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Buoni di settembre

Zecche e malattia di Lyme: come prevenire le punture e cosa fare dopo un morso?

07/08/2026 - Pubblicato in Il Farmacista Risponde

Ogni estate, verso metà luglio, in farmacia cambia il tipo di domanda sulle punture. Fino a giugno mi chiedono soprattutto qualcosa per il prurito da zanzara; da luglio in poi arriva invece la persona che torna da una camminata in collina, si spoglia la sera e trova un puntino nero attaccato dietro il ginocchio. È una zecca, e la domanda che segue è sempre la stessa: «ho rischiato la malattia di Lyme?».

La risposta onesta è che nella grande maggioranza dei casi non succede nulla, ma che il rischio si riduce ulteriormente se si fanno bene tre cose: prevenire il morso, rimuovere la zecca entro poche ore e sapere cosa guardare nelle settimane successive. Sono tre gesti semplici che però quasi tutti sbagliano almeno in parte, spesso per colpa di rimedi tramandati che oggi sappiamo essere controproducenti.

Qui trovi quali repellenti hanno senso quando si cammina nell'erba alta, come si toglie una zecca senza peggiorare la situazione e quali segnali – in primo luogo l'eritema migrante – rendono necessario sentire il medico. Nessuna di queste indicazioni sostituisce una valutazione medica: servono a farti arrivare dal medico informato e nei tempi giusti.

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Che cos'è una zecca e perché il suo morso preoccupa più di una puntura di zanzara?

La zecca è un acaro ematofago che si attacca alla pelle e resta agganciato per giorni mentre si nutre di sangue, e questa è esattamente la differenza che conta rispetto alla zanzara. Una zanzara punge e se ne va in pochi secondi; una zecca resta adesa anche 48-72 ore, e più a lungo resta, più aumenta la probabilità che eventuali microrganismi presenti nel suo intestino passino nel nostro circolo.

In Italia la specie che ci interessa di più è Ixodes ricinus, la zecca dei boschi. Il suo morso è indolore, perché la saliva contiene sostanze anestetiche e anticoagulanti: quasi nessuno si accorge del momento in cui viene morso e la scoperta avviene sempre dopo, spogliandosi o facendo la doccia. Ingannano anche le dimensioni: la ninfa, cioè lo stadio giovanile, misura poco più di un millimetro, viene scambiata per un neo ed è responsabile di gran parte dei morsi nell'uomo proprio perché passa inosservata più a lungo dell'adulto.

Dove si prendono le zecche in Italia?

Le zecche si prendono soprattutto camminando in erba alta, sottobosco, radure e bordi di sentiero, non "cadendo dagli alberi" come racconta un vecchio luogo comune. La zecca sta sulla vegetazione bassa, tipicamente entro il primo metro da terra, e attende con le zampe anteriori protese di agganciarsi a chi passa: per questo i punti più colpiti sono caviglie, polpacci, inguine, dietro le ginocchia e, nei bambini, anche il cuoio capelluto e il collo.

La stagione di attività va indicativamente da marzo a ottobre, con due picchi in primavera e in tarda estate. Le aree più interessate sono quelle collinari e prealpine del Nord-Est e dell'arco alpino, dove la TBE è endemica in alcuni focolai, ma la zecca dei boschi è presente in buona parte del Paese, parchi urbani e giardini periferici compresi. E non serve un'escursione impegnativa: un picnic seduti sull'erba o la passeggiata col cane lungo un fosso espongono quanto un trekking, perché in quelle situazioni nessuno prende precauzioni.

Quali malattie può trasmettere una zecca?

La più frequente in Europa è la malattia di Lyme, o borreliosi, causata da batteri del complesso Borrelia burgdorferi; secondo l'Istituto Superiore di Sanità è la più comune tra le malattie trasmesse da zecche nel nostro continente. Non tutte le zecche sono infette e non tutti i morsi da zecca infetta trasmettono l'infezione: il rischio è basso per singolo morso e cresce con il tempo di adesione.

