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    Zaredrop Venlafaxina 75mg/ml Soluzione Orale 60ml

    Zaredrop Venlafaxina 75mg/ml Soluzione Orale 60ml

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    Zaredrop è un farmaco a base di venlafaxina indicato per il trattamento degli episodi di depressione maggiore e per la prevenzione delle recidive di episodi di depressione maggiore. Formato: 60 ml. Leggi di più Farmaco che richiede prescrizione medica per la vendita,non vendibile online.
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    Dettagli Zaredrop Venlafaxina 75mg/ml Soluzione Orale 60ml

    Caratteristiche Prodotto

    Zaredrop è un farmaco a base di venlafaxina indicato per:
    • Trattamento degli episodi di depressione maggiore
    • Prevenzione delle recidive di episodi di depressione maggiore
    Il farmaco Zaredrop è vendibile solo dietro ricetta medica e non è vendibile online.
    Di seguito il foglietto illustrativo:

    Denominazione

    ZAREDROP 75 MG/ML SOLUZIONE ORALE

    Categoria Farmacoterapeutica

    Altri antidepressivi.

    Principi Attivi

    Quali sono i principi attivi di Zaredrop Venlafaxina 75mg/ml Soluzione Orale 60ml?

    Ogni ml di soluzione orale contiene: 84,86 mg di venlafaxina cloridrato equivalenti a 75 mg di venlafaxina base. Eccipiente con effetto noto: sorbitolo; agente aromatizzante all'anice contenente etanolo; sodiobenzoato, saccarina sodica e sodio idrossido, fonte di sodio, ma menodi 1 mmol (23 mg) per dose. Per l'elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

    Eccipienti

    Quali sono gli eccipienti di Zaredrop Venlafaxina 75mg/ml?

    Sorbitolo liquido E420, saccarina sodica E954, sodio benzoato E211, aroma di anice (anetolo, acqua, etanolo), idrossido di sodio (per l'aggiustamento del pH), acido cloridrico concentrato (per l'aggiustamento del pH), acqua purificata.

    Indicazioni

    Quali sono le indicazioni terapeutiche di Zaredrop Venlafaxina 75mg/ml Soluzione Orale 60ml?

    Trattamento degli episodi di depressione maggiore; per la prevenzionedelle recidive di episodi di depressione maggiore.

    Controindicazioni ed Effetti Secondari di Zaredrop Venlafaxina 75mg/ml

    Quando è controindicato l'utilizzo di Zaredrop Venlafaxina 75mg/ml Soluzione Orale 60ml?

    Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. Il trattamento concomitante con inibitori irreversibili della monoamino-ossidasi (anti-MAO) è controindicatoa causa del rischio di sindrome serotoninergica con sintomi come agitazione, tremore ed ipertermia. Non si deve iniziare l'assunzione di venlafaxina se non sono trascorsi almeno 14 giorni dopo la sospensione del trattamento con un anti-MAO irreversibile. La somministrazione di venlafaxina deve essere sospesa almeno 7 giorni prima di iniziare il trattamento con un anti-MAO irreversibile (vedere i paragrafi 4.4 e 4.5).

    Posologia e Modo d'uso

    Come si assume Zaredrop Venlafaxina 75mg/ml?

