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    Corlentor Ivabradina 7,5mg 56 Compresse

    Corlentor Ivabradina 7,5mg 56 Compresse

    Stroder
    037060100
    Corlentor è un farmaco a base di ivabradina indicato per il trattamento sintomatico dell'angina pectoris cronica stabile e dell'insufficienza cardiaca cronica. È disponibile nel formato 7,5 mg 56 compresse. Ivabradina è utilizzata per trattare l'angina pectoris cronica stabile negli adulti con coronaropatia e normale ritmo sinusale e frequenza cardiaca >= 70 bpm, e per l'insufficienza cardiaca cronica in classe NYHA da II a IV con disfunzione sistolica, in pazienti con ritmo sinusale e frequenza cardiaca >= 75 bpm. Formato: 56 compresse. Leggi di più Farmaco che richiede prescrizione medica per la vendita,non vendibile online.
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    Dettagli Corlentor Ivabradina 7,5mg 56 Compresse

    Caratteristiche Prodotto

    Corlentor è un farmaco a base di ivabradina indicato per:
    • Trattamento sintomatico dell'angina pectoris cronica stabile negli adulti con coronaropatia e normale ritmo sinusale e frequenza cardiaca >= 70 bpm.
    • Trattamento dell'insufficienza cardiaca cronica in classe NYHA da II a IV con disfunzione sistolica, in pazienti con ritmo sinusale e frequenza cardiaca >= 75 bpm.
    Il farmaco Corlentor è vendibile solo dietro ricetta medica e non è vendibile online.
    Di seguito il foglietto illustrativo:

    Denominazione

    CORLENTOR COMPRESSE RIVESTITE CON FILM

    Categoria Farmacoterapeutica

    Terapia cardiaca.

    Principi Attivi

    Quali sono i principi attivi di Corlentor Ivabradina 7,5mg 56 Compresse?

    Corlentor 5 mg compresse rivestite con film: ogni compressa rivestitacon film contiene 5 mg di ivabradina (come cloridrato). Eccipiente coneffetto noto: ogni compressa rivestita con film contiene 63,91 mg dilattosio monoidrato. Corlentor 7,5 mg compresse rivestite con film: ogni compressa rivestita con film contiene 7,5 mg di ivabradina (come cloridrato). Eccipiente con effetto noto: ogni compressa rivestita con film contiene 61,215 mg di lattosio monoidrato. Per l'elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

    Eccipienti

    Quali sono gli eccipienti di Corlentor Ivabradina 7,5mg?

    Nucleo della compressa: lattosio monoidrato, magnesio stearato (E470B), amido di mais, maltodestrina, silice colloidale anidra (E551). Filmdi rivestimento: ipromellosa (E464), titanio diossido (E171), macrogol(6000), glicerolo (E422), magnesio stearato (E470B), ossido di ferrogiallo (E172), ossido di ferro rosso (E172).

    Indicazioni

    Quali sono le indicazioni terapeutiche di Corlentor Ivabradina 7,5mg 56 Compresse?

    Trattamento sintomatico dell'angina pectoris cronica stabile: Ivabradina è indicata per il trattamento sintomatico dell'angina pectoris cronica stabile negli adulti con coronaropatia e normale ritmo sinusale efrequenza cardiaca >= 70 bpm. Ivabradina è indicata: negli adulti che non sono in grado di tollerare o che hanno una contro-indicazione all'uso dei beta-bloccanti o in associazione ai beta-bloccanti nei pazienti non adeguatamente controllati con una dose ottimale di beta-bloccante. Trattamento dell'insufficienza cardiaca cronica: Ivabradina è indicata nell'insufficienza cardiaca cronica in classe NYHA da II a IV con disfunzione sistolica, in pazienti con ritmo sinusale e la cui frequenza cardiaca sia >= 75 bpm, in associazione con la terapia convenzionale che include il trattamento con un beta-bloccante o nel caso in cui la terapia con un beta-bloccante sia controindicata o non tollerata(vedere paragrafo 5.1).

    Controindicazioni ed Effetti Secondari di Corlentor Ivabradina 7,5mg

    Quando è controindicato l'utilizzo di Corlentor Ivabradina 7,5mg 56 Compresse?

    Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1; frequenza cardiaca a riposo inferiore a70 battiti al minuto, prima del trattamento; shock cardiogeno; infartomiocardico acuto; grave ipotensione (< 90/50 mmHg); grave insufficienza epatica; sindrome del nodo del seno; blocco seno-atriale; insufficienza cardiaca acuta o instabile; portatori di pacemaker (frequenza cardiaca imposta esclusivamente dal pacemaker); angina instabile; bloccoAV di terzo grado; in associazione con potenti inibitori del citocromoP450 3A4 come antifungini azolici (ketoconazolo, itraconazolo), antibiotici macrolidi (claritromicina, eritromicina per os , josamicina, telitromicina), inibitori della proteasi HIV (nelfinavir, ritonavir) e nefazodone (vedere paragrafi 4.5 e 5.2); in associazione con verapamileo diltiazem che sono moderati inibitori del CYP3A4 con proprietà diriduzione della frequenza cardiaca (vedere paragrafo 4.5); gravidanza,allattamento e donne in età fertile che non utilizzano appropriate misure contraccettive (vedere paragrafo 4.6).

    Posologia e Modo d'uso

    Come si assume Corlentor Ivabradina 7,5mg?

    Posologia. Trattamento sintomatico dell'angina pectoris cronica stabile: si raccomanda che la decisione di iniziare o di titolare il trattamento sia presa dopo aver effettuato ripetute misurazioni della frequenza cardiaca, un ECG o un monitoraggio ambulatoriale nelle 24 ore. La dose iniziale di ivabradina non deve superare 5 mg due volte al giornonei pazienti di età inferiore a 75 anni. Dopo 3-4 settimane di trattamento, se il paziente è ancora sintomatico, se la dose iniziale è ben tollerata e se la frequenza cardiaca a riposo rimane superiore a 60bpm, la dose puo' essere aumentata alla dose successiva più alta neipazienti che ricevono 2,5 mg due volte al giorno o 5 mg due volte al giorno. La dose di mantenimento non deve superare 7,5 mg due volte al giorno. Se non si ha un miglioramento dei sintomi dell'angina entro 3 mesi dall'inizio della terapia, il trattamento con ivabradina deve essere interrotto. Inoltre, se vi è solo una limitata risposta sintomatica e quando non vi è una riduzione clinicamente rilevante nella frequenza cardiaca a riposo entro tre mesi, deve essere presa in considerazione l'interruzione del trattamento. Se, durante il trattamento, la frequenza cardiaca a riposo si riduce al di sotto di 50 battiti al minuto(bpm) oppure se il paziente riferisce sintomi collegati a bradicardiacome capogiro, affaticamento o ipotensione, il dosaggio deve essere ridotto con titolazione, considerando anche la dose più bassa di 2,5 mg due volte al giorno (mezza compressa da 5 mg 2 volte al giorno). Dopo la riduzione della dose, la frequenza cardiaca deve essere monitorata (vedere paragrafo 4.4). Il trattamento deve essere interrotto se lafrequenza cardiaca si mantiene sotto i 50 bpm oppure se persistono i sintomi di bradicardia nonostante la riduzione della dose. Trattamentodell'insufficienza cardiaca cronica: il trattamento deve essere iniziato solo nei pazienti con insufficienza cardiaca stabile. Si raccomandache il medico curante abbia esperienza nel trattamento dell'insufficienza cardiaca cronica. La dose iniziale abituale raccomandata di ivabradina è di 5 mg due volte al giorno. Dopo due settimane di trattamento, la dose puo' essere aumentata a 7,5 mg due volte al giorno, se la frequenza cardiaca a riposo si mantiene continuativamente sopra i 60 bpm, o diminuita a 2,5 mg due volte al giorno (mezza compressa da 5 mg due volte al giorno) se la frequenza cardiaca a riposo si mantiene continuativamente sotto i 50 bpm o in caso di sintomi correlati a bradicardia quali capogiro, affaticamento o ipotensione. Se la frequenza cardiaca è compresa tra 50 e 60 bpm, si deve mantenere la dose di 5 mg duevolte al giorno. Se durante il trattamento la frequenza cardiaca a riposo si riduce in modo persistente al di sotto di 50 battiti al minuto(bpm) oppure se il paziente riferisce sintomi collegati a bradicardia, il dosaggio deve essere ridotto alla dose successiva più bassa neipazienti che ricevono 7,5 mg due volte al giorno o 5 mg due volte al giorno. Se la frequenza cardiaca aumenta continuativamente sopra i 60 battiti al minuto a riposo, la dose puo' essere titolata alla dose successiva più elevata nei pazienti che assumono 2,5 mg due volte al giorno o 5 mg due volte al giorno. Il trattamento deve essere interrotto se la frequenza cardiaca si mantiene sotto i 50 bpm oppure se persistono i sintomi di bradicardia (vedere paragrafo 4.4). Popolazioni particolari. Anziani: nei pazienti con età superiore o uguale a 75 anni, deve essere presa in considerazione una dose iniziale più bassa (2,5 mgdue volte al giorno, cioè mezza compressa da 5 mg due volte al giorno) prima di un aumento della dose, se necessario. Insufficienza renale:non è necessario alcun adattamento della dose nei pazienti con insufficienza renale e clearance della creatinina superiore a 15 ml/min (vedere paragrafo 5.2). Non sono disponibili dati in pazienti con clearance della creatinina inferiore a 15 ml/min. L'ivabradina deve percio' essere usata con prudenza in questo gruppo di pazienti. Insufficienza epatica: non è necessario alcun adattamento della dose nei pazienti con lieve insufficienza epatica. è necessario usare cautela quando l'ivabradina è prescritta ai pazienti con moderata insufficienza epatica.L'ivabradina è controindicata nei pazienti con grave insufficienza epatica poichè non è stata studiata in questo gruppo di pazienti e siprevede un ampio aumento nella concentrazione sistemica (vedere paragrafi 4.3 e 4.5). Popolazione pediatrica: la sicurezza e l'efficacia diivabradina nei bambini di età inferiore ai 18 anni non sono state stabilite. Attualmente i dati disponibili per il trattamento dell'insufficienza cardiaca cronica sono riportati nei paragrafi 5.1 e 5.2, ma non puo' essere fatta alcuna raccomandazione sulla posologia. Non sono disponibili dati per il trattamento sintomatico dell'angina pectoris cronica stabile. Modo di somministrazione: le compresse devono essere assunte per via orale 2 volte al giorno, ovvero una la mattina e una lasera, durante i pasti (vedere paragrafo 5.2).

