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    Venlafaxina EG Venlafaxina 150mg 10 Capsule

    Venlafaxina EG Venlafaxina 150mg 10 Capsule

    EG
    044970313
    Venlafaxina EG è un farmaco a base di venlafaxina indicato per il trattamento degli episodi di depressione maggiore, la prevenzione delle recidive degli episodi di depressione maggiore, il trattamento del disturbo d'ansia generalizzato, il trattamento del disturbo d'ansia sociale e il trattamento del disturbo di panico, con o senza agorafobia. Formato: 10 capsule da 150 mg. Leggi di più Farmaco che richiede prescrizione medica per la vendita,non vendibile online.
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    Dettagli Venlafaxina EG Venlafaxina 150mg 10 Capsule

    Caratteristiche Prodotto

    Venlafaxina EG è un farmaco a base di venlafaxina indicato per:
    • Trattamento degli episodi di depressione maggiore
    • Prevenzione delle recidive degli episodi di depressione maggiore
    • Trattamento del disturbo d'ansia generalizzato
    • Trattamento del disturbo d'ansia sociale
    • Trattamento del disturbo di panico, con o senza agorafobia
    Il farmaco Venlafaxina EG è vendibile solo dietro ricetta medica e non è vendibile online.
    Di seguito il foglietto illustrativo:

    Denominazione

    VENLAFAXINA EG STADA ITALIA CAPSULE RIGIDE A RILASCIO PROLUNGATO

    Categoria Farmacoterapeutica

    Altri antidepressivi.

    Principi Attivi

    Quali sono i principi attivi di Venlafaxina EG Venlafaxina 150mg 10 Capsule?

    VENLAFAXINA EG STADA ITALIA 37,5 mg capsule rigide a rilascio prolungato: ogni capsula contiene 42,45 mg di venlafaxina cloridrato equivalente a 37,5 mg di venlafaxina. VENLAFAXINA EG STADA ITALIA 75 mg capsulerigide a rilascio prolungato: ogni capsula contiene 84.9 mg di venlafaxina cloridrato equivalente a 75 mg di venlafaxina. VENLAFAXINA EG STADA ITALIA 150 mg capsule rigide a rilascio prolungato: ogni capsula contiene 169,8 mg di venlafaxina cloridrato equivalente a 150 mg di venlafaxina. Eccipienti con effetto noto: contiene 0,2 mg di rosso alluraAC (E129) e 0,4 mg di giallo tramonto FCF (E110). VENLAFAXINA EG STADA ITALIA 225 mg capsule rigide a rilascio prolungato: ogni capsula contiene 254,7 mg di venlafaxina cloridrato equivalente a 225 mg di venlafaxina. Eccipienti con effetto noto: contiene 0,02 mg di carmoisina. Per l'elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

    Eccipienti

    Quali sono gli eccipienti di Venlafaxina EG Venlafaxina 150mg?

    [Per tutti i dosaggi]. Nucleo: cellulosa microcristallina (E460), povidone, talco (E553b), silice colloidale anidra (E551), magnesio stearato (E572). Rivestimento della compressa: etilcellulosa, copovidone. [Per il dosaggio 37,5 mg]. Testa della capsula: ossido di ferro nero (E172), ossido di ferro rosso (E172), ossido di ferro giallo (E172), titanio diossido (E171), gelatina. Corpo della capsula: ossido di ferro nero (E172), ossido di ferro rosso (E172), titanio diossido (E171), gelatina, inchiostro rosso (composizione: shellac, glicole propilenico, forte soluzione di ammoniaca e ossido di ferro rosso (E172)). [Per il dosaggio 75 mg]. Testa della capsula: ossido di ferro nero (E172), ossidodi ferro rosso (E172), titanio diossido (E171), gelatina. Corpo dellacapsula: ossido di ferro nero (E172), ossido di ferro rosso (E172), titanio diossido (E171), gelatina, inchiostro rosso (composizione: shellac, glicole propilenico, forte soluzione di ammoniaca e ossido di ferro rosso (E172)). [Per il dosaggio 150 mg]. Testa della capsula: blu brillante FCF (E133), rosso allura AC (E129), giallo tramonto FCF (E110), titanio diossido (E171), gelatina. Corpo della capsula: blu brillante FCF (E133), rosso allura AC (E129), giallo tramonto FCF (E110), titanio diossido (E171), gelatina, inchiostro bianco (composizione: shellac, glicole propilenico, sodio idrossido, povidone, titanio diossido (E171)). [Per il dosaggio 225 mg]. Testa della capsula: Carmoisina (E122), titanio diossido (E171), gelatina. Corpo della capsula: carmoisina(E122), titanio diossido (E171), gelatina, inchiostro blu (composizione: shellac, glicole propilenico, forte soluzione di ammoniaca e indigotina (E 132)).

