmaci è molto efficace quando l'origine della causa dei capelli è da imputarsi all'alopecia.

Questa è una condizione non ancora conosciuta nella sua specificità, ma che comunque si è iniziato a comprendere dal punto di vista il meccanismo d'azione. I trattamenti disponibili sono di due tipologie: il trattamento terapeutico e il trattamento preventivo.

  • Il trattamento preventivo è quello che nel lungo periodo assicura i risultati più efficaci. Questo è solitamente costituito da un mix di vitamine, in modo particolare del complesso B come la biotina, e alcuni farmaci inibitori ormonali (si pensi alla contenimento della produzione di diidrossitestosterone).

  • Nel caso invece la patologia abbia raggiunto il massimo della sua espressione, è necessario intervenire con farmaci più specifici. In generale è necessario in questo caso bloccare l'azione degli ormoni direttamente sul follicolo pilifero ed è dunque necessario utilizzare principi attivi molto più potenti. Storicamente, i farmaci più utilizzati sono il cortisone o il ketoconazolo. Nel caso in cui sia necessario un trattamento farmacologico, è necessario rivolgersi al proprio medico, che sarà in grado di selezionare il preparato più idoneo alle proprie esigenze.

Quale medico cura la caduta dei capelli?

Come anticipato in precedenza la caduta dei capelli è una patologia molto complessa ed è necessario che sia studiata da una figura qualificata e specializzata nel settore.

A questo scopo esiste una figura, definita come medico tricologo, specializzata nell'analisi e nello studio del cuoio capelluto con l'obiettivo di cercare di fornire ai pazienti le terapie più idonee per la risoluzione delle loro problematiche.

Il tricologo è un dermatologo che si è specializzato in questo settore. Questa figura inoltre ha sviluppato competenze e conoscenze approfondite nello studio di tutte le malattie riguardanti il cuoio capelluto, oltre, soprattutto, di una adeguata valutazione e studio delle migliori soluzioni possibili in base alle specifiche caratteristiche del paziente.

La continua ricerca nel settore ha permesso comunque di formare in maniera sempre più trasversale e specifica il personale medico, oltre che mettere a sua disposizione dei prodotti decisamente più performanti. Quando queste condizioni vengono prese al loro esordio, la percentuale di successo, e dunque di guarigione, è molto alta.