    Conservazione

    Come va conservato Corlentor Ivabradina 7,5mg 56 Compresse?

    Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

    Avvertenze

    Quali sono le avvertenze e precauzioni nell’utilizzo di Corlentor Ivabradina 7,5mg 56 Compresse?

    Assenza di benefici negli esiti clinici in pazienti con angina pectoris cronica stabile sintomatica: Ivabradina è indicata solo per il trattamento sintomatico dell'angina pectoris cronica stabile in quanto ivabradina non ha mostrato benefici sugli esiti cardiovascolari, ad esempio, infarto del miocardio o morte cardiovascolare (vedere paragrafo 5.1). Misurazione delle frequenza cardiaca: dato che la frequenza cardiaca puo' fluttuare considerabilmente nel tempo, quando si determina lafrequenza cardiaca prima di iniziare il trattamento con ivabradina e quando si prende in considerazione una titolazione del dosaggio in pazienti in trattamento con ivabradina, devono essere valutate ripetute misurazioni della frequenza cardiaca, un ECG o un monitoraggio ambulatoriale nelle 24 ore. Quanto sopra si applica anche ai pazienti con una bassa frequenza cardiaca, in particolare quando la frequenza cardiaca diminuisce sotto i 50 bpm, o dopo una riduzione della dose (vedere paragrafo 4.2). Aritmie cardiache: l'ivabradina non è efficace nel trattamento o nella prevenzione di aritmie cardiache e verosimilmente perdela sua efficacia quando insorge una tachiaritmia (ovvero una tachicardia ventricolare o sopraventricolare). L'ivabradina non è pertanto raccomandata nei pazienti con fibrillazione atriale o altre aritmie cardiache che interferiscono con la funzione del nodo senoatriale. Nei pazienti trattati con ivabradina, il rischio di sviluppare fibrillazione atriale è aumentato (vedere paragrafo 4.8). La fibrillazione atriale è stata riportata più comunemente nei pazienti che assumono contemporaneamente amiodarone o potenti antiaritmici di classe I. Si raccomandadi effettuare regolarmente controlli clinici nei pazienti trattati con ivabradina per verificare l'eventuale comparsa di fibrillazione atriale (prolungata o parossistica). Questi controlli devono includere anche un monitoraggio ECG, se clinicamente indicato (ad esempio, nel casodi aggravamento dell'angina, palpitazioni, pulsazioni irregolari). Ipazienti devono essere informati dei segni e sintomi della fibrillazione atriale e devono essere avvisati di contattare il medico qualora questi segni e sintomi si manifestassero. Se si sviluppa fibrillazione atriale durante il trattamento, deve essere attentamente riconsideratoil rapporto tra i benefici e i rischi della continuazione del trattamento con ivabradina. I pazienti con insufficienza cardiaca cronica chepresentano difetti della conduzione intraventricolare (blocco di branca sinistro, blocco di branca destro) e dissincronia ventricolare devono essere monitorati attentamente. Uso in pazienti con blocco AV di secondo grado L'ivabradina non è raccomandata in pazienti con blocco AVdi secondo grado. Uso in pazienti con ridotta frequenza cardiaca: l'ivabradina non deve essere somministrata a pazienti con frequenza cardiaca a riposo, prima del trattamento, inferiore a 70 battiti al minuto (bpm) (vedere paragrafo 4.3). Se, durante il trattamento, la frequenzacardiaca a riposo si riduce in modo persistente al di sotto di 50 bpmo se il paziente riferisce sintomi