    Posologia. Episodi di depressione maggiore: la dose iniziale raccomandata di venlafaxina a pronto rilascio è di 75 mg/die in due dosi frazionate assunte a stomaco pieno. I pazienti che non rispondono alla doseiniziale di 75 mg/die possono trarre un beneficio aumentando la dosefino ad una dose massima di 375 mg/die. Aumenti della dose possono essere effettuati ad intervalli di 2 settimane o più. Se clinicamente giustificato a causa della gravità dei sintomi, incrementi della dose possono essere effettuati ad intervalli più frequenti, ma non inferiori a 4 giorni. A causa del rischio di effetti avversi correlati alla dose, gli aumenti della dose devono essere effettuati solo dopo una valutazione clinica (vedere il paragrafo 4.4). La dose minima efficace deve essere mantenuta. I pazienti devono essere trattati per un periodo di tempo sufficiente, di solito per parecchi mesi o più. Il trattamento deve essere riesaminato regolarmente caso per caso. Un trattamento più prolungato puo' essere adatto anche per prevenire le recidive di episodi di depressione maggiore (MDE). Nella maggior parte dei casi, ladose raccomandata nella prevenzione delle recidive di MDE è uguale aquella utilizzata durante l'episodio in corso. L'assunzione degli antidepressivi deve continuare per almeno sei mesi dopo la remissione. Uso in pazienti anziani: nessun aggiustamento specifico della dose di venlafaxina è considerato necessario in base alla sola età del paziente. Tuttavia, bisogna usare cautela nel trattamento degli anziani (ad esempio, a causa della possibilità di insufficienza renale, di cambiamenti della sensibilità e dell'affinità ai neurotrasmettitori che siverificano con l'invecchiamento). Si deve sempre usare la dose minimaefficace, e quando è necessario un aumento della dose i pazienti devono essere tenuti attentamente sotto controllo. Popolazione pediatrica:Venlafaxina non è raccomandata per l'uso nei bambini e negli adolescenti. Studi clinici controllati in bambini e adolescenti affetti da disturbo depressivo maggiore non sono riusciti a dimostrare l'efficaciadel farmaco e non confermano l'utilità della venlafaxina in questi pazienti (vedere i paragrafi 4.4 e 4.8). L'efficacia e la sicurezza della venlafaxina per altre indicazioni in bambini e adolescenti di età inferiore a 18 anni non sono state accertate. Uso in pazienti con insufficienza epatica: in pazienti con insufficienza epatica lieve e moderata, in generale si deve considerare una riduzione della dose del 50%.Tuttavia, a causa della variabilità inter-individuale della clearancedel farmaco, puo' essere opportuna un'individualizzazione della dose.Sono disponibili dati limitati in pazienti con grave insufficienza epatica. Si consiglia cautela, e si deve prendere in considerazione unariduzione della dose di oltre il 50%. In tali pazienti il potenziale beneficio deve essere valutato in rapporto al rischio. Uso in pazienticon insufficienza renale: sebbene non sia necessario ridurre la dose in pazienti con velocità di filtrazione glomerulare (VFG) fra 30 e 70ml/minuto, si consiglia di usare cautela. Nei pazienti sottoposti ad emodialisi e nei pazienti con grave insufficienza renale (VFG < 30 ml/min), la dose deve essere ridotta del 50%. A causa della variabilità inter-individuale dell'eliminazione renale del farmaco, in questi pazienti puo' essere opportuna l'individualizzazione della dose. Sintomi daastinenza osservati all'interruzione del trattamento con venlafaxina:si deve evitare una sospensione brusca del farmaco. Quando si sospende il trattamento con venlafaxina, la dose deve essere gradualmente ridotta nel corso di almeno 1-2 settimane per diminuire il rischio di reazioni da sospensione (vedere i paragrafi 4.4 e 4.8). Tuttavia, il periodo di tempo necessario per la graduale riduzione della dose e la quantità di riduzione possono dipendere dalla dose, dalla durata della terapia e dal singolo paziente. In alcuni pazienti puo' essere necessario interrompere il trattamento molto gradualmente nell'arco di mesi o di periodi anche più lunghi. Se si manifestano sintomi intollerabili dopo una riduzione della dose oppure alla sospensione del trattamento,si puo' prendere in considerazione la ripresa della dose prescritta inprecedenza. Successivamente, il medico puo' continuare a ridurre la dose, ma in misura più graduale. I pazienti trattati con venlafaxina in forma a pronto rilascio possono passare alla venlafaxina a rilascioprolungato, somministrata alla dose giornaliera equivalente più vicina. Ad esempio, dalla venlafaxina a pronto rilascio in soluzione oralealla dose di 37,5 mg/ml due volte al giorno si puo' passare alla venlafaxina a rilascio prolungato in capsule/compresse da 75 mg una volta al giorno. Possono essere necessari aggiustamenti individuali della dose. Modo di somministrazione: il flacone è munito di una siringa-adattatore graduata ed è chiuso con un tappo a vite a prova di bambino. 0,5 ml di soluzione corrispondono a 37,5 mg di venlafaxina base. Per prelevare la dose prescritta di soluzione, la siringa deve essere inserita nell'adattatore. Tenendo la siringa attaccata al flacone, ruotare ilflacone a testa in giù. Abbassare lentamente il pistone e prelevarela dose prescritta. Eliminare le eventuali bolle d'aria presenti battendo delicatamente sul corpo della siringa e premendo lentamente il pistone. Si raccomanda di assumere la soluzione orale di venlafaxina a stomaco pieno, all'incirca alla stessa ora della giornata. La soluzionedeve essere diluita in acqua prima della somministrazione. Per uso orale.