La seconda da conoscere è la TBE (encefalite da zecche), una malattia virale con distribuzione a focolai, presente in Italia soprattutto in alcune zone del Nord-Est. A differenza della borreliosi, per la TBE esiste un vaccino, indicato per chi vive o lavora stabilmente in aree endemiche; per la malattia di Lyme, invece, nessun vaccino è disponibile e la prevenzione è tutta comportamentale.

Esistono poi infezioni meno frequenti come rickettsiosi e anaplasmosi, ma il messaggio pratico non cambia: il morso di zecca quasi mai è un'emergenza da pronto soccorso, però va gestito correttamente e sorvegliato per almeno un mese.

Come ci si protegge prima di uscire?

La protezione parte dal repellente cutaneo applicato sulle zone scoperte, in particolare su caviglie e gambe, che è il punto d'ingresso più frequente. Le molecole con efficacia documentata anche sulle zecche sono il DEET e l'icaridina: gli oli essenziali, per quanto piacevoli, hanno una durata d'azione molto più breve e non sono la scelta giusta quando si cammina nel sottobosco.

Per l'escursione vera, con erba alta e ore all'aperto, in farmacia oriento verso il Repellente Extra Strong DEET 50%, una lozione pronta all'uso in flacone da 75 ml. La scheda tecnica dichiara una protezione fino a 10 ore contro le zanzare comuni, 9 ore contro le zanzare del genere Aedes e 5 ore contro le zecche Ixodes: quel dato sulle 5 ore è quello da tenere a mente, perché significa che in una giornata piena serve una seconda copertura o un cambio di strategia. Attenzione a un limite importante: non è indicato sotto i 18 anni, né in gravidanza e allattamento.

Quando in gruppo ci sono bambini, la scelta cade su una concentrazione più bassa. L'Autan Defense Forte Spray contiene DEET al 25%, dichiara una protezione fino a 8 ore per applicazione e può essere usato dai 2 anni in su, con l'accortezza di non applicarlo sulle mani dei bambini sotto i 12 anni. Il flacone da 100 ml sta nello zaino e va spruzzato a 15-20 cm dalla pelle, mai più di una volta nelle 24 ore.

Misura di protezioneCome agisceQuando è la scelta giusta
Repellente DEET 50%Fino a 5 ore dichiarate su zecche Ixodes, 10 ore su zanzare comuniAdulti, escursioni lunghe in bosco o erba alta
Repellente DEET 25%Fino a 8 ore dichiarate per applicazione, una sola volta al giornoFamiglie con bambini sopra i 2 anni, uscite di mezza giornata
Abbigliamento coprente e chiaroBarriera fisica; il colore chiaro rende visibile la zecca prima che si attacchiSempre, in aggiunta al repellente, mai in sostituzione
Controllo del corpo al rientroRiduce il tempo di adesione, il fattore che pesa di più sul rischioOgni volta, entro poche ore dal rientro

Abbigliamento e ispezione: le due mosse che valgono più di qualsiasi prodotto

Se dovessi scegliere una sola misura di prevenzione contro la malattia di Lyme, sceglierei il controllo del corpo al rientro, non il repellente: il rischio di trasmissione cresce con le ore di adesione, quindi trovare e togliere la zecca la sera stessa cambia lo scenario molto più di qualunque spray applicato al mattino. L'ispezione va fatta con uno specchio sui punti in cui la pelle è sottile o dove ci sono pieghe: dietro le ginocchia, inguine, ascelle, ombelico, dietro le orecchie, attaccatura dei capelli. Sui bambini, testa e collo vanno guardati per primi.

Sull'abbigliamento le regole sono banali ma funzionano: pantaloni lunghi infilati nei calzini, scarpe chiuse, maglia a maniche lunghe nel sottobosco e colori chiari, che rendono la zecca visibile prima che raggiunga la pelle. Camminare al centro del sentiero, senza sfiorare la vegetazione ai bordi, riduce ulteriormente i contatti.