legati a bradicardia come capogiro,affaticamento o ipotensione, la dose deve essere ridotta, oppure il trattamento deve essere interrotto se la frequenza cardiaca si mantieneal di sotto di 50 bpm o se persistono i sintomi dovuti alla bradicardia (vedere paragrafo 4.2). Combinazione con calcioantagonisti: l'uso combinato dell'ivabradina con calcioantagonisti che riducono la frequenza cardiaca come il verapamile o il diltiazem è controindicato (vedere paragrafi 4.3 e 4.5). Non è emerso alcun problema in termini di sicurezza dalla combinazione dell'ivabradina con nitrati e con i calcioantagonisti di tipo diidropiridinico come l'amlodipina. Non è stata dimostrata un'efficacia aggiuntiva dell'ivabradina in associazione con icalcioantagonisti di tipo diidropiridinico (vedere paragrafo 5.1). Insufficienza cardiaca cronica: l'insufficienza cardiaca deve essere stabile prima di considerare il trattamento con ivabradina. Ivabradina deve essere utilizzata con cautela nei pazienti affetti da insufficienzacardiaca in classe funzionale NYHA IV, poichè sono disponibili dati limitati in questa popolazione. Ictus L'uso dell'ivabradina non è raccomandato subito dopo un ictus poichè non vi sono dati disponibili. Funzione visiva: l'ivabradina influenza la funzione retinica. Non vi èevidenza di un effetto tossico sulla retina dovuto al trattamento a lungo termine con ivabradina (vedere paragrafo 5.1). L'interruzione deltrattamento deve essere valutata nel caso intervengano imprevisti aggravamenti della funzione visiva. è necessario usare cautela nei pazienti con retinite pigmentosa. Pazienti con ipotensione: sono disponibilidati limitati nei pazienti con ipotensione da lieve a moderata, e pertanto l'ivabradina deve essere usata con cautela in questi pazienti. L'ivabradina è contro-indicata in pazienti con ipotensione grave (pressione sanguigna < 90/50 mmHg) (vedere paragrafo 4.3). Fibrillazione atriale. Aritmie cardiache: non vi è evidenza di rischio di (eccessiva)bradicardia al ritorno al ritmo sinusale quando viene intrapresa unacardioversione farmacologica in pazienti in trattamento con ivabradina. Comunque, in assenza di dati esaurienti, una cardioversione elettrica (DC) non urgente dovrebbe essere presa in considerazione 24 ore dopol'ultima assunzione di ivabradina. Uso in pazienti con sindrome congenita del QT lungo o trattati con medicinali che prolungano il QT: l'uso dell'ivabradina in pazienti con sindrome congenita del QT lungo o trattati con medicinali che prolungano il QT deve essere evitato (vedereparagrafo 4.5). Se l'associazione risulta necessaria, si dovrà attuare un attento monitoraggio cardiaco. La riduzione della frequenza cardiaca, come quella causata da ivabradina, puo' esacerbare il prolungamento dell'intervallo QT, che puo' dar luogo a gravi aritmie, ed in particolare Torsioni di punta . Pazienti ipertesi che necessitano di modifiche del trattamento antipertensivo: quando vengono effettuate modifiche del trattamento a pazienti affetti da insufficienza cardiaca cronica in trattamento con ivabradina, la pressione sanguigna deve essere monitorata dopo un appropriato intervallo di tempo (vedere paragrafo 4.8). Eccipienti: questo medicinale contiene lattosio. I pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, totale carenza dilattasi o malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicinale.