    Conservazione

    Come va conservato Zaredrop Venlafaxina 75mg/ml Soluzione Orale 60ml?

    Questo medicinale non richiede alcuna particolare temperatura di conservazione quando il medicinale è conservato nella sua confezione originale chiusa. Dopo la prima apertura, questo medicinale non richiede particolari condizioni di conservazione. Conservare il medicinale nellaconfezione originale e tenere il flacone nell'astuccio.

    Avvertenze

    Quali sono le avvertenze e precauzioni nell’utilizzo di Zaredrop Venlafaxina 75mg/ml Soluzione Orale 60ml?

    Suicidio/ideazione suicidaria o peggioramento clinico: la depressioneè associata ad un maggior rischio di pensieri suicidari, autolesionismo e suicidio (eventi correlati al suicidio). Questo rischio persistefino a quando si verifica una significativa remissione. Dato che un miglioramento puo' non verificarsi durante le prime settimane di trattamento o in quelle immediatamente successive, i pazienti devono essere attentamente monitorati fino a quando non si otterrà questo miglioramento. Dati clinici dimostrano che il rischio di suicidio puo' aumentarenelle prime fasi di tale miglioramento. Altre affezioni psichiatricheper le quali viene prescritta venlafaxina possono essere associate anche ad un maggior rischio di eventi correlati al suicidio. Inoltre, queste affezioni possono essere concomitanti con un disturbo depressivomaggiore. Pertanto le stesse precauzioni osservate quando si trattanopazienti con disturbo depressivo maggiore devono essere osservate quando si trattano pazienti con altri disturbi psichiatrici. I pazienti con una storia di eventi correlati al suicidio o coloro che presentano un significativo grado di ideazione suicidaria prima di iniziare il trattamento sono notoriamente esposti ad un maggior rischio di idee suicidarie o di tentativi di suicidio, e devono essere tenuti sotto accurato controllo durante il trattamento. Una meta-analisi di studi clinicicondotti con farmaci antidepressivi in confronto con placebo in pazienti adulti affetti da disturbi psichiatrici ha evidenziato un maggior rischio di comportamento suicidario nella fascia di età inferiore a 25anni dei pazienti trattati con antidepressivi rispetto al placebo. Unattento controllo dei pazienti, e in particolare di quelli esposti adun rischio elevato, deve accompagnare la terapia farmacologica, specialmente all'inizio del trattamento e dopo cambiamenti della dose. I pazienti (e chi si prende cura di loro) devono essere allertati in merito alla necessità di monitorare eventuali peggioramenti clinici, l'insorgenza di comportamento o ideazione suicidaria ed insoliti cambiamenti del comportamento, e sulla necessità di chiedere immediatamente unconsiglio medico se sono presenti questi sintomi. Popolazione pediatrica: Zaredrop non è raccomandato nel trattamento di bambini e adolescenti di età inferiore a 18 anni. Comportamenti correlati al suicidio (tentativi di suicidio e idee suicidarie) e ostilità (prevalentementeaggressività, comportamento ostile ed ira) sono stati osservati piùdi frequente in studi clinici eseguiti in bambini e adolescenti trattati con antidepressivi rispetto a quelli trattati con placebo. Se, in base all'esigenza clinica, viene presa tuttavia la decisione di trattare il paziente, quest'ultimo deve essere tenuto sotto stretto controllo, per accertarsi della comparsa di sintomi di suicidio. Inoltre, mancano dati a lungo termine sulla sicurezza in bambini e adolescenti per quanto riguarda la crescita, la maturazione e lo sviluppo cognitivo e