Come si toglie una zecca nel modo corretto?

La zecca va rimossa meccanicamente e il prima possibile, afferrandola il più vicino possibile alla cute ed estraendola integra, senza schiacciarne il corpo. La Pinzetta Togli Zecche nasce per questo: il design permette una presa salda vicino alla pelle e riduce il rischio che il corpo si rompa lasciando il rostro infisso.

Le istruzioni sono precise: si preme il pulsante superiore per aprire la presa, si afferra la zecca il più vicino possibile alla pelle, si rilascia lentamente e si esercita una delicata rotazione in senso antiorario con una leggera trazione. Le mani vanno protette con guanti o un fazzoletto. È uno strumento riutilizzabile, da pulire accuratamente dopo ogni uso.

Un punto che ripeto sempre: il disinfettante si applica dopo l'estrazione, mai prima. Tutti i rimedi che mirano a "far mollare la presa" alla zecca – alcol, olio, benzina, acetone, smalto, la punta di sigaretta – sono da evitare, perché irritano l'acaro e possono favorire il rigurgito del contenuto intestinale nella ferita, cioè esattamente ciò che vogliamo evitare.

Cosa fare subito dopo aver tolto la zecca?

Dopo l'estrazione si disinfetta la zona e si annota la data del morso, che diventa il riferimento per la sorveglianza dei giorni successivi. Per la disinfezione uso volentieri il Betadine Soluzione Cutanea 10%, un antisettico a base di iodopovidone indicato per la disinfezione della cute lesa in caso di ferite superficiali di piccole dimensioni; si stende uno strato uniforme fino a ottenere la classica colorazione marrone, che corrisponde alla pellicola protettiva superficiale.

Il flacone da 120 ml è la scorta da tenere nella cassetta dei medicinali, ma va conosciuto anche il rovescio della medaglia: essendo a base di iodio, richiede prudenza in chi ha disturbi della tiroide, in gravidanza e allattamento e nei bambini piccoli, e non va associato all'acqua ossigenata perché i due si inattivano a vicenda. In queste situazioni conviene chiedere al farmacista un'alternativa più adatta.

Quando si è fuori casa, per l'igiene delle mani prima e dopo la manovra tengo nello zaino un pacchetto di Amuchina XGerm Salviette Mani, 20 salviette biodegradabili. Un'ultima accortezza: conservare la zecca rimossa in un contenitore chiuso o su un pezzo di nastro adesivo può essere utile se il medico volesse identificarla.

Quando bisogna sentire il medico?

Bisogna contattare il medico se nelle settimane successive al morso compare un arrossamento che si allarga, oppure febbre, dolori articolari o muscolari, mal di testa e stanchezza marcata. Il segno più caratteristico della fase precoce della malattia di Lyme è l'eritema migrante: una macchia rossa che compare nel punto del morso indicativamente tra 3 e 30 giorni dopo, si espande lentamente e spesso schiarisce al centro assumendo l'aspetto di un anello.

Attenzione a non confondere due cose diverse: un piccolo arrossamento nelle prime 24-48 ore è comune ed è una reazione irritativa alla saliva della zecca, che si risolve da sola. L'eritema migrante invece compare più tardi, cresce di giorno in giorno e supera in genere i 5 cm di diametro: è quello il quadro che merita una valutazione tempestiva, perché la borreliosi trattata precocemente si risolve nella grande maggioranza dei casi.

Va dal medico senza aspettare anche chi ha lasciato la zecca attaccata a lungo, chi non è riuscito a rimuoverla per intero, chi è stato morso in un'area endemica per la TBE e chi ha una condizione di immunodepressione. Ricordo che non è indicata alcuna terapia antibiotica "preventiva" fai-da-te: la decisione spetta solo al medico.

