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    Venlafaxina Doc 37,5mg 28 Capsule

    Venlafaxina Doc 37,5mg 28 Capsule

    038466037
    Venlafaxina Doc è un farmaco a base di venlafaxina cloridrato indicato per il trattamento degli episodi di depressione maggiore, la prevenzione delle ricorrenze degli episodi di depressione maggiore, il trattamento del disturbo d'ansia generalizzato, il trattamento del disturbo d'ansia sociale e il trattamento del disturbo da panico, con o senza agorafobia. Formato: 28 capsule da 37,5 mg. Leggi di più Farmaco che richiede prescrizione medica per la vendita,non vendibile online.
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    Dettagli Venlafaxina Doc 37,5mg 28 Capsule

    Caratteristiche Prodotto

    Venlafaxina Doc è un farmaco a base di venlafaxina cloridrato indicato per:
    • Trattamento degli episodi di depressione maggiore
    • Prevenzione delle ricorrenze degli episodi di depressione maggiore
    • Trattamento del disturbo d'ansia generalizzato
    • Trattamento del disturbo d'ansia sociale
    • Trattamento del disturbo da panico, con o senza agorafobia
    Il farmaco Venlafaxina Doc è vendibile solo dietro ricetta medica e non è vendibile online.
    Di seguito il foglietto illustrativo:

    Denominazione

    VENLAFAXINA DOC GENERICI CAPSULE RIGIDE A RILASCIO PROLUNGATO

    Categoria Farmacoterapeutica

    Antidepressivi.

    Principi Attivi

    Quali sono i principi attivi di Venlafaxina Doc 37,5mg 28 Capsule?

    Una capsula rigida a rilascio prolungato contiene venlafaxina cloridrato equivalente a 37,5 mg, 75 mg o 150 mg di venlafaxina. Per l'elencocompleto degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

    Eccipienti

    Quali sono gli eccipienti di Venlafaxina Doc?

    37,5 mg capsule rigide a rilascio prolungato. Contenuto delle capsule:ipromellosa; copolimero di ammonio metacrilato (tipo B); sodio laurilsolfato; magnesio stearato. Film di rivestimento: copolimero di metacrilato butilato basico 12,5%. Involucro della capsula: gelatina; titanio diossido (E171). Inchiostro colorante: gommalacca; ferro ossido nero(E172); propilenglicole (E1520). 75 mg capsule rigide a rilascio prolungato. Contenuto delle capsule: ipromellosa; copolimero di ammonio metacrilato (tipo B); sodio laurilsolfato; magnesio stearato. Film di rivestimento: copolimero di metacrilato butilato basico: 12,5%. Involucro della capsula: gelatina; titanio dbiossido (E 171); ferro ossido rosso (E172). Inchiostro colorante: gommalacca; ferro ossido nero (E172);propilenglicole (E1520). 150 mg capsule rigide a rilascio prolungato. Contenuto delle capsule: ipromellosa; copolimero di ammonio metacrilato (tipo B); sodio laurilsolfato; magnesio stearato. Film di rivestimento: copolimero di metacrilato butilato basico 12,5%. Involucro dellacapsula: gelatina; titanio diossido (E 171); eritrosina (E127); indigotina I (E 132). Inchiostro colorante: gommalacca; ferro ossido nero (E172); propilenglicole (E1520).

    Indicazioni

    Quali sono le indicazioni terapeutiche di Venlafaxina Doc 37,5mg 28 Capsule?

    Trattamento degli episodi di depressione maggiore. Prevenzione delle ricorrenze degli episodi di depressione maggiore. Trattamento del disturbo d'ansia generalizzato. Trattamento del disturbo d'ansia sociale. Trattamento del disturbo da panico, con o senza agorafobia.

    Controindicazioni ed Effetti Secondari di Venlafaxina Doc

    Quando è controindicato l'utilizzo di Venlafaxina Doc 37,5mg 28 Capsule?

    Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. Il trattamento concomitante con inibitori irreversibili delle monoaminoossidasi (I-MAO) è controindicato a causa del rischio di sindrome serotoninergica con sintomi quali agitazione, tremore e ipertermia. Non si deve iniziare l'assunzione di venlafaxina se non sono trascorsi almeno 14 giorni dalla interruzione del trattamento con un I-MAO irreversibile. La somministrazione di venlafaxina deve essere interrotta almeno 7 giorni prima dell'inizio del trattamento con un inibitore irreversibile delle MAO (vedere paragrafi 4.4 e4.5).

    Posologia e Modo d'uso

    Come si assume Venlafaxina Doc?

    Posologia. Episodi di depressione maggiore: la dose iniziale raccomandata di venlafaxina capsule rigide a rilascio prolungato è di 75 mg una volta al giorno. I pazienti che non rispondono ad una dose inizialedi 75 mg/die possono trarre giovamento da incrementi di dose fino ad un massimo di 375 mg/die. Gli incrementi di dosaggio possono essere effettuati ad intervalli di 2 settimane o più. Se clinicamente garantitoa causa della gravità dei sintomi, gli incrementi di dose possono essere effettuati ad intervalli più frequenti, comunque non inferiori a4 giorni. A causa del rischio di effetti avversi dose-correlati, gliincrementi di dose devono essere effettuati solo dopo una valutazioneclinica (vedere paragrafo 4.4). La dose efficace più bassa deve essere mantenuta. I pazienti devono essere trattati per un periodo di temposufficiente, di solito parecchi mesi o più. Il trattamento deve essere rivalutato regolarmente su base individuale. Un trattamento a lungotermine per la prevenzione delle ricorrenze di episodi depressivi maggiori (MDE) puo' anche essere appropriato. Nella maggior parte dei casi, la dose raccomandata per la prevenzione delle ricorrenze di MDE èuguale a quella utilizzata durante l'episodio stesso. Il trattamento con medicinali antidepressivi deve durare per almeno 6 mesi successivila remissione della malattia. Disturbo d'ansia generalizzato: la doseiniziale raccomandata di venlafaxina capsule rigide a rilascio prolungato è di 75 mg una volta al giorno. I pazienti che non rispondono aduna dose iniziale di 75 mg/die possono trarre giovamento da incrementidi dose fino ad un massimo di 225 mg/die. Gli incrementi di dosaggiopossono essere effettuati ad intervalli di 2 settimane o più. A causadel rischio di effetti avversi dose-correlati, gli incrementi di dosedevono essere effettuati solo dopo una valutazione clinica (vedere paragrafo 4.4). La dose efficace più bassa deve essere mantenuta. I pazienti devono essere trattati per un periodo di tempo sufficiente, di solito parecchi mesi o più. Il trattamento deve essere rivalutato regolarmente su base individuale. Disturbo d'ansia sociale: la dose raccomandata di venlafaxina a rilascio prolungato è di 75 mg una volta al giorno. Non ci sono prove che dosi più alte apportino benefici maggiori. Comunque, in singoli pazienti non rispondenti alla dose iniziale di75 mg/die, incrementi fino alla dose massima di 225 mg/die possono essere considerati. Gli incrementi di dosaggio possono essere effettuatiad intervalli di 2 settimane o più. A causa del rischio di effetti avversi dose-correlati, gli incrementi di dose devono essere effettuatisolo dopo una valutazione clinica (vedere paragrafo 4.4). La dose efficace più bassa deve essere mantenuta. I pazienti devono essere trattati per un periodo di tempo sufficiente, di solito parecchi mesi o più. Il trattamento deve essere rivalutato regolarmente su base individuale. Disturbo da panico: si raccomanda l'uso di una dose di 37,5 mg algiorno di venlafaxina a rilascio prolungato per 7 giorni. Successivamente il dosaggio deve essere aumentato a 75 mg al giorno. Pazienti chenon rispondono ad una dose di 75 mg/die possono trarre beneficio da incrementi di dose fino ad un massimo di 225 mg/die. Gli incrementi didosaggio possono essere effettuati ad intervalli di 2 settimane o più. A causa del rischio di effetti avversi dose-correlati, gli incrementi di dose devono essere effettuati solo dopo una valutazione clinica (vedere paragrafo 4.4). La dose efficace più bassa deve essere mantenuta. I pazienti devono essere trattati per un periodo di tempo sufficiente, di solito parecchi mesi o più. Il trattamento deve essere rivalutato regolarmente su base individuale. Pazienti anziani: non si ritiene necessario alcun adattamento specifico della dose della venlafaxinaesclusivamente sulla base dell'età. Comunque, si deve usare cautela nel trattamento dei pazienti anziani (per esempio, a causa della possibilità di insufficienza renale, della potenziale alterazione della sensibilità e dell'affinità dei neurotrasmettitori che si verifica conl'età). Si deve sempre utilizzare la dose efficace più bassa, e i pazienti devono essere attentamente monitorati quando si richiede un aumento della dose. Popolazione pedriatica: l'uso della venlafaxina non è raccomandato in bambini ed adolescenti. Studi clinici controllati inbambini ed adolescenti con disturbo depressivo maggiore non hanno dimostrato efficacia e non supportano l'uso di venlafaxina in questi pazienti (vedere paragrafi 4.4 e 4.8). L'efficacia e la sicurezza di venlafaxina in altre indicazioni in bambini ed adolescenti al di sotto dei18 anni non è stata stabilita. Pazienti con insufficienza epatica: inpazienti con insufficienza epatica da lieve a moderata, in genere unariduzione della dose del 50% deve essere considerata. Comunque, a causa della variabilità individuale della clearance, una individualizzazione del dosaggio sarebbe preferibile. Esistono dati limitati su pazienti con insufficienza epatica grave. Si raccomanda di usare cautela euna riduzione della dose di più del 50% deve essere presa in considerazione. Si deve valutare il beneficio potenziale rispetto ai rischi nel trattamento di pazienti con grave insufficienza epatica. Pazienti con insufficienza renale: sebbene nessun adeguamento del dosaggio è necessario per pazienti con velocità di filtrazione glomerulare (VFG) compresa tra 30 e 70 ml/minuto, si raccomanda di usare cautela.