comportamentale. Sindrome serotoninergica: con venlafaxina, come avviene con altri farmaci serotoninergici, si puo' sviluppare una sindrome serotoninergica, potenzialmente letale, denominata Sindrome Neurolettica Maligna (SNM), specialmente con l'impiego concomitante di altri farmaci serotoninergici (compresi SSRI, SNRI e triptani, anfetamine, litio, sibutramina, erba di San Giovanni [Hypericum perforatum], fentanil esuoi analoghi, tramadolo, destrometorfano, tapentadolo, petidina, metadone e pentazocina), con i medicinali che inibiscono il metabolismo della serotonina come gli anti-MAO (es. blu di metilene), con precursori della serotonina (quali i supplementi di triptofano) o con antipsicotici o altri antagonisti della dopamina (vedere i paragrafi 4.3 e 4.5). I sintomi della sindrome serotoninergica possono comprendere alterazioni dello stato mentale (ad esempio: agitazione, allucinazioni, coma), instabilità autonomica (ad esempio, tachicardia, pressione arteriosa labile, ipertermia), alterazioni neuromuscolari (ad esempio, iperreflessia, incoordinamento) e/o sintomi gastrointestinali (ad esempio, nausea, vomito, diarrea). La sindrome serotoninergica nella sua forma più grave puo' somigliare ai sintomi della SNM, che comprende ipertermia, rigidità muscolare, instabilità autonomica, con possibili rapidevariazioni dei segni vitali e dello stato mentale. Se il trattamento con venlafaxina in associazione ad altri farmaci che possono influenzare i sistemi serotoninergico e/o dopaminergico è clinicamente giustificato, si raccomanda l'attenta osservazione del paziente, in particolare all'inizio del trattamento e agli incrementi di dose. L'uso concomitante di venlafaxina con i precursori della serotonina (come supplementi di triptofano) non è raccomandato. Disfunzione sessuale: gli inibitori della ricaptazione della serotonina-noradrenalina (SNRIs) possonocausare sintomi di disfunzione sessuale (vedere paragrafo 4.8). Sono stati segnalati casi di disfunzione sessuale a lungo termine con persistenza dei sintomi dopo l'interruzione dell'uso di SNRI Glaucoma ad angolo stretto: in associazione con venlafaxina, puo' manifestarsi midriasi. Si raccomanda di controllare accuratamente i pazienti con aumentata pressione intraoculare o i pazienti a rischio di glaucoma ad angolostretto (glaucoma ad angolo chiuso). Pressione arteriosa: aumenti della pressione arteriosa correlati alla dose sono stati comunemente segnalati con l'uso di venlafaxina. In alcuni casi, durante la commercializzazione del farmaco sono stati riferiti gravi casi di ipertensione arteriosa tanto da richiedere un immediato trattamento. Tutti i pazientidevono essere accuratamente sottoposti a screening per l'ipertensionearteriosa e l'ipertensione pre-esistente deve essere controllata primadi iniziare il trattamento. La pressione arteriosa deve essere misurata periodicamente dopo l'inizio del trattamento e dopo incrementi della dose. Bisogna esercitare cautela in pazienti le cui condizioni di base potrebbero essere compromesse da aumenti della pressione arteriosa,ad esempio, in pazienti con alterata funzione cardiaca. Frequenza cardiaca: possono verificarsi, specialmente con dosi molto elevate, aumenti della frequenza cardiaca. Bisogna esercitare cautela in pazienti lecui condizioni di base potrebbero essere compromesse da aumenti dellafrequenza cardiaca. Malattia cardiaca e rischio di aritmia: la sicurezza di impiego di venlafaxina non è stata valutata in pazienti con una recente storia di infarto miocardico o di malattia cardiaca instabile.

