Digital Aging: i malesseri causati dai device tecnologici

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Digital Aging: i malesseri causati dai device tecnologici

I malesseri più comuni, immediati e a lungo termine, legati all’utilizzo sempre più massiccio dei mezzi tecnologici vengono spesso chiamati dagli esperti “malessere del millennio”.

Cos'è il Digital Aging?

Per Digital Aging si intende un insieme di conseguenze di vita iper-connessa, dovute all’utilizzo delle nuove tecnologie che provocano disturbi di vario genere: dalla semplice disidratazione della pelle, alle rughe su viso e collo, dalla stanchezza, all’insonnia, fino a cambiamenti posturali della testa e della spina dorsale e addirittura una modifica delle dita della mano.

Vivendo in un mondo sempre più connesso, uno studio della società Accel ha stabilito che soprattutto i millennials, controllano il loro telefono 150 volte al giorno ed almeno una volta a notte. Inoltre spesso ci si addormenta con la luce del dispositivo acceso ed il display ben disposto davanti al viso.
Questa iper-connessione sta portando alla luce problematiche diverse e complesse legate all’organismo. Ogni essere umano trascorre in media 6 ore davanti ad un device digitale ma chi lavora al PC anche di più.

Rimanere tutto il giorno con il viso davanti ad uno schermo ben illuminato di un dispositivo mobile, lo smartphone per i messaggi, la TV, il tablet per lavorare, il pc per guardare le serie, stressa l’organismo.

Il problema della tecnologia

La pandemia ha sconvolto anche le nostre abitudini ed il modo di rapportarsi oltre che con le persone, con la tecnologia. Data questa premessa, sicuramente i dati analizzati dallo studio Accel saranno sicuramente duplicati e cresciuti. In questo periodo, infatti, siamo costretti a passare il tempo davanti agli schermi per le riunioni, didattica a distanza, lavoro smartworking o semplicemente per comunicare con gli amici, parenti e le persone a noi care tramite messaggi o videochiamate per l’impossibilità di vedersi di persona.
Anche lo shopping è stato spostato online, gli allenamenti sportivi, i film, gli spettacoli teatrali ed i concerti, le partite.

E’ importante porsi il problema esistente legato agli effetti negativi che la sovraesposizione agli schermi porta ed agli effetti che questo potrà avere sul nostro organismo.

Quando siamo esposti a tutte queste fonti di luce blu come gli schermi, le lampade a led in maniera continua e per ore, senza pause, possono comparire problematiche relative alla sovraesposizione ai device: perdita di ore di sonno, aumento dello stress ossidativo e rallentamento del processo di rigenerazione cellulare.Questa esposizione al digitale è uno dei fattori di invecchiamento precoce della pelle e degli occhi e colpisce donne e uomini di tutte le età.

Quali danni produce la luce blu sul corpo umano?

Gli studi della luce blu hanno portato alla conclusione che quest’ultima aggredisce l’equilibrio cutaneo.

La “High energy visible”, luce blu, possiede una componente naturale delle radiazioni solari che hanno una lunghezza d’onda più lunga rispetto agli UV. La luce blu non è dannosa di per sé, poiché contribuisce alla regolazione dei livelli di melatonina, infatti viene usata per la fototerapia e per contrastare malesseri psicologici e disagi legati alla mancanza di luce della stagione invernale.

  • La luce blu non produce effetti ben visibili sulla pelle, come eritema o abbronzatura per questo motivo può definirsi più subdola: l’esposizione per 8 ore per 4 giorni alla luce blu provoca gli stessi danni di 20 minuti di esposizione ai raggi UV della luce solare alle ore di punta.
    La luce blu assorbita dal corpo umano porta ad un surriscaldamento dei tessuti con conseguente deterioramento delle fibre collagene ed elastiche, oltre che a disidratazione. Si assiste anche ad un rallentamento della rigenerazione cellulare che avviene di notte. Quando si utilizzano dispositivi a luce blu durante la notte, per evitare alterazioni del ciclo circadiano, esiste una modalità notturna da attivare sui device per ridurre l’emissione di luce blu durante le ore buie.
  • Un altro effetto negativo del Digital Aging ricade sulla vista. La luce blu provoca danni importanti sull’occhio poiché i suoi raggi penetrano molto profondamente fino alla retina ed alla macula oculare.
    Stanchezza oculare, irritazione secchezza e prurito, occhi che pizzicano, bruciano. A causa dello strofinamento con le mani compaiono di conseguenza occhiaie, borse, rughe profonde e gonfiori. Anche in questo caso è bene agire con prodotti specifici che possono contrastare secchezza oculare e attenuare i segni di affaticamento.

Come bloccare gli effetti negativi del Digital Aging?

Per il benessere del nostro organismo è necessario osservare alcune regole comportamentali molto importanti:

  • Allontanare lo sguardo dallo schermo ogni 20 minuti, distrarsi ed effettuare una sorta di stretching per gli occhi, osservando più punti lontani nello spazio.
  • Usufruire di una buona illuminazione dell’ambiente.
  • Mantenere una postura adeguata con mento in alto e la schiena dritta.
  • Bere molta acqua per evitare la disidratazione.
  • Assumere con la dieta o con integratori sostanze ad elevato potere antiossidanteVitamina C, Vitamina E, omega 3, ed altre sostanze antiossidanti.

Quale la cosmetica giusta da adottare?

Contrastare il Digital Aging è indispensabile, su tuttofarma.it sono tanti i trattamenti ed i cofanetti specifici da integrare nella routine quotidiana, che agiscono in modo specifico come scudo protettivo alle aggressioni delle nuove radiazioni.
Alcune creme intervengono per riequilibrare e riossigenare la pelle, potenziano l’idratazione contrastando la secchezza ed allontanano lo stress cutaneo.
Altre accelerano il ricambio cellulare grazie alla presenza di acido glicolico, e garantiscono la rigenerazione del collagene, di elastina, di acido ialuronico da parte dei fibroblasti come i derivati del retinolo.



Pubblicato in: Salute & Benessere

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