    Conservazione

    Come va conservato Venlafaxina Doc 37,5mg 28 Capsule?

    Non conservare a temperatura superiore ai 30 gradi C.

    Avvertenze

    Quali sono le avvertenze e precauzioni nell’utilizzo di Venlafaxina Doc 37,5mg 28 Capsule?

    Suicidio/ideazione suicidaria o peggioramento clinico: la depressioneè associata ad aumentato rischio di pensieri suicidari, autolesionismo e suicidio (eventi suicidio-correlati). Tale rischio persiste fino ache si verifichi una remissione significativa. Poichè possono non verificarsi miglioramenti durante le prime settimane di trattamento o inquelle immediatamente successive, i pazienti devono essere attentamente monitorati fino ad avvenuto miglioramento. è esperienza clinica ingenerale che il rischio di suicidio possa aumentare nelle prime fasidel miglioramento. Altre patologie psichiatriche per le quali la venlafaxina è prescritta possono anche essere associate ad un aumentato rischio di eventi suicidio-correlati. Inoltre, queste patologie possonoessere associate al disturbo depressivo maggiore. Le stesse precauzioni osservate quando si trattano pazienti con disturbo depressivo maggiore si devono pertanto osservare con altre patologie psichiatriche. Pazienti con storia di eventi suicidio-correlati, o che manifestano un grado significativo di ideazione suicidaria prima dell'inizio del trattamento, sono a rischio maggiore di ideazione suicidaria o di tentatividi suicidio, e devono essere attentamente monitorati durante il trattamento. Una metanalisi degli studi clinici condotti con farmaci antidepressivi in confronto con placebo in pazienti adulti con disturbi psichiatrici, ha mostrato un aumento del rischio di comportamento suicidario nella fascia di età inferiore a 25 anni dei pazienti trattati con antidepressivi rispetto al placebo. La terapia farmacologica con antidepressivi deve essere sempre associata ad una stretta sorveglianza deipazienti, in particolare di quelli ad alto rischio, specialmente nellefasi iniziali del trattamento e dopo cambiamenti di dose. I pazienti(e chi si prende cura di loro) devono essere avvertiti della necessità di monitorare qualsiasi peggioramento clinico, l'insorgenza di comportamento o pensieri suicidari o di cambiamenti inusuali del comportamento e di cercare immediatamente un consulto medico se questi sintomi si presentano. Popolazione pedriatica: VENLAFAXINA DOC Generici non deve essere utilizzato per il trattamento di bambini e adolescenti al disotto dei 18 anni di età. Comportamenti suicidio-correlati (tentatividi suicidio e ideazione suicidaria) e ostilità (principalmente aggressività, comportamento oppositivo e collera) sono stati osservati conmaggiore frequenza in studi clinici condotti tra bambini ed adolescenti trattati con antidepressivi rispetto a quelli trattati con placebo.Qualora, in base ad esigenze mediche, debba essere presa la decisionedi effettuare il trattamento, il paziente deve essere attentamente monitorato per la comparsa di sintomi suicidari. Inoltre, non sono disponibili dati sulla sicurezza a lungo termine per la crescita, la maturazione