    Interazioni

    Con quali farmaci ci possono essere modifiche sull'efficacia di Zaredrop Venlafaxina 75mg/ml?

    Inibitori della monoamino-ossidasi (anti-MAO). Anti-MAO irreversibilinon selettivi: venlafaxina non deve essere usata in associazione con anti-MAO irreversibili non selettivi. Non si deve iniziare l'uso di venlafaxina per almeno 14 giorni dopo la sospensione del trattamento conun anti-MAO irreversibile non selettivo. Si deve interrompere il trattamento con venlafaxina almeno 7 giorni prima di iniziare il trattamento con un anti-MAO irreversibile non selettivo (vedere paragrafo 4.3 e4.4). Inibitore reversibile selettivo della MAO-A (moclobemide): a causa del rischio di sindrome serotonininergica, è sconsigliata l'associazione tra venlafaxina ed un anti-MAO reversibile e selettivo, come lamoclobemide. Dopo trattamento con un inibitore della MAO reversibile,il periodo di sospensione prima di iniziare il trattamento con venlafaxina puo' essere più breve di 14 giorni. Si raccomanda di sospenderela venlafaxina per almeno 7 giorni prima di iniziare il trattamento con un anti-MAO reversibile (vedere il paragrafo 4.4). Anti-MAO reversibili non-selettivi (linezolid): l'antibiotico linezolid è un debole anti-MAO reversibile e non-selettivo che non deve essere somministratoa pazienti trattati con venlafaxina (vedere paragrafo 4.4). In pazienti in cui di recente è stato sospeso un anti-MAO e hanno iniziato l'assunzione di venlafaxina, o in cui di recente è stata sospesa la terapia con venlafaxina prima di iniziare un anti-MAO, sono state riportategravi reazioni avverse. Queste reazioni comprendevano tremore, mioclono, diaforesi, nausea, vomito, vampate di calore, capogiro e ipertermia con caratteristiche che assomigliavano ad una sindrome neuroletticamaligna, convulsioni e morte. Sindrome serotoninergica: come avviene con altri farmaci serotoninergici, con venlafaxina si puo' verificare la sindrome serotoninergica, una condizione potenzialmente pericolosa per la vita, soprattutto con l'uso concomitante di altri farmaci che possono modulare il sistema di neurotrasmissione serotoninergica (come itriptani, gli SSRI, gli SNRI, le anfetamine, il litio, la sibutramina, il tramadolo o l'erba di San Giovanni [Iperico perforato], il fentanil ed i suoi analoghi, il destrometorfano, il tapentadolo, la petidina, il metadone e la pentazocina), con medicinali che interferiscono conil metabolismo della serotonina (compresi gli anti-MAO per es. blu dimetilene), o con i precursori della serotonina (come supplementi a base di triptofano) o con antipsicotici o altri antagonisti della dopamina (vedere paragrafi 4.3 e 4.4). Se è giustificato dal punto di vistaclinico il trattamento concomitante con venlafaxina e un SSRI, un SNRI o un agonista del recettore della serotonina (triptano), si consiglia un'attenta osservazione del paziente, specialmente durante l'iniziodel trattamento e gli incrementi della dose. Non è raccomandato l'usoconcomitante di venlafaxina con precursori della serotonina (come i supplementi di triptofano) (vedere il paragrafo 4.4). Sostanze attive sul SNC: il rischio di usare venlafaxina in associazione con altre sostanze attive sul SNC non è