    Indicazioni

    Quali sono le indicazioni terapeutiche di Venlafaxina EG Venlafaxina 150mg 10 Capsule?

    Trattamento degli episodi di depressione maggiore. Prevenzione delle recidive degli episodi di depressione maggiore. Trattamento del disturbo d'ansia generalizzato. Trattamento del disturbo d'ansia sociale. Trattamento del disturbo di panico, con o senza agorafobia.

    Controindicazioni ed Effetti Secondari di Venlafaxina EG Venlafaxina 150mg

    Quando è controindicato l'utilizzo di Venlafaxina EG Venlafaxina 150mg 10 Capsule?

    Ipersensibilità al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. è controindicato il trattamento concomitante con gli inibitori irreversibili della monoaminoossidasi (MAO-I) acausa del rischio di sindrome da serotonina con sintomi come agitazione, tremori ed ipertermia. Devono trascorrere almeno 14 giorni dalla sospensione del trattamento con un MAO-I irreversibile prima di iniziare un trattamento con venlafaxina. Devono trascorrere almeno 7 giorni dalla sospensione di venlafaxina prima di iniziare un trattamento a base di MAO-inibitori irreversibili (vedere paragrafi 4.4 e 4.5).

    Posologia e Modo d'uso

    Come si assume Venlafaxina EG Venlafaxina 150mg?