e lo sviluppo cognitivo e comportamentale di bambini e adolescenti. Sindrome serotoninergica: come con altri seratoninergici, con il trattamento con la venlafaxina puo' svilupparsi sindrome seratoninica,una condizione potenzialmente pericolosa per la vita, soprattutto conl'uso concomitante di altri farmaci che possono influenzare il sistemadi neurotrasmissione seratoninergica (come i triptani, gli SSRIs, gliSNRIs, amfetamine, litio, sibutramina, l'Erba di San Giovanni (Hypericum Perforatum), fentanile e sui analoghi, tramadolo, destrometorfano,tapentadolo, petidina, metadone e pentazocina), con medicinali che interferiscono con il metabolismo della serotonina (come gli I-MAOs, peres. blu di metilene), con precursori della serotonina (come i supplementi di triptofano) o con antipsicotici o altri antagonisti della dopamina (vedere paragrafi 4.3 e 4.5). I sintomi della sindrome serotoninergica possono includere modifiche dello stato mentale (es.: agitazione, allucinazioni, coma), instabilità autonomica (es.: tachicardia, pressione ematica labile, ipertermia), aberrazioni neuromuscolari (es.: iperreflessia, incoordinazione) e/o sintomi gastrointestinali (es.: nausea, vomito, diarrea). Nella sua forma più grave la sindrome serotoninergica puo' assomigliare alla Sindrome Neurolettica Maligna (SNM) cheinclude ipertermia, rigidità muscolare, instabilità autonimica conpossibile fluttuazione rapida dei segni vitali e alterazioni dello stato mentale. Se il trattamento concomitante della venlafaxina con altriagenti che influenzano i sistemi di neurotrasmissione serotoninergicae/o dopaminergica o con medicinali contenenti buprenorfina, è clinicamente giustificato, si raccomanda un'attenta osservazione del paziente, soprattutto all'inizio del trattamento e durante incrementi di dose. Se si sospetta la sindrome serotoninergica, è necessario considerare una riduzione della dose o una sospensione della terapia, a secondadella severità dei sintomi. L'uso concomitante di venlafaxina con i precursori della serotonina (come gli integratori di triptofano) non èraccomandato. Glaucoma ad angolo stretto: in associazione con la venlafaxina, si puo' verificare midriasi. Si raccomanda di monitorare attentamente i pazienti con pressione intraoculare aumentata, o pazienti arischio di glaucoma ad angolo stretto (glaucoma ad angolo chiuso). Pressione ematica: aumenti dose-dipendente della pressione ematica sonostati comunemente riportati con l'uso di venlafaxina. Nell'esperienzapost-marketing sono stati riportati casi di elevata pressione ematicache hanno richiesto un trattamento immediato. Tutti i pazienti devonoessere attentamente monitorati per casi di elevata pressione ematica eun'ipertensione pre-esistente deve essere controllata prima di iniziare il trattamento con venlafaxina. La pressione ematica deve essere controllata periodicamente dopo l'inizio del trattamento e dopo aumentidi dose. Si deve usare cautela nei pazienti con condizioni preesistenti che potrebbero essere compromesse da aumenti della pressione ematica, quali quelli con funzionalità cardiaca compromessa.

