Riepitelizzazione cutanea: in che cosa consiste?
Riepitelizzare la cute è un processo molto complesso che si verifica tutte le volte in cui siano presenti ferite o abrasioni e di conseguenza l'integrità cutanea si sia deteriorata.
Com'é noto, la pelle (che è l'apparato più esteso di tutto il corpo), svolge alcune funzioni indispensabili per la sopravvivenza: basti pensare a quella protettiva verso gli agenti esterni, oltre al controllo della temperatura corporea (termoregolazione) e all'eliminazione di scorie e tossine.
Tutte le volte in cui la superficie cutanea non è integra si possono innescare processi molto pericolosi per l'organismo, tra cui soprattutto l'insorgenza di infezioni batteriche oppure virali, che dalla pelle spesso riescono e penetrare all'interno del corpo.
La guarigione dalle lesioni cutanee è uno dei processi biologici più lunghi e complessi dell'organismo, che pertanto deve essere affrontata nella maniera giusta e con rimedi adeguati.
Essa prevede infatti una cascata di reazioni biochimiche e di eventi cellulari che tendono a sovrapporsi tra loro, per rendere più veloce ed efficace la riepitelizzazione.
Questo termine significa "ricostruzione dell'epitelio", che è la superficie più esterna della cute e quindi quella maggiormente soggetta ad insulti fisici e chimici provenienti dall'ambiente circostante.
Quando la superficie cutanea è danneggiata, immediatamente il corpo cerca di ristabilire l'integrità dei tessuti coinvolti, per ripristinare quanto prima le normali funzioni difensive della pelle (chiamate effetto barriera).
Bisogna distinguere due tipi di lesioni:
- lesioni acute;
- lesioni croniche.
Le prime, che mostrano sintomi piuttosto intensi, di norma richiedono dalle 2 alle 4 settimane per guarire, mentre quelle croniche possono richiedere molte settimane, fino a oltre sei mesi, per scomparire.
La cicatrizzazione delle ferite comprende tre fasi ben distinte, che sono:
• detersione,
che incomincia nel momento stesso della formazione di ferite e abrasioni e che prevede un importante meccanismo cellulare fisiologico di pulizia (sia esterna che interna), finalizzato a eliminare la maggior parte dei germi patogeni. Si tratta di una fase definita "infiammatoria", la cui durata è molto maggiore e più marcata nelle ferite croniche che possono presentare uno strato giallastro superficiale formato da fibrina.
In simili condizioni è sempre opportuno asportare le frazioni di tessuto devitalizzato per accelerare il processo di guarigione.
La prima fase è molto importante e non deve mai essere sottovalutata;
• proliferazione,
che si manifesta da quando la ferita assume un aspetto granuloso, derivante dalla presenza di piccoli agglomerati di granulociti che vanno progressivamente a colonizzare la lesione fino a ricoprirla del tutto.
In questo modo vengono sostituiti i tessuti distrutti anche grazie all'intensa produzione di collagene, una proteina naturale che svolge un ruolo di primaria importanza;
• riepitelizzazione,
che, partendo dalla periferia (bordi) verso il centro consente alla ferita di rimarginarsi gradualmente e di assumere un aspetto secco che precede la formazione di un nuovo strato epiteliale, che si trasforma poi in tessuto cicatriziale.
Quest'ultimo, che può rimanere visibile per un periodo variabile di tempo, ha un aspetto più chiaro in quanto non contiene melanina, il pigmento responsabile della colorazione della pelle.
Per abbreviare i tempi di questo processo trifasico e per ottenere risultati ottimali non soltanto dal punto di vista estetico, ma anche funzionale, è opportuno servirsi di rimedi specifici, il cui ruolo è quello di stimolare la rigenerazione cellulare per la produzione di nuovi tessuti sani.
La riepitelizzazione delle ferite di solito incomincia già poche ore dopo la formazione della lesione, quando cioé le cellule epidermiche rimuovono il sangue coagulato e lo stroma danneggiato, per consentire a quelle neoformate di sostituirle.
Bisogna sempre asportare gli strati morti di cellule perché potrebbero degenerare e produrre pericolosi focolai infettivi di natura batterica.
La fibrina, che rende impermeabile la lesione agli attacchi esterni, è comunque un tessuto devitalizzato che pertanto deve essere sostituito da quello vitale.