    Posologia. Episodi di depressione maggiore: la dose iniziale raccomandata di venlafaxina a rilascio prolungato è di 75 mg una volta al giorno. Nei pazienti che non rispondono alla dose iniziale di 75 mg/die, la stessa puo' essere aumentata fino ad un massimo di 375 mg/die. Gli incrementi posologici possono essere effettuati ad intervalli di 2 settimane o maggiori. Se clinicamente necessario a causa della gravità dei sintomi, gli aumenti posologici possono essere effettuati ad intervalli più frequenti, comunque di non meno di 4 giorni. A causa del rischio di eventi avversi dose-dipendenti, il dosaggio potrà essere aumentato solo dopo valutazione clinica (vedere paragrafo 4.4). Si dovrà mantenere la minima dose efficace. I pazienti dovranno essere trattatiper un sufficiente periodo di tempo, di solito parecchi mesi o più alungo. Il trattamento deve essere regolarmente rivalutato di volta involta. Potrebbe essere opportuno prolungare il trattamento per prevenire la recidiva degli episodi di depressione maggiore. Nella maggior parte dei casi la dose raccomandata per la prevenzione delle recidive degli episodi di depressione maggiore corrisponde a quella usata durantel'episodio corrente. I medicinali antidepressivi devono essere presiper almeno sei mesi dopo la remissione. Disturbo d'ansia generalizzata: la dose iniziale raccomandata di venlafaxina a rilascio prolungato è di 75 mg una volta al giorno. Nei pazienti che non rispondono alla dose iniziale di 75 mg/die, la stessa puo' essere aumentata fino ad unmassimo di 225 mg/die. Gli incrementi posologici possono essere effettuati ad intervalli di 2 settimane o maggiori. A causa del rischio di eventi avversi dose-dipendenti, il dosaggio potrà essere aumentato solo dopo valutazione clinica (vedere paragrafo 4.4). Si dovrà mantenerela minima dose efficace. I pazienti dovranno essere trattati per un sufficiente periodo di tempo, di solito parecchi mesi o più a lungo. Il trattamento deve essere regolarmente rivalutato di volta in volta. Disturbo d'ansia sociale: la dose iniziale raccomandata di venlafaxinaa rilascio prolungato è di 75 mg una volta al giorno. Non ci sono prove che dosi più alte apportino benefici maggiori. Nei pazienti che non rispondono alla dose iniziale di 75 mg/die, si puo' comunque considerare un aumento della stessa fino ad un massimo di 225 mg/die. Gli incrementi posologici possono essere effettuati ad intervalli di 2 settimane o maggiori. A causa del rischio di eventi avversi dose-dipendenti,il dosaggio potrà essere aumentato solo dopo valutazione clinica (vedere paragrafo 4.4). Si dovrà mantenere la minima dose efficace. I pazienti dovranno essere trattati per un sufficiente periodo di tempo, di solito parecchi mesi o più a lungo. Il trattamento deve essere regolarmente rivalutato di volta in volta. Disturbo di panico: si raccomanda l'uso di una dose di 37,5 mg al giorno di venlafaxina a rilascio prolungato per 7 giorni. Successivamente il dosaggio deve essere aumentato a 75 mg al giorno. I pazienti che non rispondono ad una dose di 75mg/die possono trarre beneficio da incrementi di dose fino ad un massimo di 225 mg/die. Gli incrementi posologici possono essere effettuatiad intervalli di 2 settimane o maggiori. A causa del rischio di eventiavversi dose-dipendenti, il dosaggio potrà essere aumentato solo dopo valutazione clinica (vedere paragrafo 4.4). Si dovrà mantenere la minima dose efficace. I pazienti dovranno essere trattati per un sufficiente periodo di tempo, di solito parecchi mesi o più a lungo. Il trattamento deve essere regolarmente rivalutato di volta in volta. Popolazioni speciali. Anziani: sulla base della sola età non si ritiene necessario adattare specificatamente la dose di venlafaxina. è comunquenecessaria cautela durante il trattamento di pazienti anziani (per esempio a causa della possibilità che sussista una compromissione dellafunzionalità renale, delle potenziali alterazioni della sensibilitàed affinità neurotrasmettitoriale connessa all'avanzamento dell'età). Si usi sempre la minima dose efficace e si provveda a monitorare attentamente il paziente quando il dosaggio viene aumentato. Popolazionepediatrica: non si raccomanda l'uso di venlafaxina nei bambini e negliadolescenti. Studi clinici controllati condotti su bambini e adolescenti affetti da disturbo depressivo maggiore non hanno dimostrato l'efficacia del farmaco e non supportano l'impiego di venlafaxina in questipazienti (vedere paragrafi 4.4 e 4.8). L'efficacia e la sicurezza divenlafaxina per altre indicazioni nei bambini e negli adolescenti conmeno di 18 anni non sono state stabilite. Compromissione epatica: neipazienti con compromissione epatica da lieve a moderata si consideri in generale una riduzione posologica del 50%. A causa della variabilità inter-individuale per quanto riguarda la clearance sarebbe comunqueottimale individualizzare il dosaggio. I dati disponibili sui pazienticon grave compromissione epatica sono limitati. Si consiglia cautela.Si consideri inoltre una riduzione di dosaggio che sia superiore al 50%. Si deve valutare il beneficio potenziale rispetto ai rischi durante il trattamento di pazienti con grave disfunzione epatica. Compromissione renale: benchè non sia necessario alcun adattamento posologico per pazienti la cui velocità di filtrazione glomerulare (GFR) si collochi tra 30-70 ml/minuto, si consiglia comunque prudenza. Nei pazientiche devono sottoporsi a emodialisi e nei pazienti con grave compromissione renale (GFR < 30 ml/min) la dose deve essere ridotta della metà.A causa della variabilità inter-individuale per quanto riguarda la clearance di questi pazienti, sarebbe ottimale individualizzare il dosaggio. Sintomi riscontrati alla sospensione di venlafaxina: il trattamento non deve essere sospeso bruscamente. Quando si interrompe l'assunzione di venlafaxina, la dose deve essere ridotta gradualmente nell'arco di almeno una o due settimane per ridurre il rischio di sintomi da sospensione (vedere paragrafi 4.4 e 4.8).