    Interazioni

    Con quali farmaci ci possono essere modifiche sull'efficacia di Venlafaxina Doc?

    Inibitori delle monoaminoossidasi (I-MAO). I-MAO irreversibili non selettivi: la venlafaxina non deve essere usata in combinazione con I-MAOirreversibili non selettivi. Non si deve iniziare l'uso di venlafaxina per almeno 14 giorni dopo l'interruzione del trattamento con un I-MAO irreversibile non selettivo. Si deve interrompere il trattamento conla venlafaxina per almeno 7 giorni prima di iniziare il trattamento con un I-MAO irreversibile non selettivo (vedere paragrafi 4.3 e 4.4).Inibitore selettivo reversibile della MAO-A (moclobemide): l'associazione della venlafaxina con un I-MAO reversibile e selettivo, come la moclobemide, è controindicata, a causa del rischio di sindrome serotoninergica. Dopo il trattamento con un I-MAO reversibile, si puo' attendere un periodo di astinenza inferiore a 14 giorni prima di iniziare iltrattamento con venlafaxina. Si raccomanda di interrompere l'assunzione di venlafaxina per almeno 7 giorni prima di iniziare il trattamentocon un I-MAO reversibile (vedere paragrafo 4.4). I-MAO non selettivi reversibili (linezolid): l'antibiotico linezolid è un debole I-MAO reversibile e non selettivo, e non deve essere prescritto ai pazienti intrattamento con venlafaxina (vedere paragrafo 4.4). Gravi reazioni avverse sono state riportate in pazienti che avevano recentemente interrotto la terapia con I-MAO e cominciato quella con venlafaxina, o avevano recentemente interrotto la terapia con venlafaxina prima di iniziarequella con I-MAO. Queste reazioni includevano tremore, mioclonia, diaforesi, nausea, vomito, vampate, capogiro e ipertermia con manifestazioni rassomiglianti la sindrome neurolettica maligna, convulsioni e morte. Sindrome serotoninergica: come con altri farmaci serotoninergici,con la venlafaxina si puo' verificare la sindrome serotoninergica unacondizione potenzialmente pericolosa per la vita,soprattutto con l'usoconcomitante di altri farmaci che possono modulare il sistema di neurotrasmissione serotoninergica (come i triptani, gli SSRI, gli SNRI, amfetamine, il litio, la sibutramina,, l'erba di San Giovanni [ Hypericum perforatum ]), fentanile e suoi analoghi, tramadolo, destrometorfano, tapentadolo, petidina, metadone e pentazocina), con medicinali che interferiscono con la metabolizzazione della serotonina (come gli I-MAO, p.es blu di metilene), con precursori della serotonina (come i supplementi di triptofano) o con antipsicotici o altri antagonisti della dopamina (vedere paragrafi 4.3 e 4.4). Se il trattamento concomitante con la venlafaxina e gli SSRI, un SNRI o con un agonista del recettore della serotonina (triptano) è clinicamente giustificato, si raccomandaun'attenta osservazione del paziente, soprattutto all'inizio del trattamento e agli incrementi di dose. Non si raccomanda l'uso concomitante di venlafaxina con i precursori della serotonina (come i supplementidel triptofano) (vedere paragrafo 4.4). Venlafaxina deve essere usatacon cautela quando somministrata in concomitanza con prodotti medicicontenenti buprenorfina poichè il rischio di sindrome serotoninergica, una condizione potenzialmente pericolosa per la vita, è aumentato (vedere paragrafo 4.4). Medicinali che agiscono sul Sistema Nervoso Centrale (SNC): il rischio dell'utilizzo di venlafaxina in combinazione con altri medicinali che agiscono sul SNC non è stato valutato in modosistematico. Pertanto, si deve usare cautela quando la venlafaxina èassunta in combinazione con altri farmaci che agiscono sul SNC. Etanolo: è stato dimostrato che la venlafaxina non aumenta la compromissione delle capacità mentali e motorie causata dall'etanolo. Comunque, si deve raccomandare ai pazienti di evitare il consumo di alcool durante l'assunzione di venlafaxina, come con tutti gli altri medicinali attivi sul SNC. Farmaci che prolungano l'intervallo QT: il rischio del prolungamento del QTc e/o aritmie ventricolari (per es. TdP) è aumentato con l'uso concomitante di medicinali che prolungano l'intervallo QTc. La co-somministrazione di questi medicinali deve essere evitata (vedere paragrafo 4.4). Categorie rilevanti comprendono: antiaritmici di categoria Ia e III (per es. chinidina, amiodarone, sotalolo, dofetilide); alcuni antipsicotici (per es. tioridazina); alcuni macrolidi (per es. eritromicina); alcuni antistaminici; alcuni antibiotici chinolonici(per es. moxifloxacina). La lista riportata sopra non è esaustiva edevono essere evitati altri medicinali noti per aumentare significativamente l'intervallo QT. Effetti di altri medicinali sulla venlafaxina.Ketoconazolo (inibitore del CYP3A4): uno studio di farmacocinetica con il ketoconazolo in metabolizzatori forti (MI) e in metabolizza toripoveri (MP) del CYP2D6 ha fornito risultati di AUC più alte sia di venlafaxina (70% e 21% in soggetti MP e MI del CYP2D6, rispettivamente)che di O-desmetilvenlafaxina (33% e 23% in soggetti MP e MI del CYP2D6, rispettivamente) a seguito della somministrazione di ketoconazolo. L'uso concomitante di venlafaxina con inibitori del CYP3A4 (ad es.: atazanavir, claritromicina, indinavir, itraconazolo, voriconazolo, posaconazolo, ketoconazolo, nelfinavir, ritonavir, saquinavir, telitromicina) puo' aumentare i livelli di venlafaxina e di O-desmetilvenlafaxina.Pertanto si raccomanda cautela se la terapia del paziente comprende l'uso concomitante di venlafaxina e di un inibitore del CYP3A4. Effettodella venlafaxina su altri medicinali. Litio: la sindrome serotoninergica puo' verificarsi con l'uso concomitante di venlafaxina e litio (vedere Sindrome serotoninergica). Diazepam: la venlafaxina non ha effetto sulla farmacocinetica e sulla farmacodinamica del diazepam e del suometabolita attivo, il desmetildiazepam. Il diazepam sembra non influenzi la farmacocinetica nè della venlafaxina nè del suo metabolita attivo O-desmetilvenlafaxina.

    Effetti Indesiderati

    Quali sono gli effetti collaterali più comuni di Venlafaxina Doc?

    Sintesi del profilo di sicurezza: le reazioni avverse molto comuni (>1/10) riportate negli studi clinici sono state nausea, secchezza dellefauci, emicrania e sudorazione (inclusi sudori notturni). Elenco dellereazioni avverse: le reazioni avverse sono elencate di seguito secondo classe sistemica d'organo, categorie di frequenza e, per ognuna di esse, la gravità in ordine decrescente. Le frequenze sono definite come: molto comune (>=1/10), comune (>=1/100 e <1>=1/1000 e <1>=1/10000 e < 1/1000), molto raro (<1>Gravidanza e Allattamento

    È sicuro utilizzare Venlafaxina Doc durante la gravidanza o allattamento?