stato valutato sistematicamente. Di conseguenza, si consiglia di usare cautela quando si assume venlafaxina in associazione con altre sostanze attive sul SNC. Etanolo: è stato dimostrato che venlafaxina non aumenta l'alterazione delle capacità mentalie motorie causata dall'etanolo. Tuttavia, come avviene con tutte le sostanze attive sul SNC, bisogna consigliare ai pazienti di evitare ilconsumo di alcool. Effetti della venlafaxina su altri farmaci metabolizzati dagli isoenzimi del citocromo P450: studi in vivo indicano che la venlafaxina è un inibitore relativamente debole del CYP2D6. La venlafaxina non inibisce il CYP3A4 (alprazolam e carbamazepina), il CYP1A2(caffeina), e il CYP2C9 (tolbutamide) o il CYP2C19 (diazepam) in vivo. Medicinali che prolungano l'intervallo QT: il rischio di un prolungamento dell'intervallo QTc e/o di aritmie ventricolari (per es. TdP) èaumentato con l'uso concomitante di altri medicinali che prolungano l'intervallo QTc. La co-somministrazione di tali medicinali deve essereevitata (vedere paragrafo 4.4). Classi rilevanti includono: antiaritmici di classe Ia e III (per es. chinidina, amiodarone, sotalolo, dofetilide); alcuni antipsicotici (per es. tioridazina); alcuni macrolidi (per es. eritromicina); alcuni antistaminici; alcuni antibiotici chinolonici (per es. moxifloxacina). Il suddetto elenco non è esaustivo edaltri medicinali noti per prolungare in modo significativo l'intervallo QT devono essere evitati. Effetto di altri medicinali sulla venlafaxina. Ketoconazolo (inibitore di CYP3A4): uno studio farmacocinetico con ketoconazolo, in metabolizzatori veloci (MI) e lenti (MP) dell'isoenzima CYP2D6 ha fornito risultati di AUC più alte sia di venlafaxina (70% e 21% rispettivamente in soggetti PM e EM di CYP2D6) che di O-desmetilvenlafaxina (33% e 23% rispettivamente in soggetti PM e EM di CYP2D6) dopo somministrazione di ketoconazolo. L'impiego concomitante di inibitori di CYP3A4 (ad esempio: atazanavir, claritromicina, indinavir,itraconazolo, voriconazolo, posaconazolo, ketoconazolo, nelfinavir, ritonavir, saquinavir, telitromicina) e venlafaxina puo' aumentare i livelli di venlafaxina e di O-desmetilvenlafaxina. Pertanto, si consiglia cautela se la terapia del paziente comprende un inibitore di CYP3A4e venlafaxina in concomitanza. Effetto della venlafaxina su altri medicinali. Litio: con l'impiego concomitante di venlafaxina e litio puo'verificarsi sindrome serotoninergica (vedere sindrome serotoninergica). Diazepam: venlafaxina non ha alcun effetto sulla farmacocinetica e sulla farmacodinamica del diazepam e del suo metabolita attivo, il desmetildiazepam. Diazepam non sembra influenzare la farmacocinetica nè della venlafaxina nè del suo metabolita attivo O-desmetilvenlafaxina.Non è noto se esista un'interazione farmacocinetica e/o farmacodinamica con altre benzodiazepine. Imipramina: venlafaxina non influenza lafarmacocinetica dell'imipramina e della 2-OH-imipramina. Si è osservato un aumento dose-dipendente dell'AUC della 2-OH-desipramina da 2,5 a4,5 volte somministrando venlafaxina alla dose da 75 mg a 150 mg/die,mentre l'imipramina non influenza la farmacocinetica della venlafaxina e dell'O-desmetilvenlafaxina.