    Conservazione

    Come va conservato Venlafaxina EG Venlafaxina 150mg 10 Capsule?

    Questo medicinale non richiede particolari condizioni di conservazione.

    Avvertenze

    Quali sono le avvertenze e precauzioni nell’utilizzo di Venlafaxina EG Venlafaxina 150mg 10 Capsule?

    Suicidio/pensieri suicidari o peggioramento clinico: la depressione èassociata ad aumento del rischio di pensieri suicidari, autolesionismo e suicidio (comportamento suicidario). Tale rischio persiste fino ache si verifichi una remissione significativa. Poichè possono non verificarsi miglioramenti durante le prime settimane di trattamento o inquelle immediatamente successive, i pazienti devono essere attentamente controllati fino ad avvenuto miglioramento. è esperienza clinica generale che il rischio di suicidio possa aumentare nelle fasi precoci di miglioramento. Altre patologie psichiatriche per le quali venlafaxina è prescritta possono anche essere associate ad un aumentato rischiodi comportamento suicidario. Inoltre, queste patologie possono essereassociate al disturbo depressivo maggiore. Quando si trattano pazienti con altri disturbi psichiatrici si devono pertanto osservare le stesse precauzioni seguite durante il trattamento di pazienti con disturbodepressivo maggiore. I pazienti con una storia di eventi correlati alsuicidio, oppure quelli che presentano un significativo grado di ideazione suicidaria prima dell'inizio del trattamento, si ritiene siano maggiormente a rischio per avere pensieri suicidari o per tentare il suicidio, e devono ricevere un attento monitoraggio durante il trattamento. In una meta-analisi di studi clinici con farmaci antidepressivi controllati verso placebo condotta su pazienti adulti con disturbi psichiatrici è stato dimostrato un aumento del rischio di comportamento suicidario con gli antidepressivi rispetto al placebo, in pazienti con meno di 25 anni. La terapia deve prevedere un'attenta supervisione deipazienti, in particolare di quelli ad alto rischio, soprattutto durante le prime fasi del trattamento ed in seguito a modificazioni posologiche. I pazienti (e chi si prende cura di loro) devono essere avvertitiin merito alla necessità di monitorare la comparsa di un qualsiasi peggioramento clinico, di comportamento o ideazione suicidaria e di insolite alterazioni comportamentali e di consultare immediatamente un medico, nel caso in cui questi sintomi si presentino. Popolazione pediatrica: venlafaxina non deve essere utilizzata per il trattamento di bambini e adolescenti al di sotto dei 18 anni di età. Comportamenti suicidari (tentativi di suicidio e ideazione suicidaria) ed ostilità (perlo più aggressività, comportamento di opposizione e collera) sono stati osservati più frequentemente in studi clinici su bambini ed adolescenti trattati con gli antidepressivi rispetto a quelli trattati conplacebo. Se, per ragioni cliniche, si decide ugualmente di iniziare il trattamento, il paziente deve essere attentamente monitorato al finedi individuare la comparsa di sintomi suicidari. Inoltre, gli effettisulla sicurezza a lungo termine in bambini ed adolescenti relativi alla crescita, alla maturazione e allo sviluppo cognitivo e comportamentale