Proprio per raggiungere tale obiettivo è necessario mantenere la ferita umida, applicando prodotti formulati apposta per velocizzare l'intero procedimento.
Come procedere per migliorare la cicatrizzazione?
Per migliorare il processo di cicatrizzazione bisogna innanzi tutto valutare la sensazione di prurito che insorge quando la lesione sta guarendo: se tale prurito è troppo acuto ed è associato ad intenso arrossamento e calore cutaneo oppure a dolore pulsante, significa che la ferita si è infettata.
Bisogna poi prendere in esame un altro aspetto molto importante che consiste nella presenza di un liquido trasparente (essudato) composto da fluidi corporei, plasma sanguigno, cellule morte e composti chimici di vario genere.
Qualora tale essudato fosse troppo evidente e la sua produzione continuasse per troppo tempo, diventa necessario applicare una pomata antibiotica, perché probabilmente è insorta un'infezione.
Il siero che fuoriesce dalle ferite svolge un compito molto utile dato che trascina con sé tutte le sostanze pericolose e dannose all'organismo, che potrebbero impedire il normale processo di riepitelizzazione.
Questo liquido, che proviene da vasi sanguigni e linfatici, ripulisce la ferita grazie alla produzione di un ambiente favorevole all'attivazione del sistema immunitario.
Per migliorare il processo di guarigione delle ferite, un rimedio largamente utilizzato è Fitostimoline, un preparato cicatrizzante indicato per il trattamento di ferite, lesioni e piaghe da decubito.
Si tratta di un prodotto per uso topico che deve essere applicato sulla zona dove la pelle presenta anomalie strutturali e funzionali, contenente alcol cetilico e alcol stearilico.
Come agisce la Fitostimoline?
Fitostimoline è un farmaco sotto forma di crema caratterizzato da un'intensa azione cicatrizzante in quanto il suo meccanismo d'azione stimola la produzione di nuove cellule vive e vitali che vanno a sostituire quelle morte e deteriorate.
I suoi componenti sono:
• triticum vulgare, che si estrae dal germe del frumento e che risulta molto ricco di amidi, glicolipidi e fosfolipidi, composti dotati di un'elevata azione riepitelizzante.
Questo composto è in grado di formare una membrana superficiale sulla lesione per creare l'effetto barriera difensivo di cui l'organismo ha bisogno.
La sua funzione è duplice perché da un lato contrasta la perdita dei liquidi biologici e d'altro lato stimola la produzione di elementi fibroplastici, responsabili della sintesi del collagene;
• fenossietanolo, che è un disinfettante con azione antisettica estremamente valida e persistente, che agisce interferendo sul metabolismo dei batteri impedendo loro di replicarsi.
Una volta resi innocui, i germi vengono eliminati coll'essudato e quindi non infettano più la cute lesa.
La caratteristica principale di Fitostimoline è quella di associare una funzione antisettica e battericida a un'altra stimolante sulle rigenerazione cellulare, in modo tale da velocizzare il processo di cicatrizzazione eliminando il rischio di infezioni cutanee.
Essendo idrodispersibile, il medicinale non rilascia residui e viene completamente assorbito, velocizzando dunque il processo di assorbimento e la sua distribuzione sulla pelle.
L'estratto acquoso di triticum vulgare si distingue per una particolare consistenza determinata dall'abbondante presenza di fosfolipidi, amidi e glicolipidi, componenti fisiologici della pelle, che devono essere presenti in maggiore quantità durante la cicatrizzazione delle lesioni.
Queste molecole riescono a formare un film sottilissimo sopra alla ferita, necessario per limitare le perdite di liquidi e contemporaneamente per richiamare le cellule fibroblastiche coinvolte nella sintesi del collagene.
Sono proprio queste ultime a creare una sorta di reticolo biologico che funzionerà come substrato adesivo per le cellule neoformate e responsabili della riepitelizzazione.
Inoltre Fitostimoline ha la capacità di incrementare notevolmente la sintesi proteica in loco, aumentando la produzione di linfociti (sistema immunitario) e di fibroblasti (cicatrizzazione).
Il prodotto è molto usato anche in presenza di ustioni di I e di II grado, quando cioé diventa necessario non soltanto riepitelizzare la cute lesa, ma anche di limitare le perdite di liquidi biologici.
Oltre che sotto forma di crema, il prodotto è disponibile anche in garze medicate, da applicare sulle ferite deterse, per mantenerle umide e sterili anche per 24 ore.
