Metoclopramide

Il Metoclopramide è un principio attivo antiemetico e procinetico indicato per il trattamento di nausea e vomito di varia origine e per disturbi legati a rallentato svuotamento gastrico.
Agisce sia a livello centrale che periferico, migliorando la motilità gastrointestinale e riducendo lo stimolo emetico.
Che cos’è il Metoclopramide?
Il Metoclopramide cloridrato è un antagonista dei recettori dopaminergici D2 e serotoninergici 5-HT3 in alcune sedi, dotato anche di attività agonista sui recettori 5-HT4.
Questa combinazione le conferisce un duplice effetto: blocco della nausea e del vomito e stimolazione dello svuotamento gastrico.
È stata introdotta in terapia negli anni ’60 ed è tuttora molto usata in ambito ospedaliero e ambulatoriale.
Come agisce il Metoclopramide?
- Azione centrale: blocca i recettori D₂ nella zona chemorecettoriale del bulbo (CTZ), riducendo lo stimolo emetico causato da farmaci, tossine o disturbi metabolici.
- Azione periferica procinetica: aumenta la motilità gastrica e duodenale, accelera lo svuotamento dello stomaco e riduce il reflusso gastroesofageo.
- Azione anti-reflusso: aumenta il tono dello sfintere esofageo inferiore.
Quali sono le indicazioni per l'assunzione del Metoclopramide?
È indicato per chi soffre di:
- Nausea e vomito acuti o cronici (post-operatori, post-chemioterapia, post-radioterapia)
- Nausea e vomito in gravidanza (solo se altri farmaci non sono efficaci e sotto stretto controllo medico)
- Disturbi digestivi da svuotamento gastrico rallentato (gastroparesi, dispepsia funzionale)
- Profilassi della nausea da emicrania acuta (in combinazione con analgesici)
Ha effetti collaterali?
Il Metoclopramide può causare:
- Sonnolenza, stanchezza
- Diarrea o dolori addominali
- Effetti extrapiramidali (distonie, discinesie, parkinsonismo), soprattutto in bambini e anziani o con dosi elevate
- Aumento dei livelli di prolattina (galattorrea, alterazioni mestruali)
- Raramente reazioni allergiche
L’uso prolungato aumenta il rischio di discinesia tardiva, specialmente negli anziani.
Con quali farmaci o patologie interagisce il Metoclopramide?
- Farmaci depressori del SNC (alcol, sedativi, ipnotici): aumentano sedazione e rischio di effetti extrapiramidali
- Levodopa e agonisti dopaminergici: antagonismo reciproco, riduzione dell’efficacia
- Farmaci serotoninergici (SSRI, SNRI, triptani): rischio di sindrome serotoninergica
- Inibitori potenti del CYP2D6: possibili variazioni di concentrazione plasmatica
Controindicata in caso di emorragia gastrointestinale, ostruzione o perforazione, epilessia e in pazienti con storia di disturbi extrapiramidali.
È adatta per bambini, gravidanza e allattamento?
Bambini: uso limitato e solo sopra una certa età/peso, seguendo schemi posologici precisi.
Gravidanza: può essere usata in casi selezionati, solo se i benefici superano i rischi.
Allattamento: passa nel latte materno, uso non raccomandato se non strettamente necessario.
Consigli d’uso e buone pratiche
- Assumere preferibilmente prima dei pasti
- Non protrarre l’uso per più di 5 giorni consecutivi senza indicazione medica
- Segnalare subito al medico sintomi neurologici o cardiaci
- Evitare alcol e altri sedativi durante il trattamento
Dove si trova in commercio il Metoclopramide?
In Italia è disponibile solo con prescrizione medica, in diverse formulazioni:
Quando rivolgersi al medico?
- Se nausea e vomito persistono o peggiorano
- Se compaiono disturbi extrapiramidali o reazioni allergiche
- In caso di sospetto sovradosaggio
Conclusioni
La Metoclopramide è un farmaco efficace per nausea, vomito e disturbi da rallentato svuotamento gastrico.
Deve essere usata con prudenza, per periodi brevi e sotto controllo medico, soprattutto nei soggetti a rischio di effetti extrapiramidali o con patologie neurologiche.
Per ulteriori informazioni su dosaggi e formulazioni, consulta il farmacista di Tuttofarma.
Molti farmaci contenenti Metoclopramide richiedono ricetta medica.




