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Sangue nelle Feci, cause e rimedi

11/03/2026 - Pubblicato in Il Farmacista Risponde

Hai notato tracce di sangue nelle feci o sulla carta igienica? Questo evento può spaventare, ma è importante mantenere la calma e valutare la situazione con attenzione.

Questo sintomo non va mai ignorato, perché può essere segno di condizioni molto diverse. In molti casi la causa è benigna e comune (ad esempio le emorroidi), ma in altri può indicare disturbi più seri che richiedono intervento medico.

Si calcola che circa la metà degli adulti abbia avuto a che fare con le emorroidi nel corso della vita: non sorprende quindi che questa sia una delle cause più frequenti di sanguinamento rettale.

La chiave è capire di che tipo di sanguinamento si tratta e riconoscere eventuali segnali di allarme. In particolare, il colore del sangue e il modo in cui si presenta possono dare indicazioni preziose: un sangue rosso brillante visibile alla fine dell’evacuazione suggerisce una fonte bassa (ano o retto), mentre feci nere o striate di sangue scuro indicano un’origine più interna.

A volte la perdita ematica è così piccola da non vedersi a occhio nudo (si parla di sangue occulto), rilevabile solo con appositi test.

Da farmacista, mi vengono spesso rivolte domande su questo argomento. Vediamo quindi quali possono essere le cause di questo sintomo e come intervenire al meglio.

Cause del sangue nelle feci

Le cause della presenza di sangue nelle feci possono essere molteplici. Ecco le più comuni:

  • Emorroidi: vene gonfie e infiammate nella zona rettale, che possono sanguinare in caso di sforzo durante l'evacuazione. Di solito causano sangue rosso vivo in piccole quantità, spesso visibile sulla carta igienica o sulla superficie delle feci. Questa condizione è favorita da fattori come stitichezza cronica, sedentarietà e gravidanza.
  • Ragadi anali: piccoli tagli o ulcerazioni del rivestimento dell'ano, spesso dovuti a stitichezza e feci dure. Provocano dolore acuto durante la defecazione e perdita di sangue rosso vivo in quantità modeste (tracce sulla carta igienica). Se non adeguatamente curate, possono diventare disturbi cronici.
  • Diverticoli intestinali: piccole sacche che si formano nella parete del colon (diverticolosi). Se uno di questi diverticoli si infiamma o si rompe (diverticolite), può causare un sanguinamento anche abbondante di colore rosso vivo. Questo tipo di emorragia è più frequente nelle persone di età avanzata ed è generalmente indolore.
  • Polipi intestinali o tumori del colon-retto: lesioni che possono sanguinare lentamente, specialmente nella popolazione oltre i 50 anni. Il sangue potrebbe essere mescolato alle feci o presentarsi come striature rosso scuro. Spesso si tratta di sangue occulto nelle feci, cioè perdite non visibili a occhio nudo rilevabili solo con appositi test. Talvolta questi disturbi provocano anche cambiamenti nelle abitudini intestinali (alternanza di diarrea e stitichezza). La probabilità di sviluppare polipi aumenta con l'età.
  • Infezioni intestinali acute: alcune infezioni a carico dell’intestino (dovute a batteri come Escherichia coli, Shigella, Salmonella o parassiti intestinali) possono causare coliti con diarrea sanguinolenta. In questi casi di solito sono presenti anche febbre, dolori addominali crampiformi e malessere generale.
  • Malattie infiammatorie intestinali: condizioni come la rettocolite ulcerosa o il morbo di Crohn (che colpiscono più spesso i giovani adulti) causano un'infiammazione cronica dell'intestino. Possono provocare diarrea con presenza di sangue vivo e muco, oltre a dolori addominali e altri sintomi (es. calo di peso).
  • Ulcere gastriche o duodenali: ferite aperte nello stomaco o nel duodeno che possono sanguinare. Il sangue, attraversando l'intestino, viene digerito e rende le feci nere e maleodoranti (fenomeno chiamato melena). Anche una gastrite grave o varici esofagee possono causare melena. La formazione di queste ulcere è spesso legata all’infezione da Helicobacter pylori o all'uso prolungato di farmaci antinfiammatori (FANS).