non sono ancora stati dimostrati. Sindrome da serotonina: come conaltri agenti serotoninergici, durante il trattamento con venlafaxinasi puo' verificare lo sviluppo di una sindrome da serotonina potenzialmente pericolosa per la vita o di reazioni simili alla Sindrome Neurolettica Maligna (SNM), soprattutto in caso di uso concomitante di altrifarmaci serotoninergici (inclusi gli SSRI, gli SNRI, i triptani, il litio, la sibutramina o l'erba di san Giovanni [Hypericum perforatum],fentanil e i suoi analoghi, tramadolo, destrometorfano, tapentadolo, petidina, metadone e pentazocina), con farmaci che interferiscono con il metabolismo della serotonina quali i MAO inibitori (per es. blu di metilene), con precursori della serotonina (quali i supplementi del triptofano) o con antipsicotici o altri antagonisti della dopamina (vedere paragrafi 4.3 e 4.5). I sintomi della sindrome da serotonina possonoincludere alterazioni dello stato mentale (ad es. agitazione, allucinazioni, coma), instabilità autonomica (ad es. tachicardia, pressionearteriosa labile, ipertermia), aberrazioni neuromuscolari (ad es iperreflessia, mancanza di coordinazione) e/o sintomi gastrointestinali (ades. nausea, vomito, diarrea). La sindrome da serotonina nella sua forma più grave puo' somigliare all'SNM e si manifesta con ipertermia, rigidità muscolare, instabilità autonomica con possibile rapida fluttuazione dei segni vitali e modifiche dello stato mentale. Se un trattamento concomitante con venlafaxina ed altri medicinali che possono influenzare i sistemi neurotrasmettitoriali serotoninergici e/o dopaminergici è clinicamente giustificato, si consiglia un'attenta osservazione del paziente, in particolare all'inizio del trattamento e durante gli aumenti della dose. L'uso concomitante di venlafaxina con precursoridella serotonina (quali i supplementi a base di triptofano) è sconsigliato. Glaucoma ad angolo stretto: in associazione con venlafaxina èpossibile la comparsa di midriasi. è consigliato il monitoraggio deipazienti con aumentata pressione intraoculare o dei pazienti a rischio di sviluppare glaucoma acuto ad angolo stretto (glaucoma ad angolo chiuso). Pressione sanguigna: sono stati frequentemente segnalati aumenti dose-dipendenti della pressione sanguigna in seguito all'uso di venlafaxina. Durante l'esperienza post-marketing sono stati segnalati alcuni casi di grave aumento della pressione sanguigna che hanno richiesto trattamento immediato. Tutti i pazienti devono essere attentamente esaminati per verificare la presenza di ipertensione ed un'ipertensionepre-esistente deve essere controllata prima dell'inizio del trattamento. La pressione sanguigna deve essere controllata periodicamente dopol'avviamento del trattamento e dopo incrementi posologici. Si deve prestare attenzione ai pazienti con condizioni preesistenti che possanoessere compromesse da un aumento della pressione, ad es. i pazienti con funzione cardiaca compromessa. Frequenza cardiaca: si puo' verificare un aumento della frequenza cardiaca, in particolare con i dosaggi più alti. Si deve prestare attenzione ai pazienti con condizioni preesistenti che possano essere compromesse da un aumento della frequenza cardiaca.