Dove applicare Fitostimoline?
L'applicazione di Fitostimoline è topica perché deve limitarsi soltanto alla zona della lesione, ulcera oppure ustione, senza distribuirsi anche sulla cute sana.
Quando la pelle è lesionata bisogna prima di tutto detergere l'area interessata per rendersi conto dell'estensione della ferita, dato che spesso il sangue può alterare la reale percezione del danno.
Una volta pulita, la ferita deve essere delicatamente disinfettata con prodotti non contenenti alcol, per eliminare le quantità massive di germi e sostanze dannose spesso attirate dai liquidi fuoriusciti dalla cute.
Successivamente si può procedere in due modi: se viene utilizzata la crema è necessario distribuire una quantità non troppo abbondante di prodotto fino al suo completo assorbimento, per poi ricoprire la ferita con garza sterile e cerotto.
Se invece si preferiscono le garze medicate, queste vanno applicate sulla ferita (sempre dopo detersione e disinfezione) e fatte aderire senza pressione, per evitare sfregamenti.
Quando non usare Fitostimoline?
Fitostimoline non deve essere usata su soggetti allergici ai suoi principi attivi, dato che potrebbe provocare una reazione avversa anche di notevole entità.
In gravidanza e durante l'allattamento sarebbe buona norma chiedere un parere medico prima di applicare questo rimedio perché, anche se topico, potrebbe interferire con il feto.
La preparazione è solitamente ben tollerata, poiché i suoi componenti sono di derivazione biologica e quindi caratterizzati da un'ottima compliancxe con l'organismo.
Tuttavia in rari casi può insorgere un'intolleranza sia immediata che tardiva, a causa della quale bisogna sospendere subito il trattamento.
Il trattamento prevede almeno 2 applicazioni al giorno, che possono aumentare a 3 nella fase iniziale (d'attacco), ma soltanto per 4-5 giorni.
Tali applicazioni di solito si limitano a semplici massaggi d'assorbimento che devono mantenersi molto delicati, per evitare di provocare un peggioramento delle lesioni.
Visto che uno dei presupposti per far cicatrizzare una ferita è quello di mantenerla umida, è possibile imbibire la garza sterile da applicare sulla lesione dopo aver spalmato Fotostimoline, in modo tale da garantire plasticità alla pelle.
Infatti la riepitelizzazione non può realizzarsi in presenza di lembi secchi oppure duri perché bisogna mantenere la pelle molto morbida. Puoi trovarla nella sezione Fitostimoline.
Che cosa cambia tra Connettivina e Fitostimoline?
Anche se le indicazioni terapeutiche di Connettivina sono simili a quelle di Fitostimoline, i loro principi attivi sono differenti, dato che la prima è costituita da sale sodico di acido ialuronico.
Inoltre le sue diverse forme sono: crema, gel, spray e garze impregnate (contenenti 2,4,e 12 mg. di principio attivo).
Connettivina è considerato un rimedio cicatrizzante indicato in presenza di ferite, ustioni, piaghe da decubito e ragadi al seno, oltre che per arrossamenti da eritema, per dermatite da pannolino e nella disidratazione cutanea.
A differenza di Fitostimoline non contiene alcun disinfettante.
La scelta dell'uno o dell'altro prodotto dipende dalle esigenze terapeutiche individuali, tenendo conto che, in caso di sospetta infezione della lesione è necessario ricorrere a Fitostimoline che contiene un agente battericida.
Al contrario quando bisogna incentivare la riepitelizzazione su cute fortemente disidratata è opportuno applicare Connettivina che, grazie all'acido ialuronico da cui è composta, riesce a riportare la pelle a un fisiologico grado di idratazione.
In alcuni casi è possibile utilizzare entrambi i medicinali, avendo cura di detergere accuratamente la lesione prima di passare dall'uno all'altro, per evitare sovrapposizioni dei principi attivi.
Chiedendo consiglio al farmacista è possibile orientarsi meglio nella scelta: infatti, anche se entrambi i prodotti sono soggetti a libera vendita, bisogna comunque evitare i metodi "fai da te".
La guarigione delle ferite è un processo complicato e che richiede competenza perché è necessario rispettare le necessità biologiche della pelle ed evitare contaminazioni batteriche, che potrebbero ostacolare la cicatrizzazione oppure renderla inadeguata (formazione di cheloidi). Tutti i prodotti sono disponibili nella sezione Connettivina.