Falsi allarmi: quando non si tratta di sangue

A volte ciò che appare come sangue nelle feci è in realtà dovuto ad altri fattori non preoccupanti. Alcuni cibi, integratori o farmaci possono infatti modificare il colore delle feci:

  • Il consumo di alimenti intensamente pigmentati (come barbabietole rosse, frutti di bosco o pomodoro) può tingere di rosso le feci o l’acqua del WC, facendo pensare alla presenza di sangue vivo.
  • Integratori di ferro o farmaci a base di bismuto (usati contro l’acidità gastrica) possono scurire molto le feci, fino a farle apparire nere, senza che vi sia un vero sanguinamento.
  • Anche grandi quantità di liquirizia, carbone vegetale o altri cibi di colore scuro possono rendere le feci più scure del normale.

In questi casi si tratta di falsi allarmi e non c’è motivo di preoccuparsi. Se però hai dubbi sulla natura del colore delle feci, è sempre consigliabile consultare il medico o eseguire un test per la ricerca di sangue occulto, così da fugare ogni incertezza.

Segnali di allarme, quando preoccuparsi?

Anche se spesso il sangue nelle feci dipende da cause benigne, bisogna saper riconoscere i casi in cui è necessario consultare subito il medico.

In generale è raccomandata una valutazione medica per qualsiasi sanguinamento intestinale di nuova insorgenza. Presta particolare attenzione ai seguenti segnali di allarme:

  • Sanguinamento abbondante o prolungato: se noti una grande quantità di sangue rosso oppure perdite che continuano nel tempo.
  • Feci nere o sangue scuro: la presenza di feci dal colore catramoso (melena) o di coaguli di sangue indica un sanguinamento nelle parti alte del tratto digestivo, potenzialmente serio.
  • Dolore addominale intenso o persistente: un forte dolore alla pancia, specialmente se associato a crampi addominali o gonfiore, richiede attenzione medica.
  • Segni di anemia o debolezza: stanchezza marcata, vertigini, pallore o affanno possono suggerire che la perdita di sangue è significativa.
  • Calo di peso inspiegabile o altri sintomi sistemici: perdita di peso non intenzionale, inappetenza, febbre prolungata o sudorazioni notturne possono indicare un problema intestinale cronico più grave.
  • Familiarità e fattori di rischio: avere più di 50 anni oppure parenti stretti con polipi o tumori intestinali significa che non bisogna sottovalutare neanche un episodio di sanguinamento.

In presenza di segnali di allarme o su indicazione del medico, potrebbero essere necessari alcuni accertamenti diagnostici.

Tra questi vi sono l’esplorazione rettale e gli esami endoscopici come la rettoscopia o la colonscopia, che permettono di visualizzare l’interno dell’intestino e identificare eventuali lesioni (ad esempio polipi o ulcere).

Il medico potrebbe inoltre prescrivere la ricerca di sangue occulto nelle feci e analisi del sangue (per verificare un’eventuale anemia), utili a completare la diagnosi.

Rimedi e consigli del farmacista

La gestione dipende dalla causa del sanguinamento. Nelle situazioni più lievi (come emorroidi o ragadi già diagnosticate) si può intervenire con alcuni accorgimenti e prodotti da banco consigliati dal farmacista.

Nei casi più seri, invece, è necessario rivolgersi al medico per terapie specifiche. Di seguito i principali rimedi e consigli per affrontare il problema:

  • Dieta ricca di fibre: aumentare il consumo di frutta, verdura, legumi e cereali integrali aiuta a rendere le feci più morbide. Ciò riduce la stitichezza e lo sforzo durante l'evacuazione, prevenendo traumi alla zona rettale.
  • Idratazione adeguata: bere almeno 1,5-2 litri di acqua al giorno è fondamentale per mantenere le feci morbide e favorire un transito intestinale regolare. Una buona idratazione, insieme alla fibra, è la base per prevenire sanguinamenti dovuti a sforzo.
  • Regolarità intestinale senza sforzo: non trattenere a lungo lo stimolo di evacuare ed evitare di spingere con forza. Evita inoltre di trascorrere troppo tempo seduto sul WC, un'abitudine che può aggravare i problemi emorroidari. Se soffri di stitichezza, chiedi consiglio al farmacista su un possibile uso di blandi lassativi o di integratori di fibre (psillio, crusca) per ammorbidire le feci.
  • Igiene e rimedi locali: dopo la defecazione, pulisci delicatamente la zona anale con acqua tiepida (evitando saponi irritanti). Può aiutare effettuare dei semicupi (bagni tiepidi di 10-15 minuti) per lenire il dolore e favorire la guarigione di emorroidi e ragadi. Esistono anche pomate o supposte rettali con sostanze antinfiammatorie e anestetiche, utili per ridurre bruciore e prurito (chiedi consiglio al farmacista).
  • Impacchi freddi: in caso di emorroidi esterne dolorose o gonfie, applica del ghiaccio avvolto in un panno morbido sulla zona per alcuni minuti. Questo semplice rimedio può aiutare a ridurre il dolore, l'infiammazione e il gonfiore (ripeti l'applicazione più volte al giorno se necessario).
  • Gestione del dolore: se il fastidio è significativo, puoi ricorrere a un analgesico orale come il paracetamolo per alleviare il dolore. Evita invece gli antinfiammatori (FANS) come l’aspirina o l’ibuprofene, che possono aumentare il rischio di sanguinamento.
  • Integratori venotonici: prodotti a base di flavonoidi (diosmina, esperidina) che rafforzano le vene e migliorano la circolazione. Sono utili per ridurre il gonfiore e il sanguinamento in caso di emorroidi. Esempi includono Daflon 500 mg e i suoi equivalenti Artemis 500 mg o Dinesper 500 mg, da assumere per via orale per alleviare i sintomi delle crisi emorroidarie.
  • Stile di vita sano: mantenere un peso forma e praticare attività fisica regolare aiuta a prevenire problemi circolatori e intestinali. Inoltre, è bene evitare il fumo, limitare l'alcol e non esagerare con cibi troppo piccanti, che possono irritare l'intestino.

Ovviamente, i rimedi sopra indicati riguardano i casi più comuni e lievi. Se il sanguinamento dipende da una condizione più seria (ad esempio un'infezione intestinale o una malattia infiammatoria cronica), sarà il medico a prescrivere la terapia specifica più adatta (come antibiotici o altri farmaci mirati).

La prevenzione è fondamentale: segui uno stile di vita equilibrato e partecipa agli screening raccomandati (ad esempio il test del sangue occulto nelle feci dopo i 50 anni) per individuare precocemente eventuali problemi.

Il tuo farmacista di fiducia è sempre a disposizione per consigliarti i prodotti migliori e aiutarti a proteggere la tua salute intestinale.

Conclusione

La comparsa di sangue nelle feci può comprensibilmente generare ansia, ma non è sempre sintomo di una patologia grave – spesso dipende da cause benigne e curabili – pur restando un segnale da non sottovalutare.

Le possibili cause, come abbiamo visto, spaziano da disturbi comuni (emorroidi, ragadi anali o diverticoli) fino a condizioni più serie dell’apparato gastrointestinale, ma in ogni caso è importante affrontare la situazione con calma e consapevolezza.

È fondamentale adottare una gestione consapevole del sintomo. Bisogna prestare attenzione ai possibili segnali d’allarme – ad esempio un sanguinamento che persiste per più giorni, dolori addominali, cambiamenti nelle abitudini intestinali o un calo di peso – e rivolgersi tempestivamente al medico per una valutazione appropriata.

Un intervento medico tempestivo consente infatti di individuare la causa esatta e trattarla efficacemente, aumentando le probabilità di risolvere il problema con terapie mirate o semplici accorgimenti.

Infine, anche la paura di cause gravi come il tumore al colon va ridimensionata: fortunatamente si tratta di evenienze rare. Un controllo specialistico aiuterà a escludere queste possibilità o a gestirle nel modo più adeguato, offrendo al paziente maggiore tranquillità.

In sintesi, mantenere un atteggiamento vigile ma sereno, affidandosi al parere del medico e seguendo stili di vita sani, permette di affrontare il sangue nelle feci nel modo migliore, tutelando la propria salute.

 
Andrea Caudera
Laureato in farmacia nel 2008, è un profondo conoscitore del mondo della salute e del benessere. Dal 2016, è una presenza costante sul blog di Tuttofarma, dove si dedica alla scrittura di articoli scientifici centrati su rimedi naturali e le loro proprietà benefiche. Oltre alla sua expertise in campo farmaceutico, Andrea è anche un appassionato di tecnologia e informatica, un mix che gli permette di presentare informazioni complesse in modo chiaro e accessibile. La sua attenzione al dettaglio e la ricerca accurata fanno di lui una fonte affidabile per chi cerca orientamento nel campo della salute naturale. Andrea scrive con uno stile che coniuga professionalità e accessibilità, rendendo le sue informazioni utili sia per esperti del settore che per il pubblico generale. Linkedin: https://www.linkedin.com/in/andreacaudera84/
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