    Interazioni

    Con quali farmaci ci possono essere modifiche sull'efficacia di Venlafaxina EG Venlafaxina 150mg?

    Inibitori della Monoaminossidasi (I-MAO). MAO-I irreversibili non selettivi: non si usi venlafaxina in associazione con I-MAO irreversibilinon selettivi. Devono trascorrere almeno 14 giorni dalla sospensione del trattamento con un I-MAO irreversibile non-selettivo prima di iniziare un trattamento con venlafaxina. Devono trascorrere almeno 7 giornidalla sospensione di venlafaxina prima di iniziare un trattamento a base di inibitori MAO irreversibili non selettivi (vedere paragrafi 4.3e 4.4). I-MAO reversibile, selettivo (moclobemide): a causa del rischio di sindrome da serotonina si sconsiglia l'associazione di venlafaxina con un I-MAO reversibile e selettivo. Dopo il trattamento con un I-MAO reversibile, si puo' attendere un periodo di astinenza inferiore a14 giorni prima di iniziare il trattamento con venlafaxina. Si consiglia di far trascorrere almeno 7 giorni dalla sospensione di venlafaxina prima di iniziare un trattamento con un I-MAO reversibile (vedere paragrafo 4.4). I-MAO reversibile, non-selettivo (linezolid): l'antibiotico linezolid è un I-MAO debolmente reversibile e non-selettivo e nondeve essere somministrato a pazienti trattati con venlafaxina (vedereparagrafo 4.4). Sono state segnalate gravi reazioni avverse in pazienti che dopo aver recentemente sospeso un I-MAO sono passati a venlafaxina oppure hanno recentemente sospeso una terapia con venlafaxina prima di passare ad un I-MAO. Queste reazioni includevano tremore, mioclonia, diaforesi, nausea, vomito, vampate, capogiri e ipertermia con manifestazioni rassomiglianti la sindrome neurolettica maligna, crisi convulsive e morte. Sindrome da serotonina: come con altri agenti serotoninergici, con la venlafaxina si puo' verificare la sindrome da serotonina, una condizione potenzialmente fatale, soprattutto con l'uso concomitante di altri farmaci che possono modulare il sistema di neurotrasmissione serotoninergica (come i triptani, gli SSRI, gli SNRI, il litio,la sibutramina, l'Erba di san Giovanni [Hypericum perforatum], il fentanil e i suoi analoghi, il tramadolo, il destrometorfano, il tapentadolo, la petidina, il metadone e la pentazocina), con medicinali che interferiscono con il metabolismo della serotonina (come gli I-MAO per es. blu di metilene), con precursori della serotonina (come i supplementi di triptofano) o con antipsicotici o altri antagonisti della dopamina (vedere paragrafi 4.3 e 4.4). Se il trattamento concomitante con unSSRI/SNRI o un agonista dei recettori serotonerigici (triptano) è clinicamente garantito, si consiglia un attento monitoraggio del paziente, soprattutto all'inizio del trattamento ed in fase di incrementi posologici. L'uso concomitante di venlafaxina con precursori della serotonina (quali i supplementi a base di triptofano) è sconsigliato (vedere paragrafo 4.4). Sostanze attive sul Sistema Nervoso Centrale (SNC):non è stato valutato sistemicamente il rischio connesso all'uso di venlafaxina in associazione con altre sostanze attive sul SNC. La co-somministrazione di venlafaxina con altre sostanze attive sul SNC deve pertanto avvenire con prudenza. Etanolo: è stato dimostrato che la venlafaxina non aumenta la compromissione delle capacità mentali e motorie causate dall'etanolo. Si deve comunque raccomandare ai pazienti di evitare l'assunzione di alcool, come nel caso di tutte le altre sostanze attive sul SNC. Medicinali che prolungano l'intervallo QT: il rischio di un prolungamento dell'intervallo QTc e/o di aritmie ventricolari(per es. TdP) è aumentato con l'uso concomitante di altri medicinaliche prolungano l'intervallo QTc. La co-somministrazione di tali medicinali deve essere evitata (vedere paragrafo 4.4). Classi rilevanti includono: antiaritmici di classe prima e terza (per es. chinidina, amiodarone, sotalolo, dofetilide); alcuni antipsicotici (ad es. tioridazina); alcuni macrolidi (ad es. eritromicina); alcuni antistaminici; alcuniantibiotici chinolonici (ad es. moxifloxacina). Il suddetto elenco non è esaustivo ed altri medicinali noti per prolungare in modo significativo l'intervallo QT devono essere evitati. Effetti della venlafaxina su altri medicinali metabolizzati dagli isoenzimi del citocromo P450: studi in vivo indicano che la venlafaxina è un inibitore relativamente debole del CYP2D6. La venlafaxina non inibisce il CYP3A4 (alprazolam e carbamazepina), il CYP1A2 (caffeina), e il CYP2C9 (tolbutamide) oil CYP2C19 (diazepam) in vivo. Effetto di altri medicinali sulla venlafaxina. Ketoconazolo (inibitore del CYP3A4): uno studio farmacocinetico con ketoconazolo condotto su grandi metabolizzatori (EM) e scarsi metabolizzatori (PM) del CYP2D6 ha dimostrato un aumento dell'AUC di venlafaxina (70% e 21% rispettivamente nei soggetti PM e EM del CYP2D6)e di O-demetilvenlafaxina (33% e 23% rispettivamente nei soggetti PM eEM del CYP2D6) in seguito alla somministrazione di ketoconazolo.

    Effetti Indesiderati

    Quali sono gli effetti collaterali più comuni di Venlafaxina EG Venlafaxina 150mg?