E se la zecca arriva in casa con il cane?

Il cane non trasmette la malattia di Lyme alle persone, ma è un'ottima "navetta" che porta zecche dentro casa, dove poi possono staccarsi e cercare un altro ospite: per questo la profilassi antiparassitaria dell'animale fa parte della prevenzione familiare. Nei mesi caldi il cane che frequenta prati e boschi va protetto con continuità e controllato al rientro su orecchie, collo, ascelle e spazi tra le dita. Tra i prodotti veterinari orali c'è FRONTPRO Frontline compresse 68 mg, per cani da 10 a 25 kg; la scelta tra compressa, spot-on e collare va concordata con il veterinario.

Domande frequenti su zecche e malattia di Lyme

Dopo quante ore una zecca può trasmettere la malattia di Lyme?

Il rischio di trasmissione della borreliosi è considerato basso nelle prime ore e cresce con il prolungarsi dell'adesione, diventando significativo indicativamente dopo 24-48 ore.
È il motivo per cui il controllo del corpo la sera stessa dell'escursione è la misura più efficace di tutte, a prescindere dal fatto che l'acaro fosse o meno portatore.

Si può usare l'olio o l'alcol per far staccare la zecca?

No: olio, alcol, benzina, acetone, smalto e calore non vanno mai usati per far staccare una zecca, perché la stressano e possono indurla a rigurgitare il contenuto intestinale nella ferita.
L'unico approccio corretto è la rimozione meccanica con una pinzetta apposita, seguita dalla disinfezione della zona.

Da che età si può usare un repellente con DEET?

Dipende dalla concentrazione: le formulazioni al 25% di DEET come Autan Defense Forte sono indicate dai 2 anni in su, mentre il repellente al 50% non è indicato sotto i 18 anni, né in gravidanza o allattamento.
Sotto i 12 anni non va applicato sulle mani, che finiscono facilmente in bocca o negli occhi.

Il repellente si mette prima o dopo la crema solare?

Prima si applica la crema solare, poi si attende circa 30 minuti e solo dopo si applica il repellente.
Il solare si riapplica ogni due ore, mentre il repellente con DEET si applica una sola volta nelle 24 ore: le due riapplicazioni non vanno confuse.

Esiste un vaccino contro la malattia di Lyme?

No, per la malattia di Lyme non esiste attualmente un vaccino: la prevenzione si basa interamente su repellenti, abbigliamento, ispezione del corpo e rimozione rapida. Esiste invece un vaccino per la TBE, indicato per chi vive, lavora o soggiorna a lungo nelle aree endemiche del Nord-Est italiano.

Ho tolto la zecca e il rostro è rimasto nella pelle: è grave?

Non è una situazione allarmante: il rostro residuo si estrae con un ago sterile e, se non ci si riesce, conviene farlo vedere al medico invece di insistere.
Il frammento non aumenta di per sé il rischio di borreliosi, che dipende dal tempo di adesione, ma può favorire una reazione infiammatoria locale se manipolato con strumenti non puliti.