    Interazioni

    Con quali farmaci ci possono essere modifiche sull'efficacia di Corlentor Ivabradina 7,5mg?

    Interazioni farmacodinamiche. Associazioni non raccomandate. Medicinali che prolungano il QT: medicinali cardiovascolari che prolungano il QT (es. chinidina, disopiramide, bepridil, sotalolo, ibutilide, amiodarone); medicinali non cardiovascolari che prolungano il QT (es., pimozide, ziprasidone, sertindolo, meflochina, alofantrina, pentamidina, cisapride, eritromicina endovenosa). L'uso concomitante di medicinali cardiovascolari e non cardiovascolari che prolungano il tratto QT con ivabradina deve essere evitato in quanto l'allungamento dell'intervallo QT puo' venir esacerbato dalla riduzione della frequenza cardiaca. Se l'associazione risulta necessaria, si dovrà attuare un attento monitoraggio cardiaco (vedere paragrafo 4.4). Uso concomitante con precauzioni. Diuretici che causano perdita di potassio (diuretici tiazidici e diuretici dell'ansa): ipokaliemia puo' aumentare il rischio di aritmie.Dato che ivabradina puo' causare bradicardia, il risultato della combinazione di ipokaliemia e bradicardia è un fattore predisponente all'insorgenza di gravi aritmie, specialmente nei pazienti con sindrome delQT lungo, sia congenita che indotta da medicinali. Interazioni farmacocinetiche: l'ivabradina è metabolizzata solamente dal CYP3A4 ed è un inibitore molto debole di questo citocromo. è stato dimostrato chel'ivabradina non influenza il metabolismo e le concentrazioni plasmatiche di altri substrati del CYP3A4 (inibitori deboli, moderati e potenti). Gli inibitori e gli induttori del CYP3A4 possono interagire con l'ivabradina e influenzarne il metabolismo e la farmacocinetica ad un livello clinicamente significativo. Studi di interazione hanno stabilitoche gli inibitori del CYP3A4 aumentano le concentrazioni plasmatichedell'ivabradina, mentre gli induttori le diminuiscono. Un aumento della concentrazione plasmatica di ivabradina puo' essere associato ad unrischio di eccessiva bradicardia (vedere paragrafo 4.4). Controindicazioni all'uso in associazione. Potenti inibitori del CYP3A4: l'uso concomitante di potenti inibitori del CYP3A4 come antifungini azolici (ketoconazolo, itraconazolo), antibiotici macrolidi (claritromicina, eritromicina per os, josamicina, telitromicina), inibitori della proteasi HIV (nelfinavir, ritonavir) e nefazodone è controindicato (vedere paragrafo 4.3). I potenti inibitori del CYP3A4 ketoconazolo (200 mg una volta al giorno) e josamicina (1 g due volte al giorno) aumentano la concentrazione plasmatica media dell'ivabradina di 7-8 volte. Moderati inibitori del CYP3A4: studi di interazioni specifiche in volontari sanie in pazienti hanno mostrato che l'associazione di ivabradina con medicinali che riducono la frequenza cardiaca come diltiazem o verapamileporta ad un aumento della concentrazione di ivabradina (aumento dell'area sotto la curva (AUC) di 2-3 volte) e una diminuzione aggiuntiva della frequenza cardiaca di 5 bpm. L'uso concomitante di ivabradina conquesti medicinali è controindicato (vedere paragrafo 4.3). Uso in associazione non raccomandato: la concentrazione di ivabradina viene raddoppiata in seguito alla co-somministrazione di succo di pompelmo. Percio' l'assunzione di succo di pompelmo deve essere evitata. Precauzionenell'uso in associazione. Moderati inibitori del CYP3A4: l'uso di ivabradina in associazione con altri moderati inibitori del CYP3A4 (es. fluconazolo) puo' essere preso in considerazione alla dose iniziale di2,5 mg due volte al giorno e se la frequenza cardiaca a riposo è superiore a 70 bpm, controllando la frequenza cardiaca. Induttori del CYP3A4: gli induttori del CYP3A4 (es. rifampicina, barbiturici, fenitoina,Hypericum perforatum [erba di San Giovanni]) possono diminuire la concentrazione di ivabradina e la sua attività. L'uso concomitante di medicinali induttori del CYP3A4 puo' richiedere un aggiustamento della dose dell'ivabradina. è stato dimostrato che l'uso combinato di ivabradina 10 mg due volte al giorno con l'erba di San Giovanni provoca unariduzione del 50% dell'AUC della ivabradina. L'assunzione dell'erba diSan Giovanni deve essere limitata durante il trattamento con ivabradina. Altri usi in associazione: studi specifici di interazione non hanno mostrato effetti clinicamente significativi sulla farmacocinetica esulla farmacodinamica dell'ivabradina per i seguenti medicinali: inibitori della pompa protonica (omeprazolo, lansoprazolo), sildenafil, inibitori della HMG CoA reduttasi (simvastatina), calcioantagonisti diidropiridinici (amlopidina, lacipidina), digossina e warfarin. Inoltre, non vi sono stati effetti clinicamente significativi dell'ivabradina sulla farmacocinetica di simvastatina, amlodipina, lacidipina, sulla farmacocinetica e farmacodinamica di digossina, warfarin e sulla farmacodinamica di aspirina. Durante studi clinici pivotal di fase III i seguenti medicinali sono stati routinariamente associati con l'ivabradina senza nessuna evidenza in termini di sicurezza: inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina, antagonisti dell'angiotensina II, beta-bloccanti, diuretici, agenti anti-aldosterone, nitrati a breve e lunga durata, inibitori della HMG CoA reduttasi, fibrati, inibitori dellapompa protonica, antidiabetici orali, aspirina e altri medicinali antiaggreganti. Popolazione pediatrica: sono stati effettuati studi di interazione solo negli adulti.