    Riassunto del profilo di sicurezza: le più comuni (>1/10) reazioni avverse riportate negli studi clinici sono state nausea, secchezza dellefauci, cefalea e sudorazione (inclusa sudorazione notturna). Sintesiin forma di elenco delle reazioni avverse: le reazioni avverse sono elencate di seguito secondo classe sistemica d'organo, categoria di frequenza e in ordine decrescente rispetto alla gravità della malattia all'interno di ogni categoria di frequenza. Le frequenze vengono definite come: molto comune (>=1/10), comune (da >=1/100 a <1>=1/1.000 a <1>=1/10.000 a <1>Gravidanza e Allattamento

    È sicuro utilizzare Venlafaxina EG Venlafaxina 150mg durante la gravidanza o allattamento?

    Gravidanza: non vi sono dati adeguati sull'uso della venlafaxina nelledonne in stato di gravidanza. Gli studi effettuati sugli animali hanno mostrato tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3). Non si conosce il potenziale rischio per gli esseri umani. Si somministri venlafaxina a donne gravide solo quando i benefici attesi superano i possibili rischi. Come con gli altri inibitori della ricaptazione della serotonina (SSRI/SNRI), l'uso di venlafaxina fino al momento del parto rendepossibile la comparsa di sintomi da sospensione nel bambino. Alcuni neonati esposti alla venlafaxina nelle fasi conclusive del terzo trimestre di gravidanza hanno sviluppato complicazioni che hanno richiesto alimentazione via flebo, supporto respiratorio e ricovero prolungato. Tali complicazioni possono manifestarsi immediatamente dopo il parto. Dati epidemiologici indicano che l'uso di farmaci SSRI durante la gravidanza, in particolare nell'ultimo periodo della gravidanza, puo' aumentare il rischio di ipertensione polmonare persistente del neonato (PPHN). Sebbene nessuno studio abbia investigato l'associazione di PPHN altrattamento con SNRI, questo rischio potenziale non puo' essere escluso con la venlafaxina, considerando il suo meccanismo d'azione (inibizione della ricaptazione della serotonina). I seguenti sintomi possonoessere osservati nei neonati se le madri hanno assunto un SSRI/SNRI verso il termine della gravidanza: irritabilità, tremore, ipotonia, pianto persistente e difficoltà nella suzione o ad addormentarsi. Tale sintomatologia potrebbe essere dovuta o agli effetti serotoninergici oai sintomi da sospensione. Nella maggior parte dei casi questi sintomisono stati osservati immediatamente dopo il parto oppure entro 24 oredallo stesso. I dati osservazionali individuano un rischio aumentato(inferiore a 2 volte) di emorragia postpartum in seguito a esposizionea SSRI/SNRI nel mese precedente il parto (vedere paragrafi 4.4 e 4.8). Allattamento: la venlafaxina ed il suo metabolita attivo, O-demetilvenlafaxina, vengono escreti nel latte materno. Nell'osservazione post-marketing sono stati riportati casi di bambini allattati al seno che hanno manifestato pianto, irritabilità e disturbi del sonno. Interrompendo l'allattamento al seno sono stati riscontrati sintomi simili a quelli riscontrati con l'interruzione del trattamento con venlafaxina. Non si puo' escludere un rischio per il lattante. Pertanto, si deve scegliere se continuare/interrompere l'allattamento al seno o continuare/interrompere la terapia con venlafaxina, tenendo in considerazione ilbeneficio dell'allattamento al seno per il bambino ed il beneficio della terapia con venlafaxina per la donna. Fertilità: è stata osservata riduzione della fertilità in uno studio in cui ratti di entrambi isessi sono stati esposti a Odemetilvenlafaxina. Non è nota la rilevanza per l'uomo di tali osservazioni (vedere paragrafo 5.3).

    Formato

    Confezione contenente 10 capsule
    Marca:
    Riferimento:
    044970313
    Formato:
    Compresse e Capsule
    Fascia Farmaco:
    Fascia A
    Degrassi:
    Farmaci Equivalenti con Prescrizione Medica
    Principio attivo:
    Venlafaxina Cloridrato
    Farmaco:
    Farmaco Generico
    Soggetto autorizzato alla vendita on line di farmaciSoggetto autorizzato alla vendita on line di farmaci veterinari

    ANDAMENTO PREZZO (prezzo ultimi 30 giorni)

    Prezzo più basso di Venlafaxina EG Venlafaxina 150mg 10 Capsule praticato su Tuttofarma negli ultimi 30 giorni: € 8,01

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