    Gravidanza: non sono disponibili dati adeguati sulla somministrazionedi venlafaxina a donne in gravidanza. Studi su animali hanno dimostrato tossicità sulla riproduzione (vedere paragrafo 5.3). Il rischio potenziale per l'umano non è noto. La venlafaxina deve essere somministrata a donne in gravidanza solo se i benefici attesi superano ogni possibile rischio. Come per altri inibitori della ricaptazione della serotonina (SSRIs/SNRIs), i sintomi da sospensione possono verificarsi neineonati se la venlafaxina è utilizzata fino alla nascita o poco prima. Alcuni neonati esposti alla venlafaxina alla fine del terzo trimestre hanno sviluppato complicazioni che hanno richiesto alimentazione artificiale, supporto respiratorio o ospedalizzazione prolungata. Tali complicazioni possono presentarsi immediatamente al momento del parto. Dati epidemiologici suggeriscono che l'assunzione degli SSRIs in gravidanza, in particolare nella fase avanzata della gravidanza, aumenti ilrischio di ipertensione polmonare persistente del neonato (PPHN). Malgrado non ci siano studi sulla relazione tra PPHN e trattamento con gliSNRI, considerando il meccanismo d'azione correlato (inibizione dellaricaptazione della serotonina), questo rischio potenziale non puo' essere escluso per la venlafaxina. I dati osservazionali individuano unrischio aumentato (inferiore a 2 volte) di emorragia postpartum in seguito a esposizione a SSRI/SNRI nel mese precedente il parto (vedere paragrafi 4.4 e 4.8). I sintomi seguenti possono essere osservati nei neonati se la madre ha usato un SSRI/SNRI verso il termine della gravidanza: irritabilità, tremore, ipotonia, pianto persistente e difficoltà nella suzione o nel dormire. Questi sintomi possono essere dovuti aeffetti serotoninergici o a sintomi da esposizione. Nella maggior parte dei casi, queste complicazioni sono state osservate immediatamente onelle 24 ore successive al parto. Allattamento: la venlafaxina e il suo metabolita attivo, la O-desmetilvenlafaxina, sono escrete nel lattematerno. Nella fase post marketing in lattanti allattati al seno sonostati riportati pianto, irritabilità, e pattern anomalo del sonno. In seguito ad interruzione dell'allattamento al seno sono stati riportati anche sintomi coerenti con la sospensione di venlafaxina. Non si puo' escludere un rischio per il lattante. Pertanto, si deve scegliere se continuare/interrompere l'allattamento al seno o continuare/interrompere la terapia con VENLAFAXINA DOC Generici, tenendo in considerazione il beneficio dell'allattamento al seno per il bambino ed il beneficio della terapia con VENLAFAXINA DOC Generici per la donna. Fertilità:in studi nei quali ratti sia maschi che femmine sono stati esposti aO-desmetilvenlafaxina è stata osservata una riduzione della fertilità. La rilevanza nell'uomo di questo risultato non è nota (vedere paragrafo 5.3).

    Formato

    Confezione contenente 28 capsule
    Marca:
    Riferimento:
    038466037
    Formato:
    Compresse e Capsule
    Fascia Farmaco:
    Fascia A
    Degrassi:
    Farmaci Equivalenti con Prescrizione Medica
    Principio attivo:
    Venlafaxina Cloridrato
    Farmaco:
    Farmaco Generico
    Soggetto autorizzato alla vendita on line di farmaciSoggetto autorizzato alla vendita on line di farmaci veterinari

    ANDAMENTO PREZZO (prezzo ultimi 30 giorni)

    Prezzo più basso di Venlafaxina Doc 37,5mg 28 Capsule praticato su Tuttofarma negli ultimi 30 giorni: € 5,60

    DISPONIBILITA' PRODOTTO

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