    Effetti Indesiderati

    Quali sono gli effetti collaterali più comuni di Zaredrop Venlafaxina 75mg/ml?

    Riassunto del profilo di sicurezza: le reazioni avverse riportate comemolto comuni (>1/10) in studi clinici erano nausea, secchezza della bocca, cefalea e sudorazione (comprese le sudorazioni notturne). Elencodelle reazioni avverse: le reazioni avverse sono elencate qui sotto secondo classe sistemica d'organo, categoria di frequenza e ordine decrescente di gravità medica all'interno di ciascuna categoria di frequenza. Le frequenze sono definite come: molto comune (>=1/10), comune (>=1/100 a<1>=1/1000 a <1>=1/10000 a < 1/1000), molto raro (<1>Gravidanza e Allattamento

    È sicuro utilizzare Zaredrop Venlafaxina 75mg/ml durante la gravidanza o allattamento?

    Gravidanza: non sono disponibili dati adeguati sull'impiego di venlafaxina in donne in gravidanza. Studi eseguiti nell'animale hanno dimostrato una tossicità riproduttiva (vedere il paragrafo 5.3). Il potenziale rischio per l'uomo è sconosciuto. Venlafaxina deve essere somministrata a donne gravide solo se i benefici previsti superino ogni possibile rischio. Come avviene con altri inibitori della ricaptazione dellaserotonina (SSRI/SNRI), nei neonati possono insorgere sintomi da sospensione se si usa venlafaxina fino al parto o poco prima del parto. Alcuni neonati esposti a venlafaxina verso il termine del III trimestredi gravidanza hanno sviluppato complicanze che hanno richiesto alimentazione artificiale, supporto respiratorio o prolungata ospedalizzazione. Queste complicanze possono insorgere immediatamente dopo il parto.Dati epidemiologici hanno suggerito che l'uso degli SSRI in gravidanza, specialmente nella gravidanza avanzata, puo' aumentare il rischio diipertensione polmonare persistente nel neonato (IPPN). Sebbene nessuno studio abbia indagato se tale fenomeno è associato anche all'impiego di SNRI, con Zaredrop non si puo' escludere questo potenziale rischio, tenendo conto del relativo meccanismo d'azione (inibizione della ricaptazione della serotonina). I seguenti sintomi possono essere osservati nei neonati se la madre ha utilizzato un SSRI/SNRI nelle fasi avanzate della gravidanza: irritabilità, tremore, ipotonia, pianto persistente e difficoltà a succhiare o a dormire. Questi sintomi possono essere dovuti ad effetti serotoninergici o legati all'esposizione al farmaco. Nella maggioranza dei casi, queste complicanze si osservano immediatamente o entro 24 ore dopo il parto. I dati osservazionali individuano un rischio aumentato (inferiore a 2 volte) di emorragia postpartum in seguito a esposizione a SSRI / SNRI nel mese precedente il parto(vedere paragrafi 4.4, 4.8). Allattamento: venlafaxina ed il suo metabolita attivo, O-desmetilvenlafaxina, sono escreti nel latte materno. Ci sono state segnalazioni post-marketing di neonati allattati al senoche hanno manifestato pianto, irritabilità e disturbi del sonno. Sintomi da sospensione del farmaco sono stati osservati nei neonati dopo l'interruzione dell'allattamento. Non si puo' escludere che cio' costituisca un rischio per il lattante. Pertanto, bisogna decidere se continuare/sospendere l'allattamento al seno oppure se continuare/sospenderela terapia con Zaredrop, considerando il beneficio dell'allattamentoal seno per il bambino e il beneficio della terapia con Zaredrop per la donna. Fertilità: è stata osservata una riduzione della fertilitàin uno studio in cui i ratti maschi e femmine sono stati esposti a O-dimetil venlafaxina. La rilevanza di questo dato nell'uomo non è nota(vedere paragrafo 5.3).

    Formato

    Confezione contenente 60 ml
    Marca:
    Riferimento:
    040745010
    Formato:
    Sospensione Orale
    Fascia Farmaco:
    Fascia A
    Degrassi:
    Specialità Medicinale con Prescrizione Medica
    Principio attivo:
    Venlafaxina Cloridrato
    Farmaco:
    Farmaco Etico di Marca
    Soggetto autorizzato alla vendita on line di farmaciSoggetto autorizzato alla vendita on line di farmaci veterinari

    ANDAMENTO PREZZO (prezzo ultimi 30 giorni)

    Prezzo più basso di Zaredrop Venlafaxina 75mg/ml Soluzione Orale 60ml praticato su Tuttofarma negli ultimi 30 giorni: € 18,99

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