Essere ambidestri è sinonimo di intelligenza?

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Essere ambidestri è sinonimo di intelligenza?

Le persone ambidestre nel mondo sono solo l’1% e di fatto sono individui che non mostrano una particolare dominanza nell’uso di una mano o piede rispetto all’altro. Le caratteristiche tipiche delle persone ambidestre sono proprie del cervello: è visibile una maggiore simmetria tra gli emisferi celebrali, in particolare delle aree dedicate al controllo motorio, mentre la maggior parte della popolazione mostra asimmetria negli emisferi.

Peculiarità delle persone ambidestre

I risultati di una ricerca analoga condotta da Montclair State University (New Jersey) hanno dimostrato che:

  • Le persone ambidestre sono più influenzabili a livello emotivo rispetto destrorsi o ai mancini poiché il loro umore si farebbe contagiare dalle situazioni esterne. Una possibile spiegazione potrebbe essere data dallo sviluppo equo di entrambi gli emisferi del cervello che, grazie a ciò, sarebbero in grado di comunicare meglio tra loro. Ciò favorirebbe quindi il contagio emotivo e la suggestionabilità.
  • Gli ambidestri, come i mancini, hanno maggiori probabilità di possedere il gene LRRTM1 sul cromosoma 2, collegato alla schizofrenia. Le persone affette da schizofrenia sono più spesso ambidestre o mancine.
  • Gli studenti ambidestri incorrono più spesso in casi di dislessia e deficit di attenzione o iperattività rispetto agli altri alunni, mostrando difficoltà in matematica, esercizi mnemonici e ragionamento logico.

Le virtù dell'utilizzo di entrambe le mani

Esistono per questo motivo, delle ricerche che ritengono sia possibile stimolare le funzioni cognitive e migliorare l'uso di entrambi gli emisferi del cervello, creando nuove e più forti connessioni tra loro.⁠

Lo studioso Baden-Powell è stato vicepresidente di una società culturale ambidestra ed ha esposto quelle che secondo la sua ricerca erano le virtù dell'esercizio con entrambe le mani: ritiene che essere ambidestri migliori la forma fisica del cervello.
⁠Egli pensa che vengano create migliori connessioni tra gli emisferi del cervello, portando un netto miglioramento nelle abilità, nell'intelligenza e un miglior controllo delle situazioni della quotidianità.⁠

Diversi studi in più laboratori hanno dimostrato che le persone, allenando l’utilizzo di entrambe le mani, possano migliorare il proprio autocontrollo anche in età adulta. Esattamente come i muscoli, il cevello diventa più forte con un regolare esercizio quotidiano. Impegnarsi in alcune attività extra quale pettinarsi, aprire una porta o lavarsi i denti con la mano opposta per un paio di settimane produce un miglioramento nell'autocontrollo e nella gestione delle situazioni. 

Un esperimento del 2016 ha coinvolto i partecipanti destrorsi a tracciare forme con la mano sinistra per 20 minuti al giorno per 10 giorni. I ricercatori hanno scoperto che i loro disegni man mano sono diventati più fluidi grazie ad un maggior controllo delle connessioni tra le cortecce motorie della mano sinistra e destra che controllano le mani. 

Lo squilibrio degli emisferi cerebrali è una qualità, non un problema

⁠Possedere una mano più debole è una caratteristica che può sembrare sbagliata, ma entrambe le mani hanno i loro punti di forza

  • La mano dominante eccelle nei movimenti di precisione,
  • La mano non dominante ha una migliore stabilità.

Però i pensieri degli studiosi sono spesso contrastanti: anche se vengono allenate entrambe le mani per compensare le rispettive carenze, ciò potrebbe non portare benefici cognitivi o intellettuali. 

Viene ipotizzato che il cervello funzioni in modo più efficiente quando comprende immediatamente quale lato del corpo utilizzare per un determinato compito: proprio per questo di riduce al minimo lo scontro dell’indecisione emisferica. 

Sebbene ottenere un maggior controllo delle cose con la mano non dominante possa aiutarti a migliorare le abilità, non è detto che ciò possa portare al cervello ad un’intelligenza superiore alla media. 

"Forse c'è uno svantaggio nei due lati del cervello che cercano di fare la stessa cosa" ha ribadito un ricercatore. 

Il fenomeno rimane dibattuto nella letteratura scientifica.

 



Pubblicato in: Salute & Benessere

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