    Effetti Indesiderati

    Quali sono gli effetti collaterali più comuni di Corlentor Ivabradina 7,5mg?

    Riassunto del profilo di sicurezza: le reazioni avverse più comuni osservate con l'ivabradina sono fenomeni luminosi (fosfeni) (14.5%) e bradicardia (3.3%). Sono dose-dipendenti e sono correlate con l'effettofarmacologico della specialità medicinale. Reazioni avverse. Le seguenti reazioni avverse sono state osservate durante gli studi clinici esono elencate utilizzando la seguente frequenza: molto comune (>=1/10); comune (>=1/100, <1>=1/1.000, < 1/100); raro (>=1/10.000, <1>Gravidanza e Allattamento

    È sicuro utilizzare Corlentor Ivabradina 7,5mg durante la gravidanza o allattamento?

    Donne in età fertile: le donne in età fertile devono utilizzare appropriate misure contraccettive durante il trattamento (vedere paragrafo4.3). Gravidanza: i dati relativi all'uso di ivabradina in donne in gravidanza non esistono o sono in numero limitato. Gli studi sugli animali hanno mostrato una tossicità riproduttiva. Questi studi hanno mostrato effetti embriotossici e teratogeni (vedere paragrafo 5.3). Il rischio potenziale per gli esseri umani non è noto. Pertanto, ivabradina è controindicata durante la gravidanza (vedere paragrafo 4.3). Allattamento: gli studi su animali indicano che l'ivabradina è escreta nel latte. Pertanto, l'ivabradina è controindicata durante l'allattamento (vedere paragrafo 4.3). Le donne che necessitano del trattamento con ivabradina devono interrompere l'allattamento con latte materno e scegliere un metodo di nutrizione alternativo per il bambino. Fertilità: gli studi sui ratti non hanno mostrato effetti sulla fertilità di maschi e femmine (vedere paragrafo 5.3).

    Formato

    Confezione contenente 56 compresse
    Marca:
    Riferimento:
    037060100
    Formato:
    Compresse e Capsule
    Fascia Farmaco:
    Fascia A
    Degrassi:
    Specialità Medicinale con Prescrizione Medica
    Principio attivo:
    Ivabradina Cloridrato
    Farmaco:
    Farmaco Etico di Marca
    Soggetto autorizzato alla vendita on line di farmaciSoggetto autorizzato alla vendita on line di farmaci veterinari

    ANDAMENTO PREZZO (prezzo ultimi 30 giorni)

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