I consigli del farmacista

  • Metti il repellente sulle caviglie, non solo sulle braccia. Chi si protegge dalle zanzare spruzza avambracci e collo, ma la zecca sale da terra: in erba alta il prodotto va soprattutto su caviglie, calzini e parte bassa dei pantaloni. È il gesto che fa la differenza tra protezione teorica e reale.
  • Fai il controllo del corpo sotto la doccia. Con la pelle bagnata le ninfe si vedono e si sentono meglio al tatto, come un granello che non si stacca. Passa le mani su inguine, dietro le ginocchia, ascelle e attaccatura dei capelli: sono i quattro punti in cui le trovo più spesso nei racconti dei clienti.
  • Tieni la pinzetta nello zaino, non nel cassetto di casa. Quasi tutti scoprono la zecca in agriturismo o in tenda e improvvisano con le unghie o con una pinzetta da sopracciglia, che schiaccia il corpo dell'acaro. Una pinzetta togli zecche costa poco, pesa nulla e va nella tasca dello zaino insieme ai cerotti.
  • Segna sul telefono la data del morso. Quando ti chiederanno «da quanti giorni?» – e te lo chiederanno – una nota con la data e una foto della zona ti farà risparmiare tempo prezioso. La finestra da sorvegliare per l'eritema migrante arriva fino a 30 giorni ed è troppo lunga per affidarla alla memoria.
  • Lava gli indumenti a temperatura alta al rientro. Le zecche resistono bene al lavaggio in acqua fredda: dopo il sottobosco metti i vestiti in lavatrice a 60 gradi o passali in asciugatrice, perché è il calore secco a essere davvero efficace. Non lasciarli sulla sedia della camera fino al giorno dopo.
  • Non fidarti dei braccialetti e delle piastrine a ultrasuoni. Me li chiedono ogni estate, soprattutto per i bambini: non hanno efficacia documentata sulle zecche e danno un falso senso di sicurezza, che è il vero danno. Meglio un repellente adatto all'età più abbigliamento coprente.

Come scegliere la protezione giusta per te

Se fai escursioni lunghe da adulto, in bosco o in erba alta, la scelta razionale è il DEET al 50% su tutte le zone scoperte e in particolare sulle gambe, ricordando che sulle zecche la copertura dichiarata è di circa 5 ore. Se esci in famiglia con bambini sopra i 2 anni, il compromesso migliore è il DEET al 25% applicato da un adulto, associato ad abbigliamento coprente. Se la tua è invece una frequentazione occasionale del verde, bastano pantaloni lunghi, calzini alti e ispezione al rientro, tenendo pinzetta e disinfettante nella cassetta dei medicinali.

In conclusione

Le zecche non devono rovinare le uscite all'aperto: prevenzione ragionata, rimozione rapida e sorveglianza dei sintomi riducono il rischio a livelli molto contenuti, e la maggior parte dei morsi si conclude senza alcuna conseguenza. Quello che conta è non improvvisare nel momento in cui la zecca la si trova davvero.

Se vuoi prepararti prima della prossima escursione, trovi tutta la gamma nella categoria Repellenti Anti Zanzare e Insetti, mentre pinzette, disinfettanti e materiale per medicazione sono raccolti in Primo Soccorso e Disinfettanti. E se hai un dubbio su un morso recente, il consiglio resta sempre lo stesso: parlane con il tuo medico, meglio una volta di troppo che una di meno.

Andrea Caudera, farmacista iscritto all'Ordine dei Farmacisti della Provincia di Torino (n. 7562).
Articolo pubblicato a luglio 2026.
Fonti: Istituto Superiore di Sanità – EpiCentro, per epidemiologia e quadro clinico della malattia di Lyme e della TBE in Europa e in Italia; Ministero della Salute, per le indicazioni di prevenzione del morso di zecca e di rimozione meccanica.

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Andrea Caudera
Laureato in farmacia nel 2008, è un profondo conoscitore del mondo della salute e del benessere. Dal 2016, è una presenza costante sul blog di Tuttofarma, dove si dedica alla scrittura di articoli scientifici centrati su rimedi naturali e le loro proprietà benefiche. Oltre alla sua expertise in campo farmaceutico, Andrea è anche un appassionato di tecnologia e informatica, un mix che gli permette di presentare informazioni complesse in modo chiaro e accessibile. La sua attenzione al dettaglio e la ricerca accurata fanno di lui una fonte affidabile per chi cerca orientamento nel campo della salute naturale. Andrea scrive con uno stile che coniuga professionalità e accessibilità, rendendo le sue informazioni utili sia per esperti del settore che per il pubblico generale. Linkedin: https://www.linkedin.com